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L’utilità della condivisione dei dati del Rapporto DPS 2006

Tiziana Arista evidenzia la necessità che i dati del Rapporto DPS 2006, pur essendo accessibili a tutti, vengano maggiormente comunicati, soprattutto a coloro che amministrano e governano le Regioni e gli enti territoriali. Le sfasature informative, infatti, sono particolarmente evidenti per chi, in particolare nelle Regioni, ha un ruolo di coordinamento generale e si rapporta sia con le strategie di sviluppo regionale sia con le politiche ordinarie per il Sud.Leggi tutto

I percorsi dei territori e delle politiche per lo sviluppo territoriale: il Rapporto DPS 2006

Il Rapporto DPS, ormai giunto al 9° anno, è formalmente parte dei documenti di programmazione, spiega Paola Casavola. La sua missione specifica consiste nell’informare il Parlamento e i lettori interessati, da un lato, sullo stato dei territori e sul contenuto e avanzamento delle politiche di sviluppo regionale, dall’altro, introduce e spiega in quali direzioni ci si muoverà per lo sviluppo. Il Rapporto ha una struttura abbastanza standardizzata, fornisce dati dettagliati, non relativi esclusivamente a macro-aree, ma anche a livello regionale.

Presentazione del Rapporto DPS 2006

È importante abbinare una buona programmazione a buoni risultati, afferma Carlo Sappino, perché i risultati rappresentano un linguaggio semplice attraverso il quale la collettività può esercitare un controllo effettivo sull’utilizzo delle risorse pubbliche. È in questa chiave che va letto il rapporto del Dipartimento per le Politiche di Sviluppo, per la ricchezza dei dati, per le analisi presentate, per il tentativo di ricostruire, tramite un insieme di dati, un filo rosso che consenta di capire come le politiche abbiano impattato su indicatori significativi dello stato di salute dei territori

Il ruolo svolto dalle Autonomie Locali per accrescere la competitività del Sistema Paese

Nicola Milani illustra le attività di FormAutonomie che da diversi anni lavora come struttura di supporto, di assistenza tecnica e di formazione per migliorare le performance e le competenze delle Pubbliche Amministrazioni. Il Relatore, presentando l’indagine Delphi, realizzata da FormaAutonomie e dalla Società S3 Opus, dipinge lo scenario sulla competitività del Sistema Paese, soprattutto in relazione al ruolo che le Autonomie Locali svolgono per favorire lo sviluppo dei territori ed ai ritardi sugli investimenti e sulle politiche di innovazione da parte del Governo.

Presentazione del progetto “Rete degli Sportelli dello Sviluppo”

Marco Bonamico presenta il tema dell’incontro che riguarda il progetto “Rete degli Sportelli dello Sviluppo”, nell’ambito del più ampio Programma Empowerment del Dipartimento della Funzione Pubblica. Il progetto rientra nelle competenze specifiche del Formez, ribadite nelle ultime assemblee dei soci, che consistono nell’accompagnamento e nel supporto alle Amministrazioni Locali per accrescere la competitività dei territori.Leggi tutto

Commenti critici sull’indagine “Autonomie locali e competitività del sistema paese. Scenario al 2013”

Nicola Melideo critica la ricerca “Autonomie locali e competitività del sistema paese. Scenario al 2013”, per il suo carattere “oracolare”. Il rischio è, da un lato, di affermare banalità poiché ciò che non è cambiato negli ultimi anni probabilmente non cambierà nei prossimi sei, dall’altro i processi di trasformazione sono così accelerati che risulta assai facile intuire come andranno a finire. Un altro elemento di perplessità riguarda il fatto che, nonostante il titolo, il tema delle Autonomie Locali non è sufficientemente affrontato.Leggi tutto

Considerazioni sulla ricerca “Autonomie locali e competitività del sistema paese. Scenario al 2013”

Alberto Zito svolge le sue considerazioni dal punto di vista giuridico sull’indagine “Autonomie locali e competitività del sistema paese. Scenario al 2013”. La premessa è che non ci può essere nessun vero processo di rilancio economico e di sviluppo se questo non è accompagnato da un profondo cambiamento istituzionale. Parlando di cambiamento istituzionale è necessario far riferimento a due variabili fondamentali: la qualità della normazione e la capacità di gestione efficiente delle norme stesse.Leggi tutto

Commenti all’indagine: “Autonomie locali e competitività del sistema paese. Scenario al 2013”

Per Marco Zanotelli la ricerca “Autonomie locali e competitività del sistema paese. Scenario al 2013” appare cauta ed attendista: se, tra sei anni, le previsioni del panel si rivelassero esatte, significherebbe che il Sistema Paese non è riuscito a colmare le lacune attuali nei settori nevralgici. Particolare importanza ha il focus della ricerca sul valore del “contesto”, che mette in luce come in Italia esista ormai uno sviluppo a due velocità, quella del sistema nazionale e quella del sistema locale.Leggi tutto

Il Quadro Comunitario di Sostegno e il Quadro Strategico Nazionale a confronto

Dolores Deidda legge una discontinuità tra il QCS (Quadro Comunitario di Sostegno) 2000-2006 e il QSN (Quadro Strategico Nazionale) 2007-2013 e sottolinea i miglioramenti apportati dal QSN. Aggiunge che una delle lezioni apprese è la consapevolezza che i policy maker hanno della necessità di responsabilizzare la catena istituzionale a tutti i livelli. L’azione pubblica deve far sì che le differenziazioni locali trovino situazioni coerenti con gli obiettivi generali.Leggi tutto

Il piano forestale nazionale e il protocollo di Kyoto

Antonio Lumicisi sottolinea il ruolo delle foreste all’interno del Protocollo di Kyoto e accenna alla collaborazione in atto tra il Ministero dell’Ambiente e quello delle Politiche Agricole e Forestali. Propone come base da cui partire il Piano, depositato due anni fa in Conferenza Stato-Regioni, che doveva servire da linea guida per l’applicazione del protocollo di Kyoto per il settore forestale ma che non è mai stato approvato dalle regioni.