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Smart City in dieta mediterranea

In questi giorni perdo spesso la pazienza: non c'è la faccio più ad aspettare i tempi della politica mentre vedo tanti giovani perdere la speranza di entrare nella vita attiva. L'unico antidoto che mi rimane contro la rabbia è provare a "prendere impegni e trovare soluzioni" come recita il nostro programma per il 2014. Con questo spirito abbiamo accettato l'invito del Comune di Napoli per realizzare lì, a fine marzo, una convention di tre giorni sulle Smart city del Mediterraneo, in occasione della manifestazione Energy MED, organizzata da ANEA. Parte così una nuova avventura: Smart City MED, che si svolgerà alla Mostra d'Oltremare dal 27 al 29 marzo prossimi e che radunerà le migliori esperienze di città intelligenti del Mezzogiorno del Paese con l'ambizione di essere un punto di riferimento per tutte le città mediterranee, in specie quelle della sponda Sud. Abbiamo accettato con entusiasmo questa sfida perché pensiamo che il Mediterraneo abbia molto da dire riguardo alle città. Esso è portatore infatti di un paradigma che si fonda su specificità storiche e culturali che riportano ad alcune parole d'ordine che mi piace ricordare.

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Il mio #SCE2013 (a caldo)

Primi feedback intellettuali ed emotivi da SMART CITY EXHIBITION 2013.

Over all la manifestazione è andata molto bene, non solo nei numeri, che hanno superato le nostre aspettative, ma anche e soprattutto nel clima positivo e nella condivisione dell’assunto centrale di questi tre giorni: per far ripartire il Paese occorre lavorare al futuro delle nostre città.

Ma ogni rosa ha la sua spina e quindi comincerò con le cose che mi sono piaciute di meno, per passare poi a quelle (molte di più) che mi hanno dato soddisfazione e speranza.

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Per una "smart city DOC"

Lunedì prossimo, 29 ottobre, comincia per noi una grande e impegnativa sfida a cui siete tutti invitati: tre giorni a Bologna per costruire la “smart city DOC”. “DOC” come “Denominazione di Origine Controllata” per sottolineare che una città intelligente italiana sarà per tradizione, cultura, reti sociali e problemi diversa da una neo-città cinese o da una città scandinava e che dobbiamo usare questa differenza come una chance, non come un ostacolo. “DOC” come “Definizione Operativa Condivisa” che è quella che scriveremo alla fine della kermesse ed è proprio quello che manca a noi, ma anche agli strumenti di legge, quando parliamo di smart city. Una definizione che ci aiuti a non disperdere le forze, a delimitare il campo, a fare sistema, a cogliere insieme le opportunità che l’innovazione ci offre.

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