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Open data, smart city, engagement: la parola ai vincitori #Censimenti Data Challenge

Clara Attene, Stefano Rosignoli, Alessio Dragoni hanno presentato a SCE2014 i progetti vincitori del contest #Censimenti Data Challenge, indetto dall'Istat per il riuso dei dati del Censimento Industria e Servizi. Ai nostri microfoni raccontano i progetti, l'esperienza di partecipazione ... e cosa tutto questo abbia a che fare con la smart city.

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Pegognaga Digitale: il Comune su misura

Il progetto Pegognaga Digitale per abilitare processi smart di partecipazione. 3 assi portanti per rinnovare il Comune: insediamento della fibra ottica, il coinvolgimento dei cittadini e il patto dei sindaci. L’opera di infrastrutturazione digitale è stata praticamente a costo zero per l’amministrazione per i prossimi 10 anni, offrendo l’integrazione della rete dei servizi all’azienda fornitrice.

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Nuovi modelli e spazi nella Smart City

I sistemi urbani intelligenti non hanno impatto soltanto sull’ecosistema delle imprese che crescono al loro interno, ma stanno profondamente cambiando la richiesta di competenze e di iniziative imprenditoriali: emergono profili professionali del tutto nuovi. Si tratta di una trasformazione molto profonda, anche a livello culturale e antropologico.

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Amsterdam Sharing City Model

Far indossare una veste nuova alle città, la veste della sharing economy, è possibile? Ad Amsterdam tutto ciò sta già accadendo. Il progetto Amsterdam Sharing City, presentato nel keynote di Pieter van der Glind, co-fondatore di ShareNL insieme a Harmen van Sprang, si appresta a fare della capitale olandese il primo modello europeo di sharing city. Un modello riproducibile, da realizzarsi entro l’estate.

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Il peso della sharing economy in Italia. Siamo pronti a condividere?

Il 13% della popolazione in Italia ha preso parte almeno una volta all’economia collaborativa. Dal 2011 ad oggi i numeri sono più che triplicati in particolare nell’ambito dei trasporti, delle energie, dell’alimentazione e del design. Ce lo raccontano a Sharitaly, l’evento italiano sull’economia collaborativa curato da Collaboriamo.org con il contributo di Università Cattolica del Sacro Cuore e Fondazione Eni Enrico Mattei, che si è proposto di riflettere sul potenziale di nuovi modelli di produzione e di consumo basati sul riuso e sulla condivisione. Abbiamo chiesto a Marta Mainieri quanto conta questo fenomeno oggi e quanto può essere un’opportunità per start up, aziende e amministrazioni per rispondere alle sfide alle quali cui vanno incontro le nostre città.

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Bologna, ex stabilimenti a nuova vita: chiese laiche ad uso culturale

Nell'era delle Smart Cities, dell’app e dell'informazione in tempo reale, mentre città e sistemi urbani si orientano ad una sempre più incalzante virtualizzazione di relazioni e consumi, è frequente assistere alla trasformazione od accantonamento di numerosi sistemi o convenzioni. Siti di produzione e grandi stabilimenti industriali risultano fra le prime architetture a risentire di simili trasformazioni.

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La visione smart di General Motors: contro la crisi investiamo in ricerca e sviluppo

I centri di ingegneria e sviluppo di General Motors rivestono un ruolo chiave nell’ambito della strategia di globalizzazione della casa automobilistica tedesca. Localizzati in diverse aree del mondo, in particolare negli Stati Uniti, in Brasile, in Corea e in Europa, queste roccaforti della ricerca hanno le competenze e la responsabilità di sviluppare le piattaforme base per tutti i prodotti del Gruppo.

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Innovazione sociale: largo agli innovatori

Social innovation è un’etichetta che si mette convenzionalmente intorno a quelle strategie, quelle soluzioni, quegli strumenti che le persone stanno creando per rispondere alle grandi sfide del nostro tempo. La definizione data nel Libro bianco sull’innovazione sociale[1] dice: “definiamo innovazioni sociali le nuove idee (prodotti, servizi e modelli) che vanno incontro ai bisogni sociali e che allo stesso tempo creano nuove relazioni sociali e nuove collaborazioni. In altre parole, innovazioni che sono sia buone per la società sia che accrescono le possibilità di azione per la società stessa”.

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Il Ministro Profumo a FORUM PA annuncia una "social innovation agenda" nazionale

Una social innovation agenda per il Paese per affrontare problemi rilevanti come la riduzione delle emissioni tramite tecnologie pulite, infrastrutture intelligenti per la mobilità, la realizzazione di modelli urbani e abitativi più sostenibili, una sanità efficiente, un welfare equo e tecnologico per una società che invecchia. Queste le linee guida tracciate dal Ministro Profumo al convegno ianugurale di FORUM PA 2012.

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Simon Schneider su open innovation: per avere impatto bisogna rinunciare al controllo

"A Innocentive Grand Challenges forniamo gli strumenti e le metodologie per fare innovazione aperta. Creiamo connessioni fra le persone con le idee (imprenditori, ricercatori) e le persone che cercano idee (imprese, governi, Venture Capitalists). Cerchiamo di risolvere problemi attraverso i premi: non i classici premi "alla carriera", ma una "sfida" che puo' durare anche due anni, con un premio molto significativo. E il premio viene vinto solo da chi riesce a fornire la soluzione al problema". Così Simon Schneider, General Manager, Grand Challenges & Head of EMEA - InnoCentive, in questa intervista a David Osimo, anticipa i temi del suo  key note speech a FORUM PA 2012  sul tema "Nuovi modelli per finanziare l'innovazione: incentivi e open innovation". "Quello che noi costruiamo  - dice - è una specie di eBay delle idee, alla ricerca di soluzioni ai problemi reali delle organizzazioni e della società". 

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