Cerca: Saperi PA, programmazione finanziaria

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La mancata soppressione delle province e il gioco delle parti

Dopo il corsivo di Tiziano Marelli della settimana scorsa, torniamo sul tema delle Province e della loro eventuale abolizione, grazie ad un articolo inviatoci da Alberto Stancanelli e pubblicato lo scorso 12 luglio sul sito dell'Associazione Italia Futura. Lo pubblichiamo volentieri, aspettando anche ulteriori commenti, fermamente convinti che posizioni differenti possano contribuire ad alimentare una discussione proficua sul tema dell'innovazione nella PA anche dal punto di vista degli assetti istituzionali.

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I provvedimenti della manovra fiscale: novità anche per il pubblico impiego

Nel corso di una conferenza stampa tenutasi questo pomeriggio presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze, i Ministri Renato Brunetta, Giulio Tremonti, Roberto Calderoli, Paolo Romani e Maurizio Sacconi hanno illustrato gli articoli contenuti nel Decreto Legge recante "Misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria", approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 30 giugno.

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Le direttive annuali dei Ministri come strumento di programmazione strategica

Il relatore, dopo aver illustrato il fondamento teorico e normativo della “pianificazione” strategica, vocabolo utilizzato da un recente regolamento (decreto del Presidente della repubblica n.

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Il valore politico della pianificazione strategica

Facendo riferimento alla discussione che ha animato il convegno - di cui Ruffolo propone le sue “non conclusioni” - e mettendo in parallelo l’esperienza della pianificazione italiana di centrosinistra e quella statunitense il Presidente del CER sottolinea come dalla pianificazione strategica non possano essere espunti i fini politici ed etici.

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Amministrazione, rendicontazione contabile e rendicontazione sociale: tre piani che devono dialogare

Nel 1993 l’allora ministro della funzione pubblica Sabino Cassese sottolineava: “l’amministrazione vive senza i conti, i conti senza l’amministrazione”, evidenziando come le amministrazioni progettassero le attività senza tener conto delle risorse, mentre le ragionerie si preoccupavano delle risorse senza poter però padroneggiare realtà amministrative molto diverse, conoscibili solo sul campo. Dopo 15 anni resta ancora lo scollamento tra finalità e costi, risultati e risorse, piani di attività e bilancio.

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Il controllo di gestione e strategico nel Ministero dei Trasporti

Una delle sfide poste dalla Direttiva Prodi del marzo 2007, è quello di applicare i nuovi principi del ciclo integrato, invertendo la fase di programmazione finanziaria rispetto all’individuazione degli obiettivi strategici.Leggi tutto

L’attività della Svimez

Il rapporto DPS è diventato uno strumento di lavoro estremamente utile per la ricchezza delle informazioni e la qualità delle analisi che contiene, sostiene Nino Novacco. Esso contribuisce ad aumentare la conoscenza economica del nostro Paese, in particolare arricchisce la dotazione nazionale di dati di carattere territoriale decisivi in un Paese come il nostro in cui sono presenti così profonde differenze territoriali nelle condizioni di sviluppo economico e sociale.Leggi tutto

Presentazione del Rapporto DPS 2006

È importante abbinare una buona programmazione a buoni risultati, afferma Carlo Sappino, perché i risultati rappresentano un linguaggio semplice attraverso il quale la collettività può esercitare un controllo effettivo sull’utilizzo delle risorse pubbliche. È in questa chiave che va letto il rapporto del Dipartimento per le Politiche di Sviluppo, per la ricchezza dei dati, per le analisi presentate, per il tentativo di ricostruire, tramite un insieme di dati, un filo rosso che consenta di capire come le politiche abbiano impattato su indicatori significativi dello stato di salute dei territori

Il Rapporto DPS 2006 e il Mezzogiorno

Dal Rapporto DPS 2006 emerge chiaramente un problema di sovrapposizione di traguardi, sostiene Massimo Lo Cicero. Molto ancora rimane da spendere del ciclo 2000-2006, in particolare nel Mezzogiorno dove la macchina della distribuzione delle risorse appare più farraginosa, e, contemporaneamente, si pone la difficoltà di impiantare la spesa 2007-2013. Il Mezzogiorno, come evidenzia il Rapporto, è omogeneamente povero e ciò comporta – com’è naturale in una tale situazione di arretratezza - maggiore concentrazione del reddito e opportunismo politico, con conseguente fuga del capitale umano.

Aspetti positivi e negativi del Rapporto DPS 2006

Il Rapporto DPS rappresenta un documento di eccezionale qualità che affronta tematiche complesse, afferma Gianfranco Viesti. In alcuni ambiti, come la territorializzazione della spesa, ha fatto fare notevoli passi in avanti al nostro Paese, collocandolo al primo posto, tra quelli europei, per la capacità di osservare, misurare e valutare quanto è stato realizzato. È pensato per l’utente, che dal sito può scaricare file utili, ed è estremamente trasparente.Leggi tutto