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L'open data dalle parole ai fatti. Ma cosa dice la norma?

Se un’amministrazione volesse aprire i propri dati, secondo le norme vigenti potrebbe farlo? Quali potrebbero essere limiti e tranelli da cui guardarsi bene? A queste domande risponde Elio Guarnaccia che chiarisce subito che sebbene la normativa in materia privacy sia spesso indicata come un ostacolo alla realizzazione dell’open data, nei fatti non è così. “Quella sulla privacy – sostiene – è una normativa a tutela  del cittadino e in questo senso va applicata. Dunque non si riferisce a quei dati aggregati per cui non c’è riferimento a un soggetto individuato o individuabile”.

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Amministrare 2.0: bilanci e prospettive oltre l'effetto "moda"

“La prima cosa da chiarire è che il 2.0 non è una tecnologia ma una filosofia che guida l’azione”. “2.0 – continua Michele Vianello – vuol dire condividere, mettere in rete, passare dal “mio” al “nostro”, in una logica di processo orizzontale”.  Nel mettere in guardia le pubbliche amministrazioni da facili slogan e meccanismi perversi, avverte che non servono grandi leggi, ma tre ingredienti imprescindibili: la trasparenza, la condivisione e l’ascolto dei cittadini sul modo in cui l’amministrazione si è organizzata, una figura responsabile dell'"apertura".

L'open government data, molla dell'economia immateriale

“La trasparenza può davvero far scattare la molla dell’economia immateriale. E’ questo che i politici ancora non si son fatti ben raccontare dai loro consulenti ed è questo che noi i dovremmo riuscire a  spiegargli”. Così Gianluigi Cogo apre la sua presentazione sugli open government data, sottolineandone il potenziale valore economico e di sviluppo. “Dobbiamo lavorare – spiega - fianco a fianco delle amministrazioni per passare da un e-government di stampo fordista - industriale alla vera e propria liberalizzazione dei dati”

Gli sviluppi del Manifesto Amministrare 2.0. I Documenti di supporto

“Il Manifesto Amministrare 2.0, frutto dei lavori della non – Conferenza Amministrare dello scorso anno, è sempre aperto, condiviso, emendabile. Il livello successivo che inauguriamo nella non –Conferenza di quest’anno è associare al Manifesto dei Documenti di supporto, degli approfondimenti tematici”. Così Gianni Dominici introduce i lavori della non – Conferenza 2010  centrata sul tema degli Open Government Data, illustrando la metodologia che guiderà i lavori del gruppo durante i mesi successivi. 

Un'informazione pubblica aperta e riusabile: motore di innovazione fuori e dentro la PA

“Dalle  previsioni del tempo a servizi specifici per l'agricoltura, dall navigazione alla cartografia: i  dati sono usati più  spesso e per creare più valore aggiunto di quanto molti pensino.” Da qui parte l’intervento di Federico Morando, che lascia intravvedere le molteplici opportunità sociali ed economiche di una PSI “aperta" e affronta le questioni “pratiche” del come rendere disponibili le informazioni in formato aperto.

Il progetto PERLA PA – La governance dei dati e delle informazioni nel percorso verso la totale trasparenza

Davide d’Amico presenta nel dettaglio il sistema PERLA PA,che sarà disponibile a partire dal 2011. “PER LA PA  - spiega  è un sistema integrato per la gestione degli adempimenti, di responsabilità del Dipartimento, a carico delle amministrazioni pubbliche.

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I consorzi e le società partecipate dalle pubbliche amministrazioni: dai dati rilevati alla conoscenza e al governo del fenomeno

Ciro D’Aries  presenta il CONSOC,  il sistema tramite cui  “le amministrazioni pubbliche statali, regionali e locali sono tenute a comunicare, in via telematica o su apposito supporto magnetico, al Dipartimento della Funzione Pubblica l’elenco dei consorzi di cui fanno parte e delle società a totale o parziale partecipazione da parte delle amministrazioni medesime” (come da legge finanziaria 2007).

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Dall'operazione trasparenza alla banca dati "aperta"

Francesca Russo introduce il progetto PERLA PA, contestualizzandolo nella riforma Brunetta. “Quello a cui miriamo – sostiene – è passare dall’operazione trasparenza a una banca dati aperta”. “Garantendo l’accessibilità totale ai dati – continua - potrà essere possibile per tutti studiare ed elaborare questi dati in modo da catturare dei fenomeni o delle informazioni utili che a noi sfuggono.”