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Open data, smart city, engagement: la parola ai vincitori #Censimenti Data Challenge

Clara Attene, Stefano Rosignoli, Alessio Dragoni hanno presentato a SCE2014 i progetti vincitori del contest #Censimenti Data Challenge, indetto dall'Istat per il riuso dei dati del Censimento Industria e Servizi. Ai nostri microfoni raccontano i progetti, l'esperienza di partecipazione ... e cosa tutto questo abbia a che fare con la smart city.

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Let’s co-! Anne-Sophie Novel per il Collaborative Territories Toolkit

Anne-Sophie Novel è una giornalista, blogger e ricercatrice francese. E’ tra i pionieri della riflessione sull’economia collaborativa, e il suo libro La vie Share, mode d’emploi (La vita ‘share’: istruzioni per l’uso) ha avuto grande successo e impatto. Dopo essersi dedicata per alcuni anni ad analizzare le dinamiche del consumo collaborativo, attualmente il suo focus è sui legami tra economia della condivisione e territori. Blogger su Le Monde, per cui cura le pagine di Même pas Mal , dal 2013 dirige un gruppo di lavoro presso La Fabrique Ecologique su Città condivise e Territori condivisi. Le abbiamo chiesto qualche spunto o suggerimento per il nostro percorso verso il Collaborative Territories Toolkit, che vede la sua prima tappa italiana il prossimo 23 ottobre a Bologna a Smart City Exhibition 2014.  

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Il peso della sharing economy in Italia. Siamo pronti a condividere?

Il 13% della popolazione in Italia ha preso parte almeno una volta all’economia collaborativa. Dal 2011 ad oggi i numeri sono più che triplicati in particolare nell’ambito dei trasporti, delle energie, dell’alimentazione e del design. Ce lo raccontano a Sharitaly, l’evento italiano sull’economia collaborativa curato da Collaboriamo.org con il contributo di Università Cattolica del Sacro Cuore e Fondazione Eni Enrico Mattei, che si è proposto di riflettere sul potenziale di nuovi modelli di produzione e di consumo basati sul riuso e sulla condivisione. Abbiamo chiesto a Marta Mainieri quanto conta questo fenomeno oggi e quanto può essere un’opportunità per start up, aziende e amministrazioni per rispondere alle sfide alle quali cui vanno incontro le nostre città.

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Simon Schneider su open innovation: per avere impatto bisogna rinunciare al controllo

"A Innocentive Grand Challenges forniamo gli strumenti e le metodologie per fare innovazione aperta. Creiamo connessioni fra le persone con le idee (imprenditori, ricercatori) e le persone che cercano idee (imprese, governi, Venture Capitalists). Cerchiamo di risolvere problemi attraverso i premi: non i classici premi "alla carriera", ma una "sfida" che puo' durare anche due anni, con un premio molto significativo. E il premio viene vinto solo da chi riesce a fornire la soluzione al problema". Così Simon Schneider, General Manager, Grand Challenges & Head of EMEA - InnoCentive, in questa intervista a David Osimo, anticipa i temi del suo  key note speech a FORUM PA 2012  sul tema "Nuovi modelli per finanziare l'innovazione: incentivi e open innovation". "Quello che noi costruiamo  - dice - è una specie di eBay delle idee, alla ricerca di soluzioni ai problemi reali delle organizzazioni e della società". 

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Innovazione, sostenibilità, tecnologia. La rivoluzione sociale delle reti

E’ un po’ lunga, ve lo anticipiamo. Ma la chiacchierata via skype con David Lane - dello European centre for living technologies - è molto interessante perché affronta l’innovazione partendo dall’ideologia a cui è funzionale. La tesi di Lane e del suo gruppo di lavoro sul progetto INSITE descrive la nostra come una società organizzata attorno alla “creazione continua di nuovi artefatti che devono essere utilizzati da persone e organizzazioni, offrendo funzionalità nuove in risposta a bisogni nuovi”. Il risultato è un modello di innovazione non sostenibile. Come cambiarlo? La riposta è nell’innovazione sociale, ma il processo di cambiamento è articolato e lungo…e non può che “emergere” dalle reti di organizzazioni della società civile. Special guest di un futuro non troppo lontano, si spera, la pubblica amministrazione.

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La conoscenza che sprigiona innovazioni sociali. Chris Sigaloff, Knowledgeland

C’è un think-tank (pensatoio) che ama definirsi un do-tank. Una fucina di innovazione sociale che si chiama Knowledgeland, Terra della conoscenza. La conoscenza, infatti, è al centro dell’approccio all’innovazione del gruppo di lavoro olandese capitanato da Chris Sigaloff. L’obiettivo è rendere la società più intelligente, cioè capace di risolvere problemi a partire dal potenziale di conoscenza, relazioni e passioni di cui dispone. “Le attuali sfide sociali - spiega Chris - hanno in comune l’elemento della complessità. Anche se l’innovazione è da tempo nell’agenda politica, quella che si realizza è spesso di tipo top-down, frammentata, content driven e orientata alla soluzione. Questo tipo di innovazione porta effetti collaterali indesiderati, negativi e imprevisti. Per questo è necessario un approccio alternativo."

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