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Le linee guida sul trattamento dell'informazione sul tema della tratta degli esseri umani

Roberto Natale descrive l’approccio “parziale” che i media adottano nei confronti delle notizie che riguardano gli immigrati e parla della notiziabilità di eventi ad essi legati, dimostrando la necessità di operare una rimozione degli stereotipi culturali nel mondo dell’informazione. Sottolinea la necessità di una formazione specifica realizzata da gruppi misti di esperti verso i giornalisti sui temi e le tipologie dell’immigrazione.

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Il ruolo dei poteri regionali e locali nella prospettiva dei diritti umani: l'impegno contro la tratta degli esseri umani

Roberto Di Giovan Paolo descrive l’attività e l’organizzazione dell’Associazione Italiana Consiglio Comuni e Regioni d‘Europa (AICCRE) e parla del recepimento dei trattati europei sulla tratta degli esseri umani e la violazione dei diritti umani a livello italiano e transnazionale. Si sofferma sul tema delle risorse economiche e delle spese all’interno della pubblica amministrazione.

La lotta alla tratta, l'evoluzione del quadro normativo, la necessità di un approccio integrato

Cataldo Motta ribadisce la necessità di adottare un approccio integrato nei confronti delle persone che “vengono trafficate”. Descrive la situazione degli immigrati nell’attuale assetto legislativo, in particolare riferimento all’articolo 18. La necessità di indici rilevatori delle irregolarità, attraverso cui si può passare all’approccio integrato, è un problema legato alle modifica delle situazioni di reato, delle strategie e delle modalità di sfruttamento. Silvia Della Monica commenta l’intervento proponendo un Comitato per la difesa dell’articolo 18.

Promozione della parità di trattamento e rimozione delle discriminazioni: il ruolo dell'UNAR

Marco De Giorgi parla delle tematiche di integrazione degli stranieri in Italia citando una lettera apparsa sulla stampa “Aiuto! Sono di sinistra ma sto diventando razzista”. Sottolinea il rischio di parlare sempre più di sicurezza e sempre meno di situazioni di povertà e di debolezza che richiedono interventi a sostegno delle pari opportunità. Sostiene che in Italia si è verificato uno scarto profondo tra l’immigrazione virtuale e quella reale, amplificata anche dai media.

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La violenza contro le donne: analisi del fenomeno e risposta istituzionale

Alessandra Kustermann sottolinea il ruolo dei media nell’emersione di reati sulle donne perpetuati da extra-comunitari e rimarca il fatto che la violenza domestica è una delle prime cause di morte per omicidio. Ritiene occorra spostare la riflessione dalla presunta straordinarietà dei fenomeni di violenza ad una attenta osservazione degli eventi. Kustermann riporta i dati raccolti dall’Istat sulle violenze alle donne italiane. I partner e gli ex partner sono i responsabili della quota più elevata di tutte le violenze fisiche e sessuali.

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Diritti umani e immigrazione

Samia Kouider parla della violazione dei diritti umani da varie prospettive culturali. Ritiene che i diritti umani siano strettamente collegati ad ogni tappa del processo migratorio poiché spesso la loro violazione è uno dei cosiddetti “push factor” che determinano la spinta al trasferimento. Parla della Convenzione che stabilisce un approccio integrato per la protezione dei migranti e delle loro famiglie.

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Un nuovo modo di pensare alle politiche sull’immigrazione

Per Nichi Vendola i temi dell’immigrazione sono stati affrontati dal mondo politico e dell’informazione con crescente sensazionalismo, senza elementi di comparazione, di analisi e di approfondimento del fenomeno. Il Relatore racconta come, una delle prime iniziative prese da Presidente della Regione Puglia, sia stata una campagna contro i Centri di Permanenza Temporanea, e contro l’idea che l’immigrazione sia una questione prevalentemente di ordine pubblico.Leggi tutto

Il progetto del Patriarcato di Venezia per favorire la regolarizzazione delle collaboratrici familiari

Dino Pistolato parla del progetto che riguarda le collaboratrici familiari, portato avanti dal Patriarcato di Venezia, dalle Regioni del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, da ItaliaLavoro e dal Ministero degli Esteri. Obiettivo dell’iniziativa è quello di favorire la regolarizzazione delle collaboratrici familiari, attraverso la loro formazione sui servizi di assistenza alla persona, attraverso la consulenza sul contratto del lavoro e attraverso l’incontro tra gli immigrati e le famiglie che necessitano di tali servizi.

Lo scenario delle politiche di inclusione sociale

Gennaro Schettino, introducendo il convegno “Nuovi cittadini, nuovi diritti: strategie per l’Inclusione sociale a livello nazionale e locale”, ribadisce l’importanza dell’incontro, soprattutto per la presenza del Ministro Paolo Ferrero il cui Dicastero ha condotto in questi mesi importanti battaglie sull’inclusione sociale, in un contesto in cui le azioni e gli indirizzi di politica economica del Governo sono spesso andate in direzione contraria.

Le politiche di inclusione degli immigrati ed il problema della clandestinità

Per Mario Morcone è necessario approfondire il dato tra i reati commessi dagli immigrati regolari e quelli commessi dagli irregolari. Il problema principale, infatti, è la clandestinità ed il Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione del Ministero dell’Interno sta lavorando per ridurre il fenomeno. L’auspicio è che il Governo dia il suo contributo per realizzare il principio del disegno di legge delega sullo scambio regolare di forza lavoro. Il Relatore chiude il proprio intervento segnalando le forti difficoltà degli sportelli unici a gestire gli enormi flussi di immigrati.