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Il video del keynote è disponibile su innovatv.it a questo link.

Un'agenda digitale per le Smart Community realtà e prospettive

L’officina ha evidenziato i principali obiettivi e linee d’intervento di un progetto volto allo sviluppo di una smart community basata sulla crescita intelligente, sostenibile e inclusiva in coerenza con quanto previsto dal piano strategico “Europa2020” e con gli orientamenti del Codice dell’Amministrazione Digitale.

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PanelPA "G-Cloud: la PA è pronta ad andare sulla “nuvola”?"

Il G-cloud (Government-cloud) è il cloud computing per la PA e può aiutare, se usato con accortezza, a risolvere alcuni tra i più importanti punti critici dei sistemi informativi pubblici. Il G-cloud non è soltanto un’opzione per l’approvvigionamento di servizi tecnologici: si tratta di un cambio di paradigma che può rappresentare il fattore abilitante di un nuovo modello di erogazione del valore pubblico alla collettività. Il passaggio a questo nuovo sistema, insieme agli innumerevoli vantaggi, prevede però anche un certo numero di criticità da affrontare. Con il nostro Panel abbiamo cercato di capire quanto gli iscritti alla nostra community conoscano questo tema e quale percezione abbiano sulle opportunità e sui rischi che il paradigma G-cloud apre alle amministrazioni pubbliche, ma anche sulle cause che rallentano questo passaggio alla “nuvola”. 

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Consolidare i data center delle (piccole) PA: cosa significa, come e perché farlo

Dopo quello sugli open data, pubblichiamo il secondo focus curato da Marco Fioretti che affronta questa volta il tema del G-Cloud, il Cloud computing per la PA, e in particolare i due passi preliminari della virtualizzazione e del consolidamento dei data center. Si tratta di scelte che consentono di: risparmiare risorse; creare un sistema informativo distribuito, ma allo stesso tempo unitario e integrato; dare vita a una governance unitaria e ad una efficace cooperazione applicativa. Le tecnologie Cloud, inoltre, possono mettere a disposizione i dati della PA per consentire a cittadini e terze parti di sviluppare applicazioni “riusabili” in modalità Cloud Services. In questo senso il G-Cloud è, come gli open data, uno strumento fondamentale per le politiche di open government e sarà, quindi, uno degli argomenti centrali di FORUM PA 2012 (Nuova Fiera di Roma, 16-19 maggio 2012).

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Cloud e open data: quattro Paesi per il progetto Open-DAI

È partito ufficialmente la scorsa settimana e proseguirà fino a settembre 2014 il progetto europeo Open-DAI. Obiettivo, realizzare una piattaforma che semplifichi l’accesso ai dati pubblici e ne favorisca il riutilizzo per creare nuove applicazioni e servizi, quindi anche nuove opportunità di business. Coordinato dal CSI Piemonte, il progetto coinvolge 11 partner di 4 Paesi europei. Per l’Italia, oltre a CSI, DigitPA, Regione Piemonte e Politecnico di Torino.

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La Pa sulla nuvola. G-Cloud: innovare per guadagnare efficienza e ridurre i costi

Durante FORUM PA 2011 si è svolta “CloudPA – 1^ Conferenza nazionale del Cloud Computing per la PA”, un’occasione formativa, congressuale ed espositiva molto completa ed articolata, che ha fatto seguito a tanti convegni nostri e di altri sul tema, proponendosi di fare il punto sulla “strategia della nuvola” per verificare insieme se e perché questa rivoluzione tecnologica è un’opportunità per l’amministrazione pubblica. Un’iniziativa che è servita, quindi, per affermare con forza, come già facciamo da tempo, che la crisi è il momento delle svolte, delle innovazioni radicali di processo e di prodotto, del coraggio di innovare. In attesa di riprendere queste riflessioni a FORUM PA 2012, vi proponiamo in questa pubblicazione quanto emerso nella manifestazione dello scorso anno, attraverso le relazioni e gli interventi di protagonisti del mondo pubblico e privato (società ICT, amministrazioni pubbliche e organi tecnici o autorità di regolazione) che hanno portato il loro contributo nel corso di diversi convegni strategici, seminari tecnici e momenti formativi.

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L'Agenda Digitale parte dal Veneto

In attesa di un’agenda digitale nazionale le amministrazioni locali italiane cominciano a muoversi in maniera autonoma, seguendo le indicazioni che arrivano dall’Europa. Dopo la notizia della settimana scorsa dell’avvio di un percorso partecipato avviato dal Comune di Bologna per definire i temi e le priorità di un’agenda cittadina oggi la Regione del Veneto ha concretizzato un altro elemento fondamentale della propria roadmap avviata quasi due anni fa. Focus su Banda Larga, eInclusion e Cloud Computing.

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Il cloud computing applicato alla conservazione digitale nella PA: l’importanza del contratto

Come si coniugano gli obblighi previsti dal codice della PA digitale in materia di continuità operativa e disaster recovery con l’utilizzo di servizi on the cloud? Nell’ambito della collaborazione con lo Studio legale Lisi proponiamo un interessante articolo che sottolinea la necessità di un’attenzione particolare, da parte delle amministrazioni, al procurement dei servizi di cloud computing.

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Quanto ci farebbe bene il cloud computing se solo...

Il cloud computing riesce a sollecitare l’innovazione, riducendo le barriere di ingresso al mercato per le strutture, le organizzazioni e le pubbliche amministrazioni più piccole. Una ricerca di Astrid, ResPubblica e Microsoft mostra quale sarebbe il vantaggio competitivo per l’Italia se il cloud computing divenisse una pratica diffusa nelle piccole realtà produttive ed amministrative.

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Cloud computing e sviluppo economico: investire oggi per essere competitivi domani

Un’adozione diffusa del Cloud computing, non solo da parte delle imprese ma anche da parte della pubblica amministrazione, potrebbe fare da traino, nei prossimi anni, alla crescita economica e rappresentare una svolta per l’innovazione e lo sviluppo del Paese. Federico Etro, professore di economia all’Università Ca’ Foscari di Venezia, già nel 2009 ha dedicato un testo - “The Economic Impact of Cloud Computing on Business Creation, Employment and Output in Europe” - ai benefici della “nuvola” a livello macroeconomico. In questo studio, Etro ha simulato l’impatto della diffusione del cloud in Europa, ottenendo risultati incoraggianti: nell’arco di cinque anni si potrebbe arrivare alla creazione di qualche centinaia di migliaia di nuove PMI e di circa un milione di nuovi posti di lavoro a livello europeo. A due anni dalla pubblicazione dello studio e a una settimana dal convegno dedicato al “Cloud Computing per la Sanità Digitale”, in cui il professor Etro è intervenuto come relatore, facciamo con lui il punto sullo stato dell’arte. Per capire che, in effetti, siamo solo all’inizio di questo cambiamento, soprattutto in Italia.

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