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Mettiamoci la faccia. Il customer focus del Comune di Bolzano

Come la misurazione della qualità entra nella gestione? Caramaschi risponde illustrando la riorganizzazione del Comune di Bolzano, che ha portato da 13 a 7 dirigenti apicali, attraverso l’aggregazione per macro processi e attività omogenee, il controllo di gestione secondo le indicazioni europee, il piano di sviluppo strategico, il quadro di qualità in cui rientrano carte dei servizi e rilevazione della soddisfazione.

Mettiamoci la faccia. Il customer focus del Comune di Parma

180.000 abitanti, 32 sedi distaccate riunite in un’unica dal 2000, 1500 dipendenti in un edificio costruito in project financing, 40 sportelli polifunzionali, 420 servizi sotto analisi per comprimere al massimo i tempi, un grande e continuo sforzo di formazione dei dipendenti. E’ il Comune di Parma, che, spiega Bernini, punta a una nuova relazione con il cittadino e “ci mette volentieri la faccia”.

La valutazione e il merito nella PA

I sistemi di valutazione nella PA sono ben differenti da quelli adottati nel mondo privato. Purtroppo in Italia non esiste una vera e propria cultura della valutazione ma si avverte la necessità di creare un sistema di misurazione adeguato perché senza valutazione non esiste margine di miglioramento, in particolar modo nella PA, e conseguentemente non vi è qualità.

Adeguare il Sistema Paese alle sfide della globalizzazione

Nel nostro tempo, aldilà della grave crisi economica attualmente in essere, i processi di globalizzazione hanno mutato le caratteristiche della competitività: non sono più le imprese, singolarmente, a competere sui mercati, ma sono i ‘Sistemi produttivi entro una compagine nazionale’ a determinare il risultato economico complessivo e, quindi, la qualità della società. In Italia, ci troviamo quindi, paradossalmente, a dover conseguire un’efficienza di sistema, mentre permangono ancora gravi ritardi nel raggiungimento di un’adeguata economicità ed efficacia nell’azione dei singoli Soggetti pubblLeggi tutto

La riforma della dirigenza nella legge delega e nei decreti delegati: il punto di vista di ANDIGEL

Michele Bertola, Presidente ANDIGEL, riporta la sua riflessione sulla riforma della Dirigenza Pubblica, legge delega e decreti delegati, ponendo l'attenzione su diversi punti chiave: mobilità dei dirigenti, collaborazione tra pubblico e privato, distribuzione degli incentivi correlati agli obbiettivi raggiunti e, infine, gli aspetti di soggettività e oggettività del processo di valutazione

Mettiamoci la faccia. Il customer focus del Comune di Reggio Calabria

Il percorso intrapreso dall’amministrazione comunale di Reggio Calabria, unico comune del Mezzogiorno ad adottare la sperimentazione delle emoticon, nell’intervento del sindaco Giuseppe Scopelliti. L’obiettivo è rendere l’amministrazione capace di coinvolgere il cittadino. Nota dolente rilevata: spesso la politica è più veloce della pubblica amministrazione.

La discrezionalità nella Riforma della Dirigenza nella legge delega e decreti delegati: uno spazio per una possibile ingerenza politica sull’attività dirigenziale della PA

Alberto Stancanelli, Direttore dell’Ufficio del Capo Dipartimento della Protezione Civile, con un’analisi della legge 15/2009 e in riferimento al successivo decreto delegato approvato in fase preliminare dal Consiglio dei Ministri, individua gli aspetti virtuosi della Riforma ma anche l'incapacità del decreto delegato di fugare l’ingerenza della politica sull’attività dirigenziale della PA, minando così le stesse potenzialità della legge 15/2009 pensato per una PA efficiente ed efficace.

Forza e debolezza della Commissione per l’Accesso

Nel suo intervento Caramazza analizza la storia e le funzioni della Commissione per l’Accesso, che lui stesso definisce come un cane messo a guardia della trasparenza che può abbaiare ma non può mordere. La Commissione, di cui Caramazza illustra dettagliatamente compiti, obbiettivi e procedure, ha infatti poteri di referto, di vigilanza e di proposta ma non ha poteri ordinatori, coercitivi e sanzionatori e non è dunque configurabile come un’Autorità indipendente.Leggi tutto

Accesso, trasparenza a riservatezza: retroscena di un menage à trois

Giacchetti parte con un’analisi storica della nozione di trasparenza e dei suoi rapporti con l’evoluzione legislativa per arrivare a spiegare come l’originario segreto che copriva tutte le decisioni del potere esecutivo si è ristretto al segreto di Stato, al segreto aziendale e al segreto istruttorio. Successivamente l’intervento si concentra sulla nozione di “interesse”, che comprende le motivazioni e determina le condizioni di accesso ai documenti amministrativi.

Non solo repressione. Linee di azione contro la corruzione

La corruzione è un cancro di tutte le società, non può essere debellata ma può esser solo contrastata e resa più difficile. Partendo da qui Luciano Hinna delinea un vero e proprio framework per la lotta alla corruzione in Italia. La lotta alla corruzione - spiega - è la risultante di una serie di scenari, che vanno dunque ben analizzati e ponderati. In particolare propone una lettura degli scenari e alcune linee d’azione per ridurre i comportamenti corruttivi, dichiarando guerra su più fronti a una ancora troppo forte impronta machiavellica, nel pubblico come nel privato.