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Valutazione interna e valutazione civica al servizio dell’efficienza e dell’efficacia della P.A.

Pietro Ichino sottolinea come la situazione politica e l’evoluzione culturale siano giunte oggi ad un punto di svolta sulla questione della valutazione della dirigenza. Il Professore propone a questa materia un’applicazione del paradigma exit/ voice di Albert Hirschman giungendo ad affermare che la valutazione deve essere frutto di una dialettica tra valutatore interno e valutazione civica. Per aiutare questo processo Ichino propone un’Authority centrale snella e a costo zero che garantisca l’attivazione e l’indipendenza dei nuclei di valutazione.

Gli strumenti necessari per la dirigenza pubblica

Stancanelli sottolinea l’esigenza di una valutazione dei servizi pubblici secondo principi di mercato sulla qualità e sulla quantità dei prodotti. Affronta poi la necessità di una reale applicazione del principio di sussidiarietà orizzontale e delinea la delicata posizione del dirigente pubblico stretto tra la pressione del sindacato e quella del potere politico. Attraverso strumenti quali la contrattazione integrativa e la possibilità di acquisire le necessarie professionalità il dirigente deve essere messo nelle condizioni di riacquisire autonomia, autorevolezza e leadership.

Selezione e aspettative diffuse nella stabilizzazione del precariato pubblico

Silvana Riccio dirige la struttura che si è occupata di andare a vedere come le famose norme sulla stabilizzazione dei precari sono state applicate. La sua prima considerazione è che si tratta di norme contraddittorie anche nell’interpretazione e quindi passibili di “fantasiosa” applicazione. Con il suo intervento la Riccio vuole sottolineare che il centro del processo di stabilizzazione va cercato nelle procedure di selezione utilizzate e non nelle aspettative generate.

Stabilizzazione del precariato e contrattazione integrativa. La visione del contesto attuale.

Giuseppe Lucibello sostiene che la stagione dei Memorandum è stata molto insoddisfacente e che negli ultimi dieci anni concretamente sulla valutazione non si è fatto assolutamente nulla. Ora si deve operare una seria ed articolata due diligence da mettere a disposizione del nuovo Governo, si deve fare uno sforzo titanico di ricostruzione del quadro delle esigenze delle Amministrazioni per poi discutere il piano di stabilizzazione dei precari e bisogna reimpostare la contrattazione integrativa per scongiurare l’elargizione a pioggia degli incentivi.

Le prospettive del pubblico impiego

Michele Gentile propone, per i contratti del pubblico impiego, di ripartire dal Memorandum del 2007 perché ancora nulla è stato fatto per attuare quello che lì c’era scritto. Egli ritiene che in tema di precariato nell’Amministrazione Pubblica si siano fatti degli abusi e che la Finanziaria del 2008 a proposito abbia contenuto dei disegni tra di loro contraddittori.Leggi tutto

Pubblico impiego: le prospettive delle contrattazione

Come intervenire sulle regole della contrattazione del pubblico impiego e sull'impostazione emersa dall'accordo sul costo del lavoro del 1993? Il primo aspetto da prendere in considerazione è quello dei tempi, attualmente troppo dilatati: la biennalità retributiva e la quadriennalità normativa, con il sistema del recupero sul tasso d'inflazione programmato, hanno creato una serie di difficoltà oggettive, con conseguenze anche sulla possibilità di gestire correttamente la produttività.

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La valutazione nel settore pubblico nell'ultima tornata contrattuale 2006-2009

Per affrontare l'importante tema di questo Convegno dobbiamo partire da un dato, la firma nel gennaio dello scorso anno di un importantissimo accordo di concertazione, il famoso Memorandum d'intesa su lavoro pubblico e riorganizzazione della Pubblica Amministrazione. Sono passati molti mesi ma le esigenze espresse in quel documento rimangono sempre attuali ed anzi rivendicano una loro urgente e improcrastinabile attuazione.Leggi tutto

Diritto privato e diritto pubblico nella disciplina dei contratti pubblici

Guido Alpa illustra le nuove prospettive apertesi attraverso il processo di osmosi tra il diritto privato e il diritto pubblico. In particolare analizzando il nuovo Codice degli appalti (D.Lgs 163/2006) il Professor Alpa delinea le questioni che questo nuovo approccio mette sul tavolo per quanto riguarda la disciplina dei contratti pubblici.

Avvalimento e subappalto

Il Codice degli appalti pubblici (D.Lgs 163/2006) prevede al suo interno il nuovo istituto dell’avvalimento, già presente nelle Direttive comunitarie. Paolo Cirillo in questo intervento ne illustra la natura spiegando come esso possa aprire una sorta di sub-procedimento nell’ambito del procedimento generale di gara laddove una delle imprese concorrenti dichiari di volersi avvalere dei requisiti di un’altra impresa - l’impresa ausiliaria - per la partecipazione alla gara stessa.Leggi tutto

Le interferenze tra diritto privato e diritto pubblico nella ricostruzione del regime di tutela

Roberto Garofoli affronta il problema delle controversie che incidono sullo snodo tra fase pubblicistica e fase negoziale degli appalti: il contratto stipulato prima che inizi il rapporto ma dopo che si è conclusa la procedura di selezione del contraente. La questione è quella dell’individuazione del giudice che deve occuparsi dei riflessi sul contratto nel caso di intervenuto annullamento dell’aggiudicazione. Il dibattito non è nuovo ma di nuovo nell’ultimo anno c’è stato l’esplodere di un contrasto di vedute all’interno della giurisdizione.