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La diffusione del Compact inglese a livello locale

La versione originale del Compact - il documento che nel Regno Unito dal 1998 regola i rapporti tra terzo settore e pubblica amministrazione - si rivolgeva esplicitamente ai dipartimenti del governo centrale di Londra e gli uffici decentrati ad esso collegati presenti su tutto il territorio inglese. I governi locali non erano invece citati nel testo e, in linea teorica, non erano quindi interessati dalle previsioni inserite nel documento. Tuttavia è proprio a livello locale che si concretizzano la maggior parte delle relazioni intercorrenti tra organizzazioni del terzo settore e apparato pubblico – alcune rilevazioni parlano di una percentuale che oscilla tra il 70 e il 90% - ed è in questo contesto che le richieste provenienti dalla società civile possono essere percepite con maggiore chiarezza e immediatezza.

Con questo terzo contributo continua l'approfondimento sul modello britannico a cura di Lorenzo Bandera, ricercatore dell'Osservatorio Secondo Welfare.

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Il Compact britannico, un esempio positivo di secondo welfare

Come in molti altri Paesi europei, anche in Italia il sistema di welfare si trova oggi soggetto a due grosse pressioni. Da un lato i vincoli di bilancio impediscono incrementi di spesa e impongono importanti misure di contenimento dei costi. Dall’altro lato la continua trasformazione dei bisogni socialirichiede risposte molto complesse e diversificate. In questo senso appare particolarmente interessante un accordo che nel Regno Unito, da oltre 15 anni, regola i rapporti intercorrenti tra la pubblica amministrazione inglese e il terzo settore: il progetto Compact. In questo Dossier a più "puntate", Lorenzo Bandera, junior researcher presso Percorsi di secondo welfare ci guiderà in un’analisi sulla trasferibilità del modello nella realtà italiana.

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