Cerca: Riforma PA, Atti FORUM PA 2009, valutazione e misurazione

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Una nuova stagione delle politiche di semplificazione: la logica di risultato

L’intervento traccia un primo bilancio del "Taglia oneri amministrativi", meccanismo introdotto dal decreto legge n. 112/2008, con cui viene messo a regime il processo di misurazione e di riduzione degli oneri burocratici, prevedendo la predisposizione di Piani di semplificazione per ciascuna area di regolazione. I primi due Piani avviati riguardano i settori Lavoro e previdenza e Prevenzione incendi, toccano almeno 2 milioni di imprese e fanno stimare un risparmio annuo di circa 5,3 miliardi di euro.Leggi tutto

Il Piano di Riduzione del Ministero del Lavoro

Sulla base del decreto legge n. 112/2008, che introduce il meccanismo "Taglia oneri amministrativi", è stato predisposto il Piano di Riduzione degli oneri del Ministero del Lavoro. Il risparmio annuo previsto in conseguenza di questo Piano è di 4,8 miliardi di euro, pari al 48,1% dei costi stimati per il settore Lavoro e Previdenza. L’intervento illustra gli obiettivi del Piano: attuare un’opera di semplificazione e, quindi, migliorare la qualità della regolamentazione nel settore, e ottenere un risparmio da questa azione di riduzione degli oneri per le imprese.Leggi tutto

La crisi del governo della formazione pubblica: alcune tappe legislative

Anna Armone – UFPPA - indaga l’aspetto prettamente giuridico del “Progetto Competenze”, percorrendo le tappe legislative salienti (dalla direttiva Frattini, al titolo v° della Costituzione; dall’articolo accessorio 165-7bis al decreto legislativo 300) lungo le quali si assiste alla graduale scomparsa della consegna, dagli Enti Locali e dalle Amministrazioni Centrali, dei piani formativi e i relativi piani di investimento.Leggi tutto

Sistema sanitario e riforma del pubblico impiego

Claudio Dario argomenta sul perché nella dimensione sanitaria non si debba avere paura della riforma, in sintesi perché molte cose per quanto riguarda l’aspetto valutativo e la selezione del personale nelle Aziende Sanitarie si stanno già facendo. Quindi il percorso non va tanto interpretato come una rivoluzione, come un cambiamento epocale, ma come un rinforzo di cose che già si fanno con alcune specifiche importanti, come quelle sui medici certificatori e sulla class action.

Potere di indirizzo e coordinamento per la formazione del personale pubblico

La necessità di assicurare l’efficienza all’azione amministrativa attraverso un’adeguata formazione professionale è strettamente correlata agli sviluppi dell’autonomia. La legge costituzionale 3/2001 e la relativa legislazione attuativa esprimono una forte responsabilità legata alle Pubbliche Amministrazioni. Lungo questo percorso legislativo e per competenza residuale, le Regioni risultano responsabili della formazione dei dipendenti pubblici, dove per formazione si intende la precondizione necessaria per assicurare all’utente della PA il servizio essenziale.Leggi tutto

Riqualificazione della domanda di Formazione nella PA

Antonio Naddeo, Capo Dipartimento della Funzione Pubblica, pone l’attenzione su un aspetto particolare della formazione: la domanda. Molto spesso, infatti, la richiesta di formazione non proviene dall’amministrazione in funzione ad un programma formativo strategico, redatto a partire da un’analisi dei fabbisogni, ma da una richiesta del singolo funzionario o dirigente, che sceglie personalmente, e spesso non in funzione ad una utilità amministrativa, il corso formativo da frequantare.Leggi tutto

Mettiamoci la faccia. Il customer focus del Comune di Bolzano

Come la misurazione della qualità entra nella gestione? Caramaschi risponde illustrando la riorganizzazione del Comune di Bolzano, che ha portato da 13 a 7 dirigenti apicali, attraverso l’aggregazione per macro processi e attività omogenee, il controllo di gestione secondo le indicazioni europee, il piano di sviluppo strategico, il quadro di qualità in cui rientrano carte dei servizi e rilevazione della soddisfazione.

La discrezionalità nella Riforma della Dirigenza nella legge delega e decreti delegati: uno spazio per una possibile ingerenza politica sull’attività dirigenziale della PA

Alberto Stancanelli, Direttore dell’Ufficio del Capo Dipartimento della Protezione Civile, con un’analisi della legge 15/2009 e in riferimento al successivo decreto delegato approvato in fase preliminare dal Consiglio dei Ministri, individua gli aspetti virtuosi della Riforma ma anche l'incapacità del decreto delegato di fugare l’ingerenza della politica sull’attività dirigenziale della PA, minando così le stesse potenzialità della legge 15/2009 pensato per una PA efficiente ed efficace.

La valutazione e il merito nella PA

I sistemi di valutazione nella PA sono ben differenti da quelli adottati nel mondo privato. Purtroppo in Italia non esiste una vera e propria cultura della valutazione ma si avverte la necessità di creare un sistema di misurazione adeguato perché senza valutazione non esiste margine di miglioramento, in particolar modo nella PA, e conseguentemente non vi è qualità.