Cerca: Riforma PA, valutazione e misurazione

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Public management e produttività

Carlo Dell’Aringa invita a non abbandonare la sfida di trasferire nel settore pubblico le pratiche virtuose di gestione delle risorse umane del settore privato. L’urgenza attuale è quella del recupero di produttività, ma la legge da sola non basta, anzi a volte può essere controproducente nei cambiamenti culturali perché rischia di provocare reazioni contrarie.

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Fattori responsabilizzanti per processi di valutazione reali

Tiziano Treu riconosce come tra il disegno di riforma del pubblico impiego degli ultimi vent’anni e la sua realizzazione ci sia stata una sfasatura dovuta alla mancanza nel settore pubblico di un fattore responsabilizzante analogo a ciò che rappresenta il mercato per il privato. Amministrare la valutazione e gli incentivi è una cosa molto difficile e l’introduzione delle fasce secondo Treu è stata un errore autodistruttivo.

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Per una nuova leadership della dirigenza pubblica

Michel Martone spinge a non enfatizzare la portata del D.lgs.150/09, che nella realtà non ha avuto quell’impatto traumatico che ci si auspicava o si temeva. Il dirigente è chiamato a troppe responsabilità ogni volta che fa qualcosa, ma la responsabilità più importante – quella di risultato – non vale a salvarlo da tutte le altre.

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La rivalutazione della performance organizzativa.

Pietro Barrera si sofferma sulla cosiddetta performance organizzativa, un aspetto della legge sottovalutato, per cui ciò che conta è lo spirito di squadra. L'attuale enfasi assolutizzante sulla performance individuale è invece legata al fatto che si fa leva sulla competizione interna per favorire il risultato finale, l'unico che preoccupi realmente il cittadino, a cui non interessa invece la capacità individuale dei dipendenti e dei dirigenti. Da qui deriva l'attuale attenzione alle cosiddette fasce di merito.

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Sapere organizzativo e fattori istituzionali. Quali opportunità e quali vincoli all’istituzionalizzazione della valutazione

 Mita Marra analizza le problematiche relative alla strutturazione degli OIV nella PA italiana alla luce della sua esperienza di valutazione alla Banca Mondiale e in altre importanti strutture internazionali. La questione centrale è il modo in cui le informazioni acquisite con la valutazione possono portare  a un miglioramento del rendimento della macchina organizzativa. Perché questo avvenga bisogna costruire legittimazione istituzionale dei valutatori rispetto alle linee di responsabilità formali e informali interne agli enti.

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Attivare la valutazione ex-decreto 150/2009: riflessioni da un primo ‘giro’ (nel parco)

 

Alberto Vergani è Presidente dell’Associazione Italiana di Valutazione, nonché Responsabile dell’OIV del Parco Nazionale della Val Grande. Proprio da quest’ultima esperienza Vergani parte per un intervento incentrato sulle considerazioni di tipo metodologico preliminari all’azione di valutazione. Quattro sono le dimensioni della valutazione su cui si sofferma la sua analisi: quella tecnica/metodologica, quella relativa al contenuto, i problemi di cultura organizzativa e le dinamiche relazionali e partecipative. 

Pubblico impiego: perché coniugare regole, talenti e merito.

Antonio Naddeo apre il convegno spiegando che si parlerà di alcuni aspetti che riguardano il rapporto di lavoro, con un focus su regole, talenti e merito. Regole: perché si è all'interno di un sistema pubblico che va gestito, in cui le leggi hanno un ruolo rilevante perciò risorse umane vanno gestite secondo delle norme. Talenti: parola più impegnativa da spiegare perché la loro ricerca nella PA è un aspetto complicato. Merito: se ne è parlato tantissimo con la riforma Brunetta, ma in realtà il tema era già introdotto dalla prima riforma del '93.

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Gli attori in campo nei processi valutativi dopo il Dlgs.150/09

 Il presidente della CiVIT sottolinea come la Commissione abbia principalmente un compito di coordinamento delle diverse realtà presenti a livello di PA centrale e locale. Martone, ripercorrendo i processi storici che hanno preceduto la riforma Brunetta, approfondisce i ruoli diversi dei soggetti coinvolti nei processi di valutazione delle performance individuali e organizzative: il suo intervento spazia dai compiti degli Organismi Indipendenti di Valutazione al non sempre semplice rapporto tra Ministero del Tesoro e Dipartimento della Funzione Pubblica. 

L'Inps e la riforma Brunetta.

Ciro Toma offre una testimonianza del processo di adeguamento dell'Inps alla riforma Brunetta. In primo luogo l'Inps ha saputo cogliere lo spirito della legge di riforma della PA passando dal concetto di "amministrazione" a quello di "direzione" del personale. Si è inoltre avviata una progressiva riduzione delle risorse umane, che da oltre 32 sono diventate 27mila, attraverso un vero processo di riorganizzazione della strutture della produzione, come se fosse una vera fabbrica, per cui fondamentale è stato il processo di telematizzazione.

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Il CNEL e la valutazione delle prestazioni finali erogate dalle PPAA

 L’art. 9 del D.lgs. 150/09 attribuisce al CNEL il compito di stendere una relazione annuale sulla qualità delle prestazioni finali rese dalle amministrazioni ai cittadini e alle imprese. Manin Carabba sottolinea come, se la Corte dei Conti riferisce principalmente al Parlamento e la CiVIT al Governo, il CNEL abbia il compito di parlare alle forze sociali.

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