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Presentazione della Relazione 2011 della Corte dei Conti sul costo del lavoro pubblico

 La Relazione 2011 della Corte dei Conti sul costo del lavoro pubblico contiene una complessiva ricostruzione delle politiche di personale, con particolare attenzione alle misure di contenimento della spesa relativa. La Relazione effettua un’analisi critica sull’andamento dell’ultima tornata contrattuale con una sintesi delle osservazioni formulate dalle Sezioni Riunite in sede di certificazione.

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Gli effetti della Riforma Brunetta sulla contrattazione

Eugenio Gallozzi anima la tavola rotonda sulla nuova contrattazione integrativa evidenziando come, a seguito del D.lgs. 78/10, per qualche anno la contrattazione integrativa sarà l’unica contrattazione possibile. Negli anni passati – sottolinea Gallozzi – la contrattazione integrativa nella sostanza non ha seguito alcune alcune delle direzioni indicate dalla contrattazione collettiva nazionale, ciò ha reso necessario l’intervento di riforma, intervento che si trova però ora a scontare i limiti impostigli dalle nuove misure di finanza pubblica.

Ruolo e sfide dei controlli nella nuova contrattazione

Mario Nispi Landi affronta nel suo intervento le modifiche apportate al sistema dei controlli sulla contrattazione integrativa dal D.lgs. 112/08 e le modifiche successivamente introdotte dal D.lgs 150 del 2009, si concentra  sul raccordo tra i nuovi compiti demandati alla Corte dei Conti e gli altri momenti di controllo e verifica degli andamenti della contrattazione integrativa, e spiega alcune  problematiche metodologiche affrontate nella rilevazione ed aggregazione dei dati provenienti dai diversi enti.

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Nuovi strumenti per il datore di lavoro pubblico

 Antonio Naddeo sintetizza nel suo intervento il percorso di riforma del pubblico impiego, dalle privatizzazioni degli ’90 al D.lgs. 150/09. In questa ultima fase, sottolinea Naddeo, il legislatore è andato a intervenire sui punti in cui è stato carente nella prima fase di riforma: il ruolo dei dirigenti nella valutazione del personale, il ruolo delle sanzioni disciplinari e la ridefinizione dei comparti di contrattazione.

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D.lgs.150/09: verso una ri-pubblicizzazione del pubblico impiego?

Alberto Stancanelli ricorda come negli anni passati l’amministrazione non abbia svolto adeguatamente il ruolo di datore di lavoro, cosa che ha portato alla distribuzione a pioggia degli incentivi e alla mancanza di meritocrazia; a questa situazione però le riforme Brunetta a suo avviso non rispondono in maniera adeguata.

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Public management e produttività

Carlo Dell’Aringa invita a non abbandonare la sfida di trasferire nel settore pubblico le pratiche virtuose di gestione delle risorse umane del settore privato. L’urgenza attuale è quella del recupero di produttività, ma la legge da sola non basta, anzi a volte può essere controproducente nei cambiamenti culturali perché rischia di provocare reazioni contrarie.

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Fattori responsabilizzanti per processi di valutazione reali

Tiziano Treu riconosce come tra il disegno di riforma del pubblico impiego degli ultimi vent’anni e la sua realizzazione ci sia stata una sfasatura dovuta alla mancanza nel settore pubblico di un fattore responsabilizzante analogo a ciò che rappresenta il mercato per il privato. Amministrare la valutazione e gli incentivi è una cosa molto difficile e l’introduzione delle fasce secondo Treu è stata un errore autodistruttivo.

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Per una nuova leadership della dirigenza pubblica

Michel Martone spinge a non enfatizzare la portata del D.lgs.150/09, che nella realtà non ha avuto quell’impatto traumatico che ci si auspicava o si temeva. Il dirigente è chiamato a troppe responsabilità ogni volta che fa qualcosa, ma la responsabilità più importante – quella di risultato – non vale a salvarlo da tutte le altre.

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I professional nel Servizio Sanitario Nazionale: disciplina contrattuale vigente e possibili evoluzioni.

Elvira Gentile spiega come la disciplina contrattuale vigente in tema di incarichi dirigenziali del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) abbia recepito la legislazione esistente, che attribuisce al dirigente non solo un profilo professionale, ma anche incarichi gestionali. Una distinzione che riflette la riforma del pubblico impiego del '92-'93, la quale ha avviato il processo di privatizzazione e la distinzione tra compiti dell'organo di vertice, incarico politico focalizzato su obiettivi e programmi, e della direzione amministrativa-gestionale, con compiti operativi.

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Intervento al convegno "Correttezza, trasparenza, efficienza. Una nuova guida operativa per i contratti pubblici"

Alessandro Botto sostiene che ci sono troppe stazioni appaltanti: più di tredicimila sul territorio nazionale e molte di queste sono di piccole e medie dimensioni che non hanno il know how, la conoscenza e le professionalità e che si trovano ad affrontare una materia oggettivamente molto complessa. Da qui la necessità di un ripensamentento verso una diminuzione delle stazioni appaltanti perchè solo la grande stazione appaltante può permettersi "il lusso" di farsi un manuale operativo come quello presentato in questo convegno, utile e soprattutto di orientamento per gli operatori.