Cerca: Riforma PA, Atti FORUM PA 2008, valutazione e misurazione

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Le prospettive del pubblico impiego

Michele Gentile propone, per i contratti del pubblico impiego, di ripartire dal Memorandum del 2007 perché ancora nulla è stato fatto per attuare quello che lì c’era scritto. Egli ritiene che in tema di precariato nell’Amministrazione Pubblica si siano fatti degli abusi e che la Finanziaria del 2008 a proposito abbia contenuto dei disegni tra di loro contraddittori.Leggi tutto

Il nuovo modello di rafforzamento delle capacità delle Amministrazioni

Il tema del capacity building (miglioramento delle capacità delle amministrazioni) è da anni al centro delle politiche di sviluppo in Italia, ma i risultati finora non sono stati del tutto soddisfacenti. I fondi di assistenza tecnica alla fine del periodo di attuazione non hanno realmente rafforzato le competenze di governo delle amministrazioni e degli enti attuatori. Quali sono gli elementi di criticità e come affrontarli?

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Politiche del personale nella Pa: ruolo e funzione dei dirigenti

Restituire alla dirigenza della Pa un reale potere disciplinare e gestionale nei confronti del resto del personale. Evitare lo spoil system, mettendo in primo piano la valutazione dei dirigenti, prima garanzia rispetto a decisioni ispirate da logiche di appartenenza politica o di altro genere. Infine, riconoscere il giusto valore ai quadri direttivi, che svolgono un ruolo fondamentale nella gestione del personale, con una funzione gestionale, di coordinamento e disciplinare che va ad affiancare quella dei dirigenti.

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La semplificazione come fattore di competitività, fra promozione della concorrenza e tutela del cittadino-consumatore

Di semplificazione si parla tanto e da anni, con conseguenze positive (il tema è ormai patrimonio comune e condiviso) e rischi (bisogna garantire effettività e risultati ed evitare che il tutto si riduca a slogan comunicativo efficace, ma privo di contenuti).Leggi tutto

Verso nuovi strumenti di Pianificazione e Controllo nella Pubblica Amministrazione: la Balanced Scorecard

All'interno della pubblica amministrazione sta diventando sempre più importante l'aspetto del governo strategico del sistema: una Pa moderna deve tenere conto delle esigenze dei diversi stakeholder (imprese, cittadini, etc) ed essere quindi in grado di valutare se le performance sono sufficienti e la strategia adeguata. Ancora oggi, tuttavia, quello che molto spesso manca nella Pa, quando si parla di ciclo di pianificazione e controllo, è proprio la parte relativa alla pianificazione e al controllo strategico.

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I cardini dei processi di valutazione e l’esperienza dell’ISTAT

Dopo un’introduzione sul complesso contesto in cui si inserisce la valutazione nella Pubblica Amministrazione il Presidente Biggeri articola l’esposizione dei tre cardini intorno ai quali essa deve ruotare: la pianificazione strategica, la diversificazione degli interventi e la trasparenza seguita come corollario dalla retroazione. Prima di esporre la sua personale esperienza nell’introdurre meccanismi valutativi nell’ISTAT Biggeri sottolinea come il vero problema politico sia quello di legare ai risultati della valutazione le scelte sulla ripartizione dei fondi.

Valutazione interna e valutazione civica al servizio dell’efficienza e dell’efficacia della P.A.

Pietro Ichino sottolinea come la situazione politica e l’evoluzione culturale siano giunte oggi ad un punto di svolta sulla questione della valutazione della dirigenza. Il Professore propone a questa materia un’applicazione del paradigma exit/ voice di Albert Hirschman giungendo ad affermare che la valutazione deve essere frutto di una dialettica tra valutatore interno e valutazione civica. Per aiutare questo processo Ichino propone un’Authority centrale snella e a costo zero che garantisca l’attivazione e l’indipendenza dei nuclei di valutazione.

Gli strumenti necessari per la dirigenza pubblica

Stancanelli sottolinea l’esigenza di una valutazione dei servizi pubblici secondo principi di mercato sulla qualità e sulla quantità dei prodotti. Affronta poi la necessità di una reale applicazione del principio di sussidiarietà orizzontale e delinea la delicata posizione del dirigente pubblico stretto tra la pressione del sindacato e quella del potere politico. Attraverso strumenti quali la contrattazione integrativa e la possibilità di acquisire le necessarie professionalità il dirigente deve essere messo nelle condizioni di riacquisire autonomia, autorevolezza e leadership.

I presupposti, gli obbiettivi e le metodologie di una buona e utile valutazione

Dopo aver analizzato lo stato dell’arte dei sistemi di valutazione all’interno delle PA italiane Giovanni Valotti ne individua le maggiori criticità e definisce i 5 step concettuali che ne dovrebbero costituire la struttura: per valutare è necessario definire la performance, per apprezzare la performance è necessario misurare, per migliorarla è necessario responsabilizzare, per responsabilizzare è necessario assicurare uno spazio d’azione e mettere a disposizione le leve per mobilitare l’organizzazione ed infine è importante

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La valutazione delle prestazioni dirigenziali

Michele Camisasca propone una riflessione sul tema e sui metodi della valutazione dei dirigenti, a partire dall’esperienza di Regione Lombardia. Punti cardine: centralità della persona e integrazione della funzione di Organizzazione del personale con la Programmazione degli obiettivi.

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