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Le considerazioni del CNEL sul processo di liberalizzazione del mercato energetico

Renato Matteucci espone le considerazioni che il CNEL ha elaborato, nei documenti di osservazioni e proposte, sul tema della liberalizzazione del mercato energetico, richiamando il protocollo firmato con l’Autorità per l’energia volto ad individuare una sede istituzionale di confronto sull’evoluzione dei processi in atto. La prima considerazione riguarda il fatto che, in presenza di processi di liberalizzazione, il compito di controllo vada affidato ad una Autorità di regolazione di settore e non all’Antitrust.Leggi tutto

Cultura del fare come fattore chiave nel processo di liberalizzazione nel mercato energetico

Nicoletta Rocchi sottolinea come, per avviare i cambiamenti e le infrastrutturazioni indispensabili anche e soprattutto nel settore energetico, sia necessario lavorare sulla cultura del fare da parte della politica e sul consenso consapevole dei cittadini. La Relatrice è ottimista e non condivide le critiche sulle posizioni dominanti che impedirebbero il processo di liberalizzazione. Senza dubbio esistono aziende municipalizzate molto forti, questo, tuttavia, non sempre comporta una mancanza di efficienza ed uno spreco di risorse.

Finmeccanica: tecnologie chiave e soluzioni avanzate per la Sicurezza. L ‘ICT: motore verso l’integrazione

Albero Sarti chiarisce il posizionamento e gli investimenti in ricerca e sviluppo di Finmeccanica. Descrive il nuovo scenario organizzativo in cui convergono alcuni fattori in grado di sviluppare un sistema integrato di telecomunicazione. Propone come esempio CosmoSkyMed. Illustra l’approccio europeo in termini di gestione del territorio e sicurezza dei cittadini. Sottolinea la progressiva abdicazione delle cosiddette infrastrutture critiche del settore pubblico a favore del privato.Leggi tutto

Quadro Strategico Nazionale: l’urgenza degli investimenti per il Mezzogiorno

Franco Garufi sostiene la necessità di una coerenza forte tra i programmi operativi regionali e gli interventi centrali. La sicurezza e la legalità sono temi da affrontare con estrema priorità per definire l’assetto del QSN. Sottolinea la necessità di realizzare investimenti infrastrutturali nel Mezzogiorno per far sì che si verifichi una reale crescita dell’economia. Introduce il tema della migrazione delle giovani intelligenze che abbandonano il Mezzogiorno e sottolinea l’urgenza di politiche per la loro reintegrazione nel tessuto meridionale.

Il progetto di infrastrutturazione ambientale dell’Appennino Tosco Emiliano

Giuseppe Vignali descrive la situazione della superficie forestale nel mondo e fornisce dati sulle relative scelte di gestione. Evidenzia che l’Europa registra un incremento della superficie forestale. Propone una serie di considerazioni riguardo alla difficoltà di definire politiche per la gestione del territorio in una situazione in cui molte sono le problematiche da tenere in considerazione. Sostiene cha la manutenzione del territorio è un impegno da perseguire e propone l’esperienza di un progetto di infrastrutturazione ambientale dell’Appennino Tosco Emiliano.Leggi tutto

Le reti infrastrutturali in Italia: carenze ritardi e costi del non fare

Umberto Mancini presenta il convegno sul tema delle reti infrastrutturali per lo sviluppo. Il Coordinatore del convegno invita i Relatori a mettere in luce gli aspetti che riguardano le carenze, i ritardi delle infrastrutture nel nostro Paese ed i costi del non fare. L’auspicio finale è che una vera e propria “rivoluzione culturale” riesca a decollare, e le Istituzioni e la politica passino dalle parole ai fatti.

Snellimenti procedurali ed allocazione delle risorse per le infrastrutture

Paolo Buzzetti dà atto al Ministro Di Pietro ed al Governo di essersi impegnati con forza nell’ambito della realizzazione di infrastrutture e di aver incrementato gli stanziamenti del 26% nell’ultima Finanziaria, rispetto al calo di risorse del 43% negli ultimi 3 anni. Le risorse ci sono, ma il loro utilizzo richiede snellimenti procedurali che potrebbero sbloccare l’attuale paralisi. Il Relatore, inoltre, sottolinea come le risorse andrebbero destinate ad opere medio-piccole, attualmente ferme: negli anni scorsi, infatti, vi è stata un’allocazione esagerata per le grandi opere.

Le cause dei ritardi nella realizzazione di infrastrutture in Italia

Giovanni Castellucci illustra su quali basi può ripartire il dialogo sulle regole tra il Governo ed Autostrade per l’Italia Spa. Il Relatore, inoltre, si sofferma sulle cause dei ritardi nella realizzazione delle opere nel nostro Paese, dovuti principalmente a opere compensative, vincoli ambientali, prescrizioni progettuali e norme contraddittorie che rendono la progettazione molto più complessa rispetto agli altri Paesi. Un ulteriore problema è quello economico, la mancanza di certezza nei contratti, infatti, scoraggia i privati nell’investire in opere infrastrutturali e a lungo termine.

La strategia del Governo in materia di infrastrutture

Per Antonio Di Pietro il Governo precedente a quello di centrosinistra aveva puntato in maniera rilevante sul tema delle infrastrutture, varando la legge obiettivo che ha permesso di compiere il primo passo. Nei primi mesi da Ministro, quindi, si è trattato di effettuare una radiografia della situazione esistente per avere un quadro completo su quello che era stato realizzato e si stava realizzando, e sulle priorità per il futuro.

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I costi sociali ed ambientali dei mancati investimenti in infrastrutture

Per Mario Ciaccia, non realizzare infrastrutture in Italia avrà un costo stimato di circa 200 miliardi di euro da qui al 2020. In particolare, la carenza di opere funzionali allo sviluppo comporterà un costo pari a 30 miliardi di euro nel comparto ambientale, dove sarebbero necessari 100 termovalorizzatori ed 80 impianti di compostaggio; 40 miliardi di euro nel settore dell’energia per la carenza di investimenti nella rete elettrica funzionale allo sfruttamento ottimale degli impianti di generazione; 133 miliardi nell’ambito della viabilità stradale.Leggi tutto