Cerca: Saperi PA, Atti FORUM PA 2010, trasparenza

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Il ruolo di DigitPA nell’innovazione amministrativa

La trasformazione del CNIPA in DigitPA, a partire dal settembre 2009, è tesa ad operare un cambiamento dell’istituto da centro nazionale a supporto dell’informatica a soggetto abilitante alla digitalizzazione nelle PA . La volontà di DigitPA è quella di riposizionare le proprie azioni per rendere l’informatica lo strumento attraverso il quale consentire all’azione amministrativa di erogare servizi più innovativi e performanti.

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Dalla funzione amministrativa al processo amministrativo: Integrazione e Multicanalita’

Poste Italiane si propone come interlocutore privilegiato e facilitatore dei rapporti tra la pubblica amministrazione, il cittadino e l’impresa, attraverso la valorizzazione delle proprie piattaforme di servizi integrati.

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Milano efficiente: la Pubblica Amministrazione verso il cittadino

Da una analisi di settecento-ottocento linee di prodotto, il Comune di Milano si è posto un obiettivo: rendere più semplice ed efficiente il rapporto con il cittadino, migliorando il livello di qualità dei servizi offerti attraverso la semplificazione delle procedure. Il contesto su cui il Comune è voluto intervenire vedeva la presenza di molti sportelli monofunzione, lunghe attese per certificati, 20 call center non integrati e specializzati.

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Sicurezza stradale e strumenti di gestione documentale

L’Italia è passata da una fase di deterioramento (fino al 2001-2002) ad una fase di miglioramento della sicurezza stradale che, stando ai dati parziali di Polizia Stradale e Carabinieri, è proseguita anche nel corso del 2009 (- 14,8 % in termini di mortalità).

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Contro l'utopia della trasparenza. Una riflessione sulla nuova Carta dei Doveri

“ Quando le regole normative rimangono lettera morta, nonostante vengano reiterate,  vuol dire per definizione che sono sbagliate”. In un intervento che lui stesso  riconosce “politicamente scorretto”, Claudio Zucchelli ricorda che nessuna norma ha mai cambiato la realtà,  proponendo un’analisi della nuova Carta dei doveri alla luce delle categorie giuridiche di obbligo, dovere e diritto. Dedica una riflessione particolare sulla trasparenza. “Esistono margini di riservatezza – spiega – che non vanno  gettati acriticamente nel concetto di trasparenza.

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La rilevazione delle assenze nella P.A.: La metodologia di analisi e la sintesi dei risultati del monitoraggio

Anna Ceci  presenta il sistema di rilevazione delle assenze per malattia del Ministero della pubblica amministrazione e l’innovazione, delineato nella più ampia riforma Brunetta. A partire dalle norme di riferimento, si sofferma sulla legge 133/08 , per poi descrivere la misurazione dell’impatto e le variabili rilevate.

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La nuova Carta dei doveri serve alla PA?

“Partiamo dal presupposto che questa Carta serva ai cittadini, ma serve alla PA?” Con una provocazione si apre l’intervento di Giovanni Guzzetta, che continua analizzando l’irriversibile mutamento in corso della PA, da un modello autoritativo a uno di servizio.

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L’inquadramento giuridico del principio di trasparenza

Diego Sabatino definisce il principio di trasparenza in raccordo con gli altri principi e gli altri istituti che informano l’attività amministrativa. Riportando gli argomenti cardine dell’ampio dibattito giuridico sull’argomento, Sabatino individua una tassonomia degli aspetti che confluiscono nella trasparenza e ne definisce gli ambiti di applicazione e gli aspetti funzionali.

Il progetto PERLA PA – La governance dei dati e delle informazioni nel percorso verso la totale trasparenza

Davide d’Amico presenta nel dettaglio il sistema PERLA PA,che sarà disponibile a partire dal 2011. “PER LA PA  - spiega  è un sistema integrato per la gestione degli adempimenti, di responsabilità del Dipartimento, a carico delle amministrazioni pubbliche.

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La nuova Carta dei doveri nella riforma in corso

“Molti principi presenti nella Carta dei doveri sono già presenti nel nostro ordinamento, ma restano di fatto inattuati”. Michel Martone propone la sua lettura della Carta dei doveri, interpretandone lo spirito nella più ampia riforma in atto. “Il primo passo è rendere chiari i doveri delle amministrazioni,  il secondo è predisporre una sorta di ufficio reclami, a cui il cittadino può rivolgersi prima della via giurisdizionale”.