Cerca: Riforma PA, Atti FORUM PA 2008

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Programmazione strategica: elementi mancanti

Per Manin Carabba il quadro complessivo in tema di programmazione strategica nella PA è decisamente pessimistico, nonostante eccellenze e uomini di buona volontà che rimangono a margine di un sistema che si riempie di teoria ma fatica a strutturarsi secondo un metodo di governo misurabile. Il punto principale è dunque una elevata schizofrenia tra disegno normativo e pratica amministrativa.

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Reclutamento e formazione della classe dirigente

In merito al reclutamento attraverso la scuola superiore della PA, si analizzano due punti di vista: quello delle amministrazioni, dove prevale una sensazione positiva da parte dei direttori generali del personale, e l’opposto punto di vista degli allievi. Il secondo nodo è la distribuzione del personale in livelli di responsabilità, e il conseguente blocco della mobilità interna all’amministrazione e tra amministrazioni.

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Le direttive annuali dei Ministri come strumento di programmazione strategica

Il relatore, dopo aver illustrato il fondamento teorico e normativo della “pianificazione” strategica, vocabolo utilizzato da un recente regolamento (decreto del Presidente della repubblica n.

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Soggetti pubblici e privati nella gestione di dati sensibili

Massimiliano Atelli affronta il tema della circolazione delle informazioni nel sistema pubblico. Introducendo il concetto di riservatezza, osserva le diverse accezioni che esso può assumere, sottolineando le conseguenze in tema di gestione e conservazione da parte della PA dei dati ritenuti riservati. In particolare, nel suo intervento indica un problema di eccessiva semplificazione nella normativa sulla privacy in tema definizione di soggetti pubblici e privati e conseguente regolazione delle condotte.

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Percorsi di attuazione della rivoluzione meritocratica e di quella digitale

Perché se le Pubbliche Amministrazioni italiane contengono straordinarie risorse di competenze e di dedizione la qualità media dei servizi e delle prestazioni è scarsa? Franco Bassanini sostiene che la questione vada affrontata applicando due rivoluzioni: quella digitale e quella meritocratica.

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La PA vista da chi la dirige

Nel nostro Paese esiste un problema, molto sentito, di selezione della classe dirigente. Sia nello spoil system che nel reclutamento esterno a contratto, si è assistito a situazioni di non-buona amministrazione. Dai risultati del rapporto annuale di Promo PA sembra che nella dirigenza pubblica ci sia una sorta di maggioranza silenziosa che ha dei valori che non riesce ad esprimere: quali sono le ragioni? C’è una carenza di capacità della struttura tecnica del Paese, della burocrazia, di imporsi di fronte alla politica.

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La formazione moderna di dirigenti pubblici capaci

Partendo dalla convinta affermazione che qualità e produttività del capitale umano siano centrali per migliorare il funzionamento della Pubblica Amministrazione Valeria Termini illustra i due indirizzi su cui si è concentrata l’azione della Scuola nel 2007: introduzione di trasparenza e mercato nelle procedure e inserimento nel network internazionale per garantire l’eccellenza della formazione.

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Riforma Brunetta: evoluzione digitale e meritocrazia

La pubblica amministrazione è ormai percepita da chi lavora come una gabbia piatta, senza stimoli, senza percorsi. Per rompere questo sistema bisogna cominciare a lavorare sulla produttività, sul rendimento, sull'efficacia e trovare i giusti incentivi ma anche le legittime sanzioni per distinguere i fannulloni da chi invece opera seriamente e con senso del dovere. È questo il momento giusto per intervenire, altrimenti l’Italia si troverà in una situazione di emarginazione rispetto agli altri paesi.

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Agenzia delle Entrate e Legge sulla privacy

Mario Mazzeo incentra il suo intervento sull’analisi del caso della pubblicazione on line delle dichiarazioni dei redditi dei contribuenti da parte della Agenzia delle Entrate. Precisando che la privacy dovrebbe lavorare come una forma di tutela e non un alibi, definisce i principi posti dall’attuale normativa in tema di “dati conoscibili da chiunque”.

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Percorsi virtuosi di accesso alla dirigenza pubblica

Dopo aver aspramente criticato i fenomeni distorti di attuazione dell’art.19 comma 6 Gianfranco D’Alessio riaffronta la questione dell’eliminazione del ruolo unico della dirigenza e ribadisce che l’art.97 deve valere sempre di più per riqualificare le modalità di accesso ed i percorsi interni alle carriere amministrative. D’Alessio affronta poi la questione del precariato e dopo aver valutato positivamente l’esperienza del corso/concorso della SSPA conclude il suo intervento esprimendosi a favore del reclutamento in forma unitaria.