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Reti infrastrutturali e qualità dello sviluppo: la Public - Private Partnership

Il video dell'intervista è disponibile su innovatv.it a questo link.

Un processo virtuoso per la realizzazione delle infrastrutture

Partendo dall’analisi della questione della Val di Susa Mauro Moretti nel suo intervento spiega come il problema delle infrastrutture non sia tecnico ma politico. La sua possibile risoluzione viene – per l’AD di Ferrovie –dalla realizzazione di una pianificazione territoriale d’area vasta all’interno della quale inserire la localizzazione delle singole infrastrutture. In quest’ottica Moretti sprona anche la stampa affinché dia qualche informazione di servizio positiva su ciò che si è realizzato invece di inseguire sterilmente le polemiche su ciò che non si riesce a fare.

Le condizioni di sviluppo di una moderna rete infrastrutturale

Giovanni Castellucci individua la questione delle resistenze sul territorio come prima causa dei ritardi nella realizzazione delle infrastrutture in Italia. A suo avviso la Pubblica Amministrazione deve evitare quelle procedure che danno un eccesso di potere a chi tutela gli interessi forti locali a scapito di quelli della collettività. In attesa dell’approvazione della Convenzione proposta da Autostrade al Governo il gruppo sta elaborando un piano per costruire la quarta corsia su un terzo della rete autostradale italiana entro il 2018.

Infrastrutture: comunicare per ottenere credibilità

La costruzione delle opere in Italia deve fare i conti anche e soprattutto con un problema di credibilità dei politici quanto delle imprese, sostiene Andrea Prandi, Direttore relazioni esterne e comunicazione di Edison. Secondo un recente sondaggio, l’80% delle persone è favorevole a nuove infrastrutture. Allo stesso tempo, però, viene rilevato un deficit di fiducia nei confronti della politica, delle aziende e, più in generale, delle informazioni in proposito. Non è solo con la maggioranza che si fanno le opere, c’è bisogno di un consenso diffuso.Leggi tutto

Le considerazioni del CNEL sul processo di liberalizzazione del mercato energetico

Renato Matteucci espone le considerazioni che il CNEL ha elaborato, nei documenti di osservazioni e proposte, sul tema della liberalizzazione del mercato energetico, richiamando il protocollo firmato con l’Autorità per l’energia volto ad individuare una sede istituzionale di confronto sull’evoluzione dei processi in atto. La prima considerazione riguarda il fatto che, in presenza di processi di liberalizzazione, il compito di controllo vada affidato ad una Autorità di regolazione di settore e non all’Antitrust.Leggi tutto

Cultura del fare come fattore chiave nel processo di liberalizzazione nel mercato energetico

Nicoletta Rocchi sottolinea come, per avviare i cambiamenti e le infrastrutturazioni indispensabili anche e soprattutto nel settore energetico, sia necessario lavorare sulla cultura del fare da parte della politica e sul consenso consapevole dei cittadini. La Relatrice è ottimista e non condivide le critiche sulle posizioni dominanti che impedirebbero il processo di liberalizzazione. Senza dubbio esistono aziende municipalizzate molto forti, questo, tuttavia, non sempre comporta una mancanza di efficienza ed uno spreco di risorse.

Finmeccanica: tecnologie chiave e soluzioni avanzate per la Sicurezza. L ‘ICT: motore verso l’integrazione

Albero Sarti chiarisce il posizionamento e gli investimenti in ricerca e sviluppo di Finmeccanica. Descrive il nuovo scenario organizzativo in cui convergono alcuni fattori in grado di sviluppare un sistema integrato di telecomunicazione. Propone come esempio CosmoSkyMed. Illustra l’approccio europeo in termini di gestione del territorio e sicurezza dei cittadini. Sottolinea la progressiva abdicazione delle cosiddette infrastrutture critiche del settore pubblico a favore del privato.Leggi tutto

Quadro Strategico Nazionale: l’urgenza degli investimenti per il Mezzogiorno

Franco Garufi sostiene la necessità di una coerenza forte tra i programmi operativi regionali e gli interventi centrali. La sicurezza e la legalità sono temi da affrontare con estrema priorità per definire l’assetto del QSN. Sottolinea la necessità di realizzare investimenti infrastrutturali nel Mezzogiorno per far sì che si verifichi una reale crescita dell’economia. Introduce il tema della migrazione delle giovani intelligenze che abbandonano il Mezzogiorno e sottolinea l’urgenza di politiche per la loro reintegrazione nel tessuto meridionale.

Il progetto di infrastrutturazione ambientale dell’Appennino Tosco Emiliano

Giuseppe Vignali descrive la situazione della superficie forestale nel mondo e fornisce dati sulle relative scelte di gestione. Evidenzia che l’Europa registra un incremento della superficie forestale. Propone una serie di considerazioni riguardo alla difficoltà di definire politiche per la gestione del territorio in una situazione in cui molte sono le problematiche da tenere in considerazione. Sostiene cha la manutenzione del territorio è un impegno da perseguire e propone l’esperienza di un progetto di infrastrutturazione ambientale dell’Appennino Tosco Emiliano.Leggi tutto

I costi sociali ed ambientali dei mancati investimenti in infrastrutture

Per Mario Ciaccia, non realizzare infrastrutture in Italia avrà un costo stimato di circa 200 miliardi di euro da qui al 2020. In particolare, la carenza di opere funzionali allo sviluppo comporterà un costo pari a 30 miliardi di euro nel comparto ambientale, dove sarebbero necessari 100 termovalorizzatori ed 80 impianti di compostaggio; 40 miliardi di euro nel settore dell’energia per la carenza di investimenti nella rete elettrica funzionale allo sfruttamento ottimale degli impianti di generazione; 133 miliardi nell’ambito della viabilità stradale.Leggi tutto