Cerca: Riforma PA, Atti FORUM PA 2008

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Il ruolo delle scuole di formazione pubblica in termini di sviluppo manageriale

La voce critica dell’Asfor sottolinea gli aspetti caratterizzanti delle scuole di formazione, cercando di rilevare quanto facciano in termini di sviluppo manageriale nella PA. Tra gli aspetti negativi, l’irrisolta questione della riorganizzazione, prevista dalla finanziaria 2007, che ha determinato uno stato di incertezza anche all’interno di tutto il sistema delle scuole di formazione pubblica.

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Il principio di responsabilità come chiave di volta per le PA che funzionano

Rino Tarelli rifiuta le formulazioni che nell’ultimo anno hanno costruito l’immagine dei fannulloni perché le considera incapaci di offrire una valutazione seria dei problemi. Bisogna invece a suo avviso ripartire dalle professionalità dei manager pubblici per costruire un sistema fondato sulla responsabilità e la competenza invece che sull’appartenenza politica.

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La valutazione di risultato dei dirigenti nella Provincia di Parma: un modello concreto, misurabile, trasparente come leva per stimolare la progettualità e l’innovazione

L’Amministrazione Provinciale di Parma ha adottato un metodo di valutazione dei risultati volto a stimolare la capacità progettuale e di innovazione dei dirigenti. Partendo dalla programmazione strategica espressa dalla Giunta e dal Direttore Generale, vengono individuati degli obiettivi generali e, quindi, dei progetti attuativi (due per ciascuno dei 21 dirigenti), che vengono candidati dai dirigenti per la propria retribuzione di risultato. Leggi tutto

Dalla presenza ai risultati: l’accordo per la distribuzione del fondo per la produttività individuale in Trentino

Quando si parla di meritocrazia e premi di produttività ci si deve rendere conto che la presenza non è un indicatore sufficiente per la valutazione delle prestazioni e dei risultati. Per premiare davvero il merito all'interno della Pa, sono oggi necessarie soluzioni tecniche adeguate: una diffusa informatizzazione, che preveda la transazione a sistema di tutte le attività; una predefinita condivisione delle ore di lavoro occorrenti per la prestazione del servizio; un funzionale sistema di monitoraggio e reporting.

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Il Comitato Pari Opportunità come leva di cambiamento

L'esperienza e l'attiva presenza del Comitato Pari Opportunità nel Ministero di appartenenza ha costituito una grossa leva di cambiamento nella struttura organizzativa dando luogo a significative innovazioni sul piano della gestione del personale e delle politiche di valorizzazione delle competenze esistenti.Leggi tutto

La diversificazione di metodi e organizzazione: la condivisione delle scelte innovative

Attualmente nessun paese dell’Unione Europea fa più un censimento economico con rilevazione esaustiva, non è richiesto dall’UE né raccomandato a livello internazionale. L’informazione di dettaglio territoriale sulle imprese è ormai prodotta annualmente da Istat con ASIA-UL. Allora quale obiettivo per il 2011? Si cercherà di garantire un prodotto informativo statistico simile a Data Warehouse di CIS 2001.

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Potenziare i Comitati Pari Opportunità

Elisabetta Falcone esprime a nome di CGIL, CISL e UIL l’apprezzamento per il lavoro portato avanti dalle Consigliere di pari opportunità e i CPO. Definisce necessaria una maggiore attenzione per gli organismi di parità riconosciuti come istituti di natura pattizia , ipotizzandone una modifica proprio in sede pattizia. Mette in evidenza le criticità legate ad aspetti organizzativi, finanziari e di funzione dei CPO così come risulta dalle Linee Guida delineate dalla Rete dei CPO.

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Come sperimentare l'innovazione nelle Amministrazioni Pubbliche

Antonella Ninci parte dall’esperienza dell’INAIL che si è candidato a sperimentare alcune delle Linee Guida proposte dalla Rete dei Comitati Pari Opportunità. La sua riflessione muove dalla questione dell’appropriatezza dei Comitati Pari Opportunità nell’azione antidiscriminatoria di genere, in una PA orientata alla modernità e al benessere organizzativo.

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Le politiche di genere ed il raggiungimento della parità sociale

Isabella Rauti riconosce alla Direttiva per le pari opportunità nella Pubblica Amministrazione dei grandi meriti ma sottolinea anche che alla presenza di un quadro normativo così articolato deve corrispondere una parità sostanziale e di fatto, quella che lei definisce una parità sociale.

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Controllo interno integrato

La relazione ha l'obiettivo di introdurre la tematica del controllo interno alle pubbliche amministrazioni nella forma del controllo integrato. Considerato che l'autonomia organizzativa delle amministrazioni locali consente per espressa previsione normativa la facoltà di cristallizzare forme di controllo sinergiche, si prospetterà una ipotesi metodoliga che, avendo quale finalizzazione ultima la valorizzazione del dirigente, cerca di coniugare la corretta gestione con la regolarità amministrativa in una "vision" tendente al conseguimento degli obiettivi gestionali e strategici.