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La conoscenza che sprigiona innovazioni sociali. Chris Sigaloff, Knowledgeland

C’è un think-tank (pensatoio) che ama definirsi un do-tank. Una fucina di innovazione sociale che si chiama Knowledgeland, Terra della conoscenza. La conoscenza, infatti, è al centro dell’approccio all’innovazione del gruppo di lavoro olandese capitanato da Chris Sigaloff. L’obiettivo è rendere la società più intelligente, cioè capace di risolvere problemi a partire dal potenziale di conoscenza, relazioni e passioni di cui dispone. “Le attuali sfide sociali - spiega Chris - hanno in comune l’elemento della complessità. Anche se l’innovazione è da tempo nell’agenda politica, quella che si realizza è spesso di tipo top-down, frammentata, content driven e orientata alla soluzione. Questo tipo di innovazione porta effetti collaterali indesiderati, negativi e imprevisti. Per questo è necessario un approccio alternativo."

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14,5 milioni i conti correnti che operano via Internet, telefono e cellulare

Cresce vertiginosamente anche in Italia l'e-Committee, ossia il pagamento di bollette, tasse, bonifici, ricariche telefoniche, movimenti ed estratti conto per via telematica. E sono diversi i canali alternativi allo sportello tradizionale: oltre all'Internet banking ci sono il Phone e il Mobile banking. Nel 2008 oltre 14,5 milioni di italiani, ben l'8,6% in più rispetto al 2007, avevano infatti conti correnti abilitati ad almeno uno di questi canali non tradizionali.

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Knowledge Clusters in Japan

Ludovico Ciferri ha illustrato come è stato impostato in Giappone lo sviluppo dell’iniziativa Knowledge Cluster: dal ruolo determinante della Science Technology, attraverso una descrizione più dettagliata di come si è sviluppata l’iniziativa, che in Giappone produce principalmente conoscenza, è giunto ad esaminare l’incisività del ruolo che hanno i cluster industriali.Leggi tutto

Cooperare per competere, competere per cooperare

Il ruolo della Community per lo sviluppo del software libero nella Pubblica Amministrazione può sembrare in contraddizione con le regole del mercato e della competitività. Vedremo come in realtà la cooperazione può essere propedeutica alla competizione e viceversa come grazie alla competizione si possa garantire lo sviluppo cooperativo di soluzioni e servizi.Leggi tutto

La generazione di senso nel vivere contemporaneo

Luca de Biase affronta la questione della creatività e della cultura contemporanee partendo dall’esigenza della narrazione, ovvero dalla necessità dello sviluppo di una capacità di interpretare e raccontare quali sono “le tracce che il futuro ci ha già lasciato nel presente” per dedurne una progettualità personale ma anche collettiva.

Ricerca e Cultura: opportunità offerte dal digitale

L'ICT è sempre più presente al fianco delle nuove tecnologie nei differenti settori della conoscenza, conservazione, fruizione e gestione del patrimonio culturale.Leggi tutto

Catturare le idee dal mondo: nuovi paradigmi, nuove imprese, nuova cultura

''Catturare le idee dal mondo'' è il nuovo paradigma che innova i processi di innovazione. Nel 2003 Chesborough ha dato un nome a questo nuovo paradigma: open innovation. Assistiamo ad un rinnovato interesse per l'innovazione, ad una reinvenzione del processo di innovazione. La Procter &Gamble ha avviato il fenomeno. Ora le aziende chiedono al mercato dell'open innovation le idee ed i brevetti di cui hanno bisogno e la loro funzione interna di Ricerca e Sviluppo (R&D) diventa C&D (connect and develop). Nasce anche il flusso simmetrico dall'impresa che cede brevetti a non concorrenti.Leggi tutto

Luca De Biase, giornalista de Il Sole 24Ore – Nòva

foto luca de biase

L’organizzazione dal basso o bottom-up, che caratterizza la società italiana, ha spesso rappresentato un limite per il nostro Paese. Un limite che in passato si è cercato di superare rincorrendo altri modelli organizzativi, ma che nella Società della conoscenza può essere sfruttato come punto di forza.

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Condividere la conoscenza è un diritto! Ripensiamo i modelli economici

Maria Chiara Pievatolo - Docente di Filosofia Politica presso l'Università di Pisa ed esperta di pubblicazione ad accesso aperto

Il primo comma dell'articolo 33 della costituzione recita: "L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento". Non possiamo, però, pensare a un'arte e a una scienza libera se non si è liberi di condividerla, cioè di insegnarla e, conseguentemente, anche di impararla. Ne parliamo con Maria Chiara Pievatolo, docente di filosofia politica presso l'Università di Pisa ed esperta di pubblicazione ad accesso aperto.

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