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Verso il Network degli Urban Center italiani

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Gli Urban Center in Italia iniziano a costituirsi sul finire degli anni '90. I modelli teorici sono gli Urban Center americani o i centri espositivi dedicati alla città e all'architettura che si aprono in moltissime città europee durante la grande fase della rigenerazione urbana della fine degli anni '80. In realtà gli Urban Center italiani hanno alcune specificità. In particolare, essi sono strutture spesso inquadrate all'interno degli enti pubblici che governano i territori e sono sorretti da finanziamenti pubblici, con rare eccezioni di co-finanziamenti pubblico-privati.

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Web 2.0 per educare la PA al cambiamento

Immagine Gigi Cogo

Lo scorso 29 ottobre a Bologna, durante il convegno organizzato dal CRC Emilia Romagna Gianluigi Cogo, responsabile dell'Ufficio Progettazione Architetture internet ed intranet della Regione Veneto ha parlato di un web 2.0 utile non tanto nel rapporto tra pa e cittadini, quanto tra pa e dipendenti della pa.

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L’esperienza di pianificazione di area vasta del Comune di Cesena

Per Giordano Conti la pianificazione strategica implica la capacità delle amministrazioni di passare dalla gestione quotidiana ad una visione più ampia del governo del territorio, affrontando la complessità dei problemi ed inserendoli in un quadro unitario. Tutto ciò passa attraverso un coinvolgimento nella governance, non episodico ma strutturale, dei cittadini e della società civile.Leggi tutto

Sviluppare la convivenza per far crescere l’organizzazione

Paola Piva introduce la seconda parte della Giornata degli Innovatori presentando i casi concreti di gestione e cambiamento organizzativo messi in atto non solo in funzione del benessere, ma per un miglioramento della qualità e dei risultati dell’organizzazione. Da una logica psicosociale si passa, dunque, ad un approccio prettamente organizzativo, dove si vogliono evidenziare gli interventi ed i modi di gestione finalizzati ad aumentare il potere organizzativo degli individui, ovvero la percezione e la realtà di poter partecipare attivamente alla creazione delle regole.

Le competenze per l'ascolto organizzativo

La progettazione di una metodologia, sperimentata oggi in molte amministrazioni e definita con il nome di “Circoli di ascolto organizzativo”, nasce dal bisogno di rendere tangibile e concreto il benessere organizzativo. La priorità del progetto, afferma Rinaldi, è stata quella di valorizzare la dimensione delle relazioni delle amministrazioni e dei suoi dipendenti nel percorso di una convivenza organizzativa.Leggi tutto

Le competenze per l'ascolto organizzativo

L’adesione al progetto dei “Circoli di ascolto organizzativo” dell’Agenzia delle Entrate della Regione Lombardia nasce dal comune dell’ideale di convivenza organizzata che si respirava nell’organizzazione. Già da tempo, infatti, si è puntato sulla condivisione tra capo e collaboratore dell’idea di un percorso di sviluppo sulla consapevolezza, prima di tutto del collaboratore, delle proprie aree di miglioramento e dei propri punti di forza. Molto spesso le idee migliori arrivano dal basso; è importante che chi sta più in alto si metta, quindi, in una dimensione di apertura e di ascolto.

Le politiche del Dipartimento della Funzione Pubblica sul benessere organizzativo

“Andare a lavorare con piacere” significa, per Stancanelli, andare a lavorare con motivazione e soddisfazione in un luogo piacevole, sia in termini di relazioni umane, sia in termini di infrastrutture in un ambiente, quindi, accogliente e confortevole. Quando si fa un piano industriale di riorganizzazione nella Pubblica Amministrazione il ruolo fondamentale deve essere dato al benessere psico-fisico del lavoratore.Leggi tutto

Spazio Libero

Promozione della partecipazione dei cittadini disabili alle attività delle pubbliche amministrazioni locali e ai loro processi decisionali, con l'obiettivo di migliorarne l'efficacia, l'efficienza e la condivisione da parte degli attori coinvolti attraverso l'utilizzo delle ICT.

Un futuro sostenibile per il Po: costruzione di un programma di azioni condiviso

Il fiume Po costituisce un ecosistema complesso e dinamico che si evolve nel tempo con equilibri resi sempre più fragili a causa dell'intensificarsi della pressione antropica. L'esperienza ha dimostrato che un approccio settoriale alle questioni del fiume, oltre ad essere ovviamente parziale, può essere pericoloso. Solo una politica integrata nel settore della difesa del suolo, della tutela delle risorse idriche e ambientali e della valorizzazione del territorio è in grado di affrontare aspetti idraulici, biomorfologici, naturalistici ed economico-sociali.

Nuovo Documento di Inquadramento dei Programmi Integrati di Intervento

Attraverso l'individuazione di alcuni criteri di indirizzo fondati sui principi della sostenibilità urbanistica e della qualità urbana e, soprattutto, attraverso la proposta di anticipare la valutazione delle proposte di trasformazione alla fase di presentazione (introducendo il concetto di pre-valutazione dei progetti o ''valutazione ex-ante''), il presente Documento rappresenta lo strumento di indirizzo strategico delle trasformazioni nella fase di passaggio dallo strumento urbanistico tradizionale (PRG vigente) al nuovo Piano di Governo del Territorio (PGT) introdotto dalla L.R. 12/2005.