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Le 6 miglia della nautica: nel Porto dell'Emilia-Romagna, a Ravenna, lo "sbocco" per il Distretto Romagnolo.

L'Autorità Portuale di Ravenna ed il Comune di Ravenna espongono al ForumPA 2008 il progetto e lo stato di attuazione de''Le 6 miglia della nautica''. Nel Porto dell'Emilia Romagna, a Ravenna, si sta concretizzando un sistema integrato di interventi lungo 12 km - dalla Darsena di Città, passando per la Cittadella della nautica, fino alle Marine della Costa ed a Porto Corsini, con il Porto Crociere e gli approdi per la piccola nautica - in una visione unitaria che rilancia la vocazione nautica del ''Territorio''. Un territorio:Leggi tutto

Le 6 miglia della nautica: nel Porto dell'Emilia-Romagna, a Ravenna, lo "sbocco" per il Distretto Romagnolo.

L'Autorità Portuale di Ravenna ed il Comune di Ravenna espongono al FORUM PA 2008 il progetto e lo stato di attuazione de''Le 6 miglia della nautica''. Nel Porto dell'Emilia Romagna, a Ravenna, si sta concretizzando un sistema integrato di interventi lungo 12 km - dalla Darsena di Città, passando per la Cittadella della nautica, fino alle Marine della Costa ed a Porto Corsini, con il Porto Crociere e gli approdi per la piccola nautica - in una visione unitaria che rilancia la vocazione nautica del ''Territorio''. Un territorio:Leggi tutto

Il ruolo della finanza nella crescità di attrattività del sistema Paese

Scarsa possibilità dei talenti di svilupparsi, gestione burocratica dell’informazione, mancanza di strategia e di internazionalizzazione delle problematiche, queste sono le cause fondamentali della regressione del nostro Paese nella capacità di attrarre ricercatori rispetto a Paesi come la Spagna che, in passato, non erano considerati attrattivi. La ricetta per risalire la china, quindi, deve contenere scelte strategiche e politiche che puntino sulla ricerca, sullo svecchiamento della burocrazia e, soprattutto, sula partecipazione del mondo della finanza alla crescita del sistema Paese.

Innovazione tecnologica: le criticità per le imprese in Italia

La relazione solleva alcune problematiche relative alla capacità delle imprese italiane di investire in innovazione ed essere competitive e alla scarsa attrattività esercitata dal nostro Paese sulle imprese straniere. L’obbiettivo si concentra sulle politiche per l’innovazione, mettendo l’accento sull’eccessivo ricorso a regimi speciali, introdotti anche quando non sarebbe necessario, perché si potrebbero utilizzare altri strumenti (come il venture capital).Leggi tutto

Innovazione e competitività: il programma “Partnership for growth”

In cosa consiste, quali obiettivi si pone e quali attività ha già portato avanti “Partnership for growth”, l'iniziativa lanciata circa due anni fa dall'Ambasciatore statunitense in Italia, Ronald Spogli: questo il contenuto della relazione, che esamina questo programma avviato per incentivare la collaborazione tra diversi interlocutori con l’obiettivo di rilanciare il dinamismo economico in Italia.Leggi tutto

Innovazione e ricerca si fondono col territorio

Il concetto di innovazione è sempre stato legato alla capacità di unire scienza e tecnologia per fornire direttamente prodotti e processi fruibili dal mercato, adesso è in atto un cambiamento di tale paradigma che porta alla necessità di passare attraverso un discorso di reti aperte e piattaforme condivise, elemento fondamentale e trasversale a tutti i comparti produttivi del nostro Paese.Leggi tutto

SCS, a world-class competitiveness cluster in Provence-Alpes-Côte d’Azur (France)

Boisard offre una panoramica delle metodologie adottate dalla Francia per favorire l’innovazione. Il polo di competitività SCS è solo uno dei 60 esistenti, che mostrano la nuova politica adottata dal Paese negli ultimi 2 anni. L’attività del polo è quella di promuovere l’innovazione con un approccio project oriented, volto a sviluppare nuove tecnologie incoraggiando l’attuazione di progetti innovativi. L’area geografica di riferimento è il sud della Francia, nello specifico la Provincia Costa Azzurra di Provenza.Leggi tutto

Distretti tecnologici: l'esperienza della regione Campania

La creazione di Distretti Tecnologici in Italia è una risposta possibile per incrementare l’innovazione, avviando strutture che abbiano l’obiettivo di creare a livello regionale un sistema sinergico di sviluppo puntando sulla vocazione tecnologica specifica. La Regione Campania ha scelto la tecnologia relativa all’ingegneria dei materiali polimerici e compositi per le potenzialità che la caratterizzano, per le competenze scientifiche attive, per gli interessi industriali evidenziate.Leggi tutto

Distretti tecnologici: l’esperienza della Regione Lazio

Il settore delle Bioscienze riveste un’importanza strategica nell’economia del territorio laziale, in virtù di questo la Regione Lazio intende attivare una rete strutturata di rapporti e collaborazioni tecnico-scientifiche tra gli operatori della ricerca e il sistema delle imprese laziali, agevolando gli investimenti in infrastrutture tecnologiche e tecnico-scientifiche dedicate, con priorità per le collaborazioni tra pubblico e privato.Leggi tutto

Conclusioni

L’analisi del distretto, in relazione alla Pubblica Amministrazione, evidenzia le attività che possono mettersi in atto per sostenere il processo di crescita di competitività degli attori e il livello di qualità dell’offerta. Uno dei punti deboli sui quali lavorare è sicuramente la trasformazione delle competenze in operazioni di business che facciano crescere le imprese, ma soprattutto ciò che si deve fare è spingere la qualità del cambiamento creando valore.