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Le ecocittà. Partecipazione ed educazione ambientale a Venezia

Nell’esperienza del Comune di Venezia in materia di azioni per il miglioramento dell’ambiente emergono due elementi qualificanti: il ruolo guida che può assumere l’Amministrazione Comunale e la necessità di coinvolgere attivamente i diversi portatori di interesse.

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Vallo di Diano: concertazione come metodo per lo sviluppo sostenibile

Un modello di sviluppo sostenibile del territorio, realizzato attraverso la concertazione e la collaborazione tra diversi soggetti locali, impegnati per lo sviluppo socio-economico dell'area di riferimento. Ne parliamo con Michele Rienzo, Direttore tecnico della Comunità Montana Vallo di Diano e Responsabile del Procedimento del Progetto "Agenzia per lo Sviluppo del Vallo di Diano".

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Vallo di Diano 2013: la "Città Vallo"

La Comunità Montana Vallo di Diano lavora per creare la "Città Vallo", sistema di servizi e infrastrutture per la mobilità e il turismo sostenibile da realizzare attraverso la concertazione e la partecipazione degli attori locali. Il territorio del Vallo di Diano è un vasto altopiano, cerniera di tre regioni (Campania, Calabria e Basilicata). Vi presentiamo una scheda del progetto.

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Il rapporto Stato-Regioni: divisione delle competenze per obiettivi comuni

Stefano Stefani affronta la questione della programmazione energetica partendo dalla necessità di un rapporto Stato-Regioni in cui ci sia una divisione delle competenze, in base ai settori di intervento, per l'applicazione delle norme. Oggi sono gli stessi cittadini a chiedere alle amministrazioni di intervenire sul territorio con politiche ambientali adeguate spingendo così le Regioni stesse a pianificare programmi energetici.

Il ruolo delle famiglie per migliorare l'efficienza energetica delle abitazioni

Pieraldo Isolani affronta la questione dell'efficienza energetica dal punto di vista dei consumatori facendo riferimento alle situazioni presenti all'interno degli edifici a uso civile in cui si registrano consumi energetici elevati ma a cui si potrebbe far fronte attraverso l'utilizzo delle moderne tecnologie arrivando a risparmi notevoli. La legge Finanziaria 2007 prevede forti incentivi rivolti alle famiglie per investire in sistemi di risparmio energetico. Isolani presenta l'attività dell'Adiconsum.

Il ruolo delle imprese: lo sviluppo competitivo e sostenibile del Paese

L'intervento di Cangiotti verte sul contributo che le aziende posso offrire per il raggiungimento di obiettivi importati in materia di politiche per il risparmio energetico.

Il piano forestale nazionale e il protocollo di Kyoto

Antonio Lumicisi sottolinea il ruolo delle foreste all’interno del Protocollo di Kyoto e accenna alla collaborazione in atto tra il Ministero dell’Ambiente e quello delle Politiche Agricole e Forestali. Propone come base da cui partire il Piano, depositato due anni fa in Conferenza Stato-Regioni, che doveva servire da linea guida per l’applicazione del protocollo di Kyoto per il settore forestale ma che non è mai stato approvato dalle regioni.

Politiche energetiche nazionali

Secondo Giovanni Silvestrini l'Italia registra forti ritardi in materia di politiche ambietali e di attuazione del protocollo di Kyoto. Parte delle responsabilità vanno imputate alle politiche adottate fin'ora e alle imprese che non si sono adoperate per offrire soluzioni adeguate. Sarà quindi difficile raggiungere gli obiettivi prefissati per il 2020 se non si adottano politiche specifiche per l'utilizzo delle energie rinnovabili e se non si procede con un cambiamento delle abitudini e della cultura da parte delle Amministrazioni centrali e locali, dei cittadini e delle imprese.

Le attività dell'APAT e il protocollo di Kyoto

Roberto Caracciolo presenta l'attività dell'APAT (inventario delle emissioni, registro delle quote del protocollo di Kyoto ecc…) e le difficoltà che l'Italia incontra nell'attuazione del protocollo di Kyoto. I dati raccolti dall'APAT hanno l'obiettivo di fornire indicazioni precise sul rispetto delle norme e su quali settori intervenire in modo più efficace.

Un futuro sostenibile per il Po: costruzione di un programma di azioni condiviso

Il fiume Po costituisce un ecosistema complesso e dinamico che si evolve nel tempo con equilibri resi sempre più fragili a causa dell'intensificarsi della pressione antropica. L'esperienza ha dimostrato che un approccio settoriale alle questioni del fiume, oltre ad essere ovviamente parziale, può essere pericoloso. Solo una politica integrata nel settore della difesa del suolo, della tutela delle risorse idriche e ambientali e della valorizzazione del territorio è in grado di affrontare aspetti idraulici, biomorfologici, naturalistici ed economico-sociali.