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Bye bye banche, il prestito arriva dal basso: è il social lending

Avete sicuramente sentito parlare del social lending, ma a molti non avrà detto molto. E' il nuovo fenomeno nato dalla rete e dalla teoria della condivisione che, mettendo radici in un'altra tendenza in atto, quella del crowdfunding, permette un accesso agevolato al credito a coloro che magari se lo sono visto negare dalle banche. Come è possibile? Un sistema di finanziamento tramite il quale i privati fanno prestiti a privati, con tassi vantaggiosi e su piattaforme autorizzate e monitorate dalla Banca d’Italia. L'autrice di quest'articolo "folgorata dal Social Business di Yunus e della sua Grameen Bank, sempre più desiderosa di conoscere le opportunità di questo strumento di "finanza dal basso", è arrivata all’ideazione del progetto Sociallending. Scopriamone di più.

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Welfare: scintille di cambiamento in casa nostra

In un momento di crisi e di cambiamenti radicali nel modo di gestire la cosa pubblica anche il sistema di welfare è chiamato a mutare. Il welfare prima inteso come spesa per un’assistenza passiva deve divenire un investimento sociale fornendo alle persone le risorse per re-inventarsi utilizzando la creatività, l’innovazione e la collaborazione civica. Nulla di impossibile, come dimostrano esempi avviati in ogni angolo del pianeta, dalla Florida a Milano.

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La diffusione del Compact inglese a livello locale

La versione originale del Compact - il documento che nel Regno Unito dal 1998 regola i rapporti tra terzo settore e pubblica amministrazione - si rivolgeva esplicitamente ai dipartimenti del governo centrale di Londra e gli uffici decentrati ad esso collegati presenti su tutto il territorio inglese. I governi locali non erano invece citati nel testo e, in linea teorica, non erano quindi interessati dalle previsioni inserite nel documento. Tuttavia è proprio a livello locale che si concretizzano la maggior parte delle relazioni intercorrenti tra organizzazioni del terzo settore e apparato pubblico – alcune rilevazioni parlano di una percentuale che oscilla tra il 70 e il 90% - ed è in questo contesto che le richieste provenienti dalla società civile possono essere percepite con maggiore chiarezza e immediatezza.

Con questo terzo contributo continua l'approfondimento sul modello britannico a cura di Lorenzo Bandera, ricercatore dell'Osservatorio Secondo Welfare.

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L’implementazione del Compact all’interno della pubblica amministrazione centrale

"Approvato nel novembre del 1998, il Compact rappresenta la realizzazione dell’impegno assunto da Tony Blair nel corso della campagna elettorale dell’anno precedente: coinvolgere attivamente il terzo settore nella realizzazione delle politiche sociali del Regno Unito. Per diversi anni, infatti, pur ricoprendo un ruolo socialmente ed economicamente importante, le organizzazioni del terzo settore (OTS) non hanno goduto di alcun riconoscimento formale da parte delle istituzioni pubbliche, rimanendo quasi sempre escluse dai tavoli decisionali legati allo sviluppo e implementazione delle public policies del Paese. Proviamo a comprendere come gli apparati del governo centraleabbiano progressivamente fatto propri i principi del Compact, sviluppando misure capaci di migliorare i rapporti istituzionali con le OTS e atti a sviluppare forme di collaborazione sempre più intense con tali realtà".
Continua l'approfondimento sul modello britannico a cura di Lorenzo Bandera, ricercatore dell'Osservatorio Secondo Welfare.

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Questa è l’innovazione sociale europea

Signore e signori ecco a voi l’innovazione sociale made in Europe. Seguendo il percorso intrapreso da Washington, l’Unione Europea ha ufficialmente lanciato l’iniziativa Social Innovation Europe all’interno della più ampia Innovation Union. All’evento di apertura lo scorso 17 marzo, il presidente Barroso ha chiarito che l’innovazione sociale è strategica per lo sviluppo dell’Unione che in questo campo – ha precisato – si candida a diventare leader mondiale. Dalla pubblicazione “This is European Social Innovation” - curata dalla DG Impresa e Industria della Commissione e rilasciata per l'occasione -  raccogliamo due indicazioni importanti: come leggono l’innovazione sociale a Bruxelles e, di conseguenza, come “scovano” gli innovatori sociali.

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