Cerca: Riforma PA, Atti FORUM PA 2008

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Percorsi di attuazione della rivoluzione meritocratica e di quella digitale

Perché se le Pubbliche Amministrazioni italiane contengono straordinarie risorse di competenze e di dedizione la qualità media dei servizi e delle prestazioni è scarsa? Franco Bassanini sostiene che la questione vada affrontata applicando due rivoluzioni: quella digitale e quella meritocratica.

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La PA vista da chi la dirige

Nel nostro Paese esiste un problema, molto sentito, di selezione della classe dirigente. Sia nello spoil system che nel reclutamento esterno a contratto, si è assistito a situazioni di non-buona amministrazione. Dai risultati del rapporto annuale di Promo PA sembra che nella dirigenza pubblica ci sia una sorta di maggioranza silenziosa che ha dei valori che non riesce ad esprimere: quali sono le ragioni? C’è una carenza di capacità della struttura tecnica del Paese, della burocrazia, di imporsi di fronte alla politica.

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La formazione moderna di dirigenti pubblici capaci

Partendo dalla convinta affermazione che qualità e produttività del capitale umano siano centrali per migliorare il funzionamento della Pubblica Amministrazione Valeria Termini illustra i due indirizzi su cui si è concentrata l’azione della Scuola nel 2007: introduzione di trasparenza e mercato nelle procedure e inserimento nel network internazionale per garantire l’eccellenza della formazione.

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Riforma Brunetta: evoluzione digitale e meritocrazia

La pubblica amministrazione è ormai percepita da chi lavora come una gabbia piatta, senza stimoli, senza percorsi. Per rompere questo sistema bisogna cominciare a lavorare sulla produttività, sul rendimento, sull'efficacia e trovare i giusti incentivi ma anche le legittime sanzioni per distinguere i fannulloni da chi invece opera seriamente e con senso del dovere. È questo il momento giusto per intervenire, altrimenti l’Italia si troverà in una situazione di emarginazione rispetto agli altri paesi.

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Agenzia delle Entrate e Legge sulla privacy

Mario Mazzeo incentra il suo intervento sull’analisi del caso della pubblicazione on line delle dichiarazioni dei redditi dei contribuenti da parte della Agenzia delle Entrate. Precisando che la privacy dovrebbe lavorare come una forma di tutela e non un alibi, definisce i principi posti dall’attuale normativa in tema di “dati conoscibili da chiunque”.

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Percorsi virtuosi di accesso alla dirigenza pubblica

Dopo aver aspramente criticato i fenomeni distorti di attuazione dell’art.19 comma 6 Gianfranco D’Alessio riaffronta la questione dell’eliminazione del ruolo unico della dirigenza e ribadisce che l’art.97 deve valere sempre di più per riqualificare le modalità di accesso ed i percorsi interni alle carriere amministrative. D’Alessio affronta poi la questione del precariato e dopo aver valutato positivamente l’esperienza del corso/concorso della SSPA conclude il suo intervento esprimendosi a favore del reclutamento in forma unitaria.

Le conclusioni da Forum PA

Il direttore generale di Forum Pa introduce l’incontro conclusivo che decreterà l’esito di queste giornate di non-convegni. Dopo brevi interventi iniziali sul tema dell’innovazione e del riconoscimento del merito per una PA al servizio dei cittadini e delle imprese, si tenterà di capire come questo riconoscimento, del merito e dell’innovazione, sia possibile. La seconda parte dell’appuntamento è dedicata alle premiazioni delle persone e delle amministrazioni che si sono dimostrate esempio di innovazione.

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La portata innovativa dei corsi/concorso della SSPA

Stefano Sepe conduce un bilancio di quel tentativo di innovazione che sono stati i corsi/concorso sottolineando come essi siano stati un elemento dirompente come pochi altri nella storia amministrativa italiana. Essi hanno contribuito notevolmente ad abbassare l’età media della dirigenza di seconda fascia, hanno permesso un ingresso non dal basso e hanno valorizzato la carriera amministrativa.

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Entrare nel metodo della programmazione strategica

Portando alla discussione sulla riforma della PA il contributo del sindacato, Pietro Merlini Brandini pone l’attenzione su 2 questioni: l’influenza politica sulla gestione del personale e la difficoltà per il sindacato di identificare l’interlocutore all’interno della PA. Sebbene la Riforma Bassanini appaia sostanzialmente razionale e capace di individuare i problemi non si arriva alla definizione del come fare le cose.

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Programmazione strategica: elementi mancanti

Per Manin Carabba il quadro complessivo in tema di programmazione strategica nella PA è decisamente pessimistico, nonostante eccellenze e uomini di buona volontà che rimangono a margine di un sistema che si riempie di teoria ma fatica a strutturarsi secondo un metodo di governo misurabile. Il punto principale è dunque una elevata schizofrenia tra disegno normativo e pratica amministrativa.

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