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Il riduzionismo normativo e comunicativo che blocca l’innovazione

Tre eventi sugli Open Data degli scorsi giorni, apparentemente slegati tra di loro, mi hanno fatto riflettere sui limiti e le possibilità delle politiche dell'innovazione in Italia. L'immagine che ci viene restituita è quella che conosciamo bene di un paese ricco di energie vitali, con singole eccellenze distribuite a macchia di leopardo, ma che non fa sistema, non ha una visione che lo porta a non reggere i confronti internazionali. Non possiamo continuare a considerare l'innovazione come uno slogan da usare a tempo debito, come la foglia di fico per coprire la vergogna delle nostre inefficienze.

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Open Data come servizio territoriale: lo scenario Smart Region

Con il diffondersi dell’idea di Open Data – che la cosa pubblica amministrazione metta a disposizione le informazioni che detiene – si va allargando pure l’ambito della sua applicazione. Diventano oggetto di accesso libero non soltanto i dati di una determinata amministrazione comunale, ma i dati di altri enti pubblici oppure dei comuni limitrofi. Ad esempio, Il Patto di Ventimiglia, che riunisce 54 comuni intorno alla città di Palermo con obiettivi di sviluppo condivisi, elenca l’Open Data e servizi Smart Cities tra gli obiettivi del Protocollo d’intesa recentemente firmato. C’è un problema però: chi deve gestire l’Open Data per conto di tutti questi Comuni? Ventimiglia di Sicilia, il Comune promotore dell’iniziativa, conta 2,223 abitanti; deve istallare una infrastruttura Smart City o aprire un portale Open Data tutto suo, così come gli altri 53?

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Dall’Open Data al “data as a service”. Il progetto Homer

Nella catena del valore dovremmo passare dai “Dati pubblici liberi” ai “Dati pubblici utilizzati”. Purtroppo non sempre succede, anzi molto spesso, ci si ferma al solo valore della trasparenza desumibile dalla esposizione dei Dati pubblici sul web che, fra l’altro, dovrebbe avvenire per legge, ma così non è.

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Messaggio in Bottiglia dalla Regione di Parigi: “L’hackathon è solo l’inizio di una strategia di open data di lungo termine!”

La terza bottiglia che raccogliamo contiene un messaggio proveniente da Parigi, più precisamente dall’area Ile-de-France, dove Gregoire Odou, con l’azienda per cui lavora, La Fonderie, ha contribuito alla nascita di un’iniziativa open data a livello comparabile ad un nostro ente regionale.

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Messaggio in bottiglia da Zurigo: “Ci vediamo al ristorante per uno Stammtisch sugli Open Data!”

Il secondo racconto ci viene riportato da Micha Rieser dalla Città di Zurigo, dove un gruppo molto motivato sta lavorando da tempo per portare la città ai massimi livelli di innovazione in Europa.

Quello di Zurigo è il portale open data principale fra le città della Svizzera, nonostante la piattaforma ed il quadro di regolamentazione siano stati sviluppati in un tempo brevissimo:

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Messaggi in bottiglia nel mare di dati aperti del Vecchio Continente

Gli open data non sono più una grande novità. Pochi Paesi al giorno d’oggi non hanno mai parlato almeno una volta di open data, e pochi non hanno mai fatto un documento di strategia o di regolamentazione su questo tema. D’altra parte, secondo quanto ci dice Google Trends, l’intesse nel termine “open data” è piuttosto stabile, a dei livelli significativamente alti, dal 2004.

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Message in a bottle from Paris Region: The hackathon is just the kick-off of the long-term open data strategy!

Finally, Gregoire Odou from Ile-de-France area gives us insights on the open data project in this part of the Paris Region.

In the Paris region datastore, data can be displayed by means of histograms and interactive maps, a precise search engine that helps you to navigate into all dataset, and all dataset refer to the 4-stars level according to the 5-stars framework of Tim Berners-Lee.

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Message in a bottle from Zurich: “Let’s have an Open Data Stammtisch at the restaurant!”

Second tale is told us by Micha Rieser from the City of Zurich, where a highly-committed IT group is working to bring the city to the most innovative levels across Europe.

Zurich is the main and largest open data portal among Switzerland cities, its platform and regulatory framework were carried out in very short time http://www.srf.ch/player/tv/10vor10/video/open-data-staat-ohne-geheimnisse?id=d9d437d1-bbef-4f9d-924f-3c52347a2131.

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Messages in a Bottle from the Old Continent Open Data Ocean

Open data is no longer big news. Few countries in the world now haven’t been talking at least once about open data. And even few now have not been promoting their internal open data regulations or strategies.
Moreover, if you look at Google Trends, the interest in the term “open data” is somewhat in a stable high-level since 2004.
It is however curious to see in which countries the term is more searched now, namely, in order: Kenya, India, Sri Lanka, South-Africa, Singapore, Pakistan and Philippines.

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Linee Guida per l’apertura del patrimonio informativo pubblico: un primo commento

Sono state pubblicate il 1 agosto  le “Linee Guida Nazionali per la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico”, redatte dall’Agenzia per l’Italia Digitale in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 52, comma 7 del decreto legislativo 82/2005, il Codice dell’Amministrazione digitale.

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