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Risorse umane e politiche di programmazione

Paola Paduano affronta il tema delle risorse umane nello sviluppo economico e nelle politiche di programmazione. Rileva una scarsa attenzione delle riforme ai processi di riorganizzazione della pubblica amministrazione. Descrive il ruolo dell’ufficio formazione del personale delle PA all’interno del quadro dei programmi di sviluppo. Sottolinea la necessità di rafforzare la capacità delle amministrazioni di incidere positivamente sul territorio per il successo della strategia 2007-2013

I ritardi del Mezzogiorno nel mercato della competizione globale

Gianfranco Viesti propone uno scenario economico del Mezzogiorno attraversato da un profonda stagnazione soprattutto nelle zone adriatiche. Sostiene che la dimensione delle imprese sia un fattore determinante per il loro successo nel mercato della competizione globale. Rimarca la centralità del ruolo delle città per il rilancio dell’economia. Ritiene che i fondi strutturali debbano essere aggiuntivi per alcuni interventi chiave per la competitività del paese.Leggi tutto

La programmazione per lo sviluppo del Mezzogiorno: dal QCS 2000-2006 al QSN 2007-2013

Morena Diazzi sottolinea la progressiva omogeneizzazione dei rapporti di stesura della programmazione all’interno delle politiche regionali. Descrive lo stato dell’arte delle attività produttive dell’Emilia Romagna, sottolineando gli investimenti in formazione. Illustra le articolazioni del P.O.R emiliano. Rimarca il ruolo delle alleanze tra la regioni per aumentare la competitività del settore della ricerca scientifica sul mercato europeo.

Le priorità per le risorse umane nel Quadro Strategico Nazionale di Riferimento

Valentina Curzi sottolinea che nell’ambito del Quadro Strategico Nazionale di riferimento occorre perseguire quattro macrobiettivi: sviluppare i circuiti della conoscenza; accrescere la qualità della vita, la sicurezza e l’inclusione sociale nei territori; potenziare la filiera produttiva, i servizi e la concorrenza; internazionalizzare e modernizzare l’economia, la società e le amministrazioni. Descrive le aree di intervento per la valorizzazione delle risorse umane. Sottolinea l’importanza delle misure di conciliazione.

Coinvolgimento di autori e attuatori delle politiche di programmazione: il caso della Calabria

Giovanni Soda sottolinea la necessità di coinvolgere gli autori e gli attuatori delle politiche di programmazione per la responsabilizzazione di tutti gli attori della filiera istituzionale. Porta la testimonianza di un partenariato istituzionale in Calabria per la costruzione dei P.O.R sui fondi strutturali. Parla dei volumi di esportazione che si realizzano in Calabria per evidenziare la bassissima competitività della regione. Sottolinea alcune delle criticità della programmazione 2000-2006.

La programmazione per lo sviluppo: gli errori del passato, le sfide per il futuro

Maria Adinolfi parla della riorganizzazione necessaria per affrontare la programmazione per lo sviluppo. Rileva i punti deboli nelle precedenti politiche di programmazione. Parla della necessità di strumenti di conciliazione. Sottolinea che la strategia per lo sviluppo è molto ambiziosa e complessa in termini di obiettivi, contenuti e funzionamento dell’intero sistema istituzionale amministrativo.

Programmazione e strategie di lungo periodo per la ricerca e l’innovazione

Andrea Bonaccorsi parla delle politiche di programmazione e dell’importanza di investimenti nei settori della ricerca scientifica. Le politiche della ricerca e dell’innovazione devono tener conto di ritorni economici molto alti in tempi molto lunghi, per questo motivo occorre una visione strategica di lungo periodo. Sottolinea la necessità di opportune verifiche che impediscano la sostituzione della spesa privata con finanziamenti pubblici.Leggi tutto

Investimenti infrastrutturali e programmazione economica.

Francesco Saponaro sottolinea i punti critici nel collegamento tra investimenti infrastrutturali e pronostico della loro efficacia. Propugna l’attivazione imprenditoriale nel campo dei servizi, sviluppando strumenti in grado di far crescere la domanda. Parla della capacità fiscale e della spesa pro-capite della Regione Puglia. Approfondisce alcuni temi relativi alla programmazione economica e alla ricerca, sottolineando l’investimento formativo sui giovani pugliesi sostanziato attraverso il sistema del contratto etico.

Il Quadro Comunitario di Sostegno e il Quadro Strategico Nazionale a confronto

Dolores Deidda legge una discontinuità tra il QCS (Quadro Comunitario di Sostegno) 2000-2006 e il QSN (Quadro Strategico Nazionale) 2007-2013 e sottolinea i miglioramenti apportati dal QSN. Aggiunge che una delle lezioni apprese è la consapevolezza che i policy maker hanno della necessità di responsabilizzare la catena istituzionale a tutti i livelli. L’azione pubblica deve far sì che le differenziazioni locali trovino situazioni coerenti con gli obiettivi generali.Leggi tutto

Quadro Strategico Nazionale: l’urgenza degli investimenti per il Mezzogiorno

Franco Garufi sostiene la necessità di una coerenza forte tra i programmi operativi regionali e gli interventi centrali. La sicurezza e la legalità sono temi da affrontare con estrema priorità per definire l’assetto del QSN. Sottolinea la necessità di realizzare investimenti infrastrutturali nel Mezzogiorno per far sì che si verifichi una reale crescita dell’economia. Introduce il tema della migrazione delle giovani intelligenze che abbandonano il Mezzogiorno e sottolinea l’urgenza di politiche per la loro reintegrazione nel tessuto meridionale.