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Ricambio generazionale e innovazione: accettare la sfida delle autonomie locali

Nel mezzogiorno, in particolare in alcune realtà locali, quello che serve per innovare profondamente la macchina dell’amministrazione non è centellinare gli ingressi dei giovani, ma introdurre un flusso forte di nuove leve che garantisca il ricambio generazionale. Questa la conclusione dell’intervento di Giovanni Speranza, che esamina la situazione del Comune di Lamezia Terme, sottolineando le differenze esistenti tra gli enti locali del mezzogiorno e l’importanza di accettare fino in fondo la sfida che si è aperta con la riforma del Titolo V della Costituzione.Leggi tutto

Ricambio generazionale e problemi di programmazione all’interno degli enti locali

Portando come esempio l’esperienza del Comune di Cagliari, la relazione si sofferma sul problema dell’innalzamento dell’età media dei dipendenti e sul tema del ricambio generazionale come strumento di innovazione all’interno della PA e analizza, in particolare, il problema della programmazione degli enti locali e degli ostacoli che questa incontra. Farris sottolinea come, a fronte di misure di contenimento e razionalizzazione della spesa pubblica sostanziate in un blocco delle assunzioni, non si sia offerto un modello organizzativo agli enti locali.Leggi tutto

Gli ostacoli al rinnovamento nella PA locale e i possibili rimedi

Come è nata l’idea di lanciare un progetto organico per il ricambio generazionale all’interno della PA locale del mezzogiorno, che possa dare il via a una stagione di riforme e innovazione? La riflessione sulla classe dirigente italiana (una delle più vecchie d’Europa, per non parlare poi del confronto con gli Stati Uniti) e sul fatto che in Italia i giovani non sono valorizzati si è accompagnata al bilancio dell’esperienza del Progetto RIPAM e alle istanze di chi ha partecipato a quel percorso formativo.Leggi tutto

Reclutamento e gestione del personale per una PA efficiente

Come reclutare il personale per rispondere all’obiettivo di una maggiore efficienza della Pubblica amministrazione? La ricetta, secondo Naddeo, è molto semplice: bisogna tornare al concorso pubblico. Questa è anche la ricetta del Progetto RIPAM, che si basa essenzialmente su un concorso pubblico e su una formazione iniziale. Una ricetta che negli ultimi anni è stata un po’ dimenticata, nonostante ci sia un principio costituzionale che garantisce la selezione e l’ingresso nella PA tramite concorso pubblico.Leggi tutto

L’esperienza del personale RIPAM nel Comune di Potenza

Nel Comune di Potenza, su 650 persone in organico, i dipendenti provenienti dal Progetto RIPAM sono una quarantina, attestati per il 70 per cento nell’area tecnica e tutti con incarico da funzionari; i restanti operano, invece, nell’area amministrativa. Un giudizio molto positivo quello che emerge sul loro lavoro; la relazione sottolinea soprattutto il possesso di una cultura non comune della cosa pubblica, con una gestione delle risorse operata in modo attento e finalizzata davvero a conseguire l’obiettivo.Leggi tutto

Il piano di ristrutturazione aziendale del Comune di Napoli

Riduzione del numero dei dipendenti, riduzione dell’età media e aumento del livello di professionalità: questi gli obiettivi del piano di ristrutturazione aziendale del Comune di Napoli presentato dal suo direttore generale. Nella presentazione, i dati relativi alle fasce d’età dei dipendenti dell’amministrazione a fine 2008 (il 70 per cento sopra i 50 anni), alle categorie di impiego e alla spesa dell’amministrazione per il personale. Da qui, l’ipotesi di ristrutturazione che dovrebbe portare alla fine del processo (nel 2014) a una riduzione della spesa di oltre 85 milioni di euro l’anno.Leggi tutto

Il Progetto RIPAM nel Comune di Napoli: bilancio e limiti di un’esperienza decennale

Nel 1999 entrano nel Comune di Napoli 218 persone selezionate e formate attraverso il Progetto RIPAM. In seguito, tra il 1999 e il 2009, con il Progetto Diogene vengono assunti altri 105 idonei ai concorsi RIPAM, attingendo dalle graduatorie aperte. Sono, quindi, in tutto 323 i ripam assunti dal Comune di Napoli in dieci anni: si tratta del 23% del totale dei ripam assegnati alle PA. Un numero che, tuttavia, non è stato sufficiente per trasformare in maniera radicale l’ente.Leggi tutto

RIPAM: una modalità innovativa di reclutamento per rinnovare la PA

Riqualificare gli apparati burocratici, aumentare la produttività del lavoro pubblico e migliorare la qualità dei servizi: questi i principi base per il rinnovamento della Pubblica amministrazione. Il Progetto RIPAM, nato come modalità innovativa per il reclutamento del personale della PA, potrebbe offrire spunti e strumenti per attuare questo rinnovamento. Ma come sfruttare al meglio questa opportunità, evitando la dispersione delle energie e delle capacità del personale uscito dai corsi-concorsi RIPAM?Leggi tutto

I risultati del Progetto RIPAM

Dieci edizioni in dieci anni (la prima nel 1994, l’ultima nel 2004), circa 320 mila partecipanti alle selezioni, 1076 posti banditi, 2165 borse di studio assegnate, 1.500.000 ore di formazione erogate, 1800 unità di personale formate e pronte per l’assunzione, 1500 giovani formati e assunti a tempo indeterminato.Leggi tutto

Progetto RIPAM: un aiuto per una PA più efficiente

Anita Florio, dirigente dell’Ufficio relazioni con il pubblico della Regione Campania, racconta la propria esperienza come partecipante, nel 1996, al bando del Progetto RIPAM. Una dura selezione e una formazione mirata e completa sono, sottolinea Florio, il mix vincente del Progetto, che consente di immettere nella Pubblica amministrazione persone che sanno rispondere a criteri di merito ed efficienza. L’obiettivo della PA è dare un servizio alla collettività e, quindi, è un preciso dovere quello di assumere persone preselezionate con i giusti criteri ed estremamente formate.Leggi tutto