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Talenti per le aziende: la nuova sfida per il Sistema Italia

Nel presentare il progetto Invest your talent, Maurizio Battocchi spiega la strategia di sistema volta a facilitare l’ingresso dell’Italia sui mercati indiani, dietro la vision “attrarre per competere” e spinti dalla consapevolezza del ruolo cruciale del capitale umano nella economia della conoscenza. La sfida in Italia è creare un ambiente favorevole all’inserimento dei giovani talenti internazionali nel tessuto produttivo dei territori. Si riscontra interesse crescente da parte dei target di progetto e delle stesse aziende italiane.

Il ruolo della Direzione Generale per la Promozione degli Scambi

Patrizia Giarratana presenta le competenze del Ministero Sviluppo Economico e in particolare spiega come la mission della Direzione Generale Promozione degli Scambi sia quella di agevolare una promozione del Sistema Italia il più possibile integrata tra i vari attori che si occupano di internazionalizzazione sul territorio nazionale. In questo contesto spiega gli obiettivi del progetto Invest your talent, volto a rafforzare gli scambi tra Italia e India, attraverso attività di formazione internazionale.

Invest your talent: l’Italia e il mercato indiano

Marina Damaggio presenta brevemente l’ICE, per poi concentrare il suo intervento sulla presentazione di Invest your talent, un progetto di formazione internazionale in collaborazione con Unioncamere, Camere di commercio, Uffici regionali ICE, Università e imprese. Il progetto prevede un supporto finanziario per l’erogazione di borse di studio a giovani studenti indiani nei settori di ingegneria , economia, informatica e design. Tali borse consentono di frequentare corsi di laurea biennale presso le Università e Politecnici coinvolti nel Progetto.Leggi tutto

Patrimonio culturale italiano: spesa pubblica, spesa privata, spesa sociale

Walter Santagata presenta il Libro bianco sulla creatività. La domanda di partenza è: esiste un modello italiano di creatività? Santagata ne delinea uno che, facendo leva su tecnologia, stile di vita italiano, cultura e tradizioni, permette un posizionamento competitivo dell’Italia sullo scacchiere internazionale. Il modello italiano risulta strategicamente vincente per due motivi: la qualità materiale del Made in Italy e la sua forte connotazione sociale.Leggi tutto

Come trasformare la direttiva Bolkestein in una opportunità

La semplificazione è una politica multilevel, affermazione che nella pratica si rivela meno banale di quanto possa sembrare. L’attuazione dei principi della direttiva Servizi richiede, infatti, uno straordinario impegno e una forte cooperazione tra tutti i livelli istituzionali (Governo, Regioni e autonomie locali), ma anche tra tutte le amministrazioni statali interessate.Leggi tutto

Cogliere le opportunità della direttiva Servizi: un problema di competitività

Quando parliamo della direttiva Servizi dobbiamo parlare naturalmente di semplificazione, ma questo non è l'unico né il principale argomento. La direttiva Servizi, infatti, potrebbe offrire una grande opportunità in tema di recupero di competitività e apertura del mercato interno, ma solo assumendo un atteggiamento “aggressivo”. In che senso? Il nostro sistema di pubblica amministrazione entrerà in concorrenza diretta con i sistemi degli altri Paesi, in quanto elemento di attrazione per l'insediamento dell'attività d'impresa.Leggi tutto

Merito e responsabilità per una PA che funzioni.

Il Presidente Piccola Industria di Confindustria, Giuseppe Morandini, sottolinea come la burocrazia sia il primo costo chel'impresa, soprattutto quella di piccole dimensioni, deve sostenere. La Pubblica Amministrazione per poter finalmente cambiare si deve considerare la più grande azienda italiana, il suo primo problema è infatti quello di non avere un mercato con il quale confrontarsi. Due le cose da fare: fissare criteri oggettivi di merito e responsabilizzare i dirigenti.

La semplificazione come fattore di competitività, fra promozione della concorrenza e tutela del cittadino-consumatore

Di semplificazione si parla tanto e da anni, con conseguenze positive (il tema è ormai patrimonio comune e condiviso) e rischi (bisogna garantire effettività e risultati ed evitare che il tutto si riduca a slogan comunicativo efficace, ma privo di contenuti).Leggi tutto

Sostenere la competitività e abbattere i costi delle imprese

Anche se la decisione di impegnare l’analisi solo sugli adempimenti informativi ha una sua ragione anche a livello di confrontabilità, è pur vero che è comunque opportuna una riflessione costante sull’utilità di alcune fattispecie oggettivamente richieste, sulle diverse tipologie di imprese, sulle diverse dimensioni e attività.

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Dall’era del “fondo perduto” alla partnership per lo sviluppo

Andrea Vecchia racconta come è nato il metodo di Industria 2015 sottolineando la differenza tra la pianificazione strategica che esso prevede e i tradizionali strumenti di politica industriale italiani. Facendo numerose comparazioni con le esperienze più mature dei Paesi che hanno pianificato la politica industriale prima dell’Italia il DG di IPI illustra le scelte di fondo che sono alla base del Programma delineandone gli aspetti qualificanti, le prospettive che offre e i rischi che corre.