Cerca: Riforma PA, valutazione e misurazione

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Attivare la valutazione ex-decreto 150/2009: riflessioni da un primo ‘giro’ (nel parco)

 

Alberto Vergani è Presidente dell’Associazione Italiana di Valutazione, nonché Responsabile dell’OIV del Parco Nazionale della Val Grande. Proprio da quest’ultima esperienza Vergani parte per un intervento incentrato sulle considerazioni di tipo metodologico preliminari all’azione di valutazione. Quattro sono le dimensioni della valutazione su cui si sofferma la sua analisi: quella tecnica/metodologica, quella relativa al contenuto, i problemi di cultura organizzativa e le dinamiche relazionali e partecipative. 

Pubblico impiego: perché coniugare regole, talenti e merito.

Antonio Naddeo apre il convegno spiegando che si parlerà di alcuni aspetti che riguardano il rapporto di lavoro, con un focus su regole, talenti e merito. Regole: perché si è all'interno di un sistema pubblico che va gestito, in cui le leggi hanno un ruolo rilevante perciò risorse umane vanno gestite secondo delle norme. Talenti: parola più impegnativa da spiegare perché la loro ricerca nella PA è un aspetto complicato. Merito: se ne è parlato tantissimo con la riforma Brunetta, ma in realtà il tema era già introdotto dalla prima riforma del '93.

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Gli attori in campo nei processi valutativi dopo il Dlgs.150/09

 Il presidente della CiVIT sottolinea come la Commissione abbia principalmente un compito di coordinamento delle diverse realtà presenti a livello di PA centrale e locale. Martone, ripercorrendo i processi storici che hanno preceduto la riforma Brunetta, approfondisce i ruoli diversi dei soggetti coinvolti nei processi di valutazione delle performance individuali e organizzative: il suo intervento spazia dai compiti degli Organismi Indipendenti di Valutazione al non sempre semplice rapporto tra Ministero del Tesoro e Dipartimento della Funzione Pubblica. 

ELI4U - Enti Locali Innovazione per il cittadino: Pianificazione strategica, Ottimizzazione dei Servizi e Governo del territorio

ELI4U, progetto finanziato dal Dipartimento per gli Affari Ragionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri nell’ambito del programma Elisa, raggruppa 22 enti e nasce con l’obiettivo di promuovere concretamente l’innovazione nella Pubblica Amministrazione attraverso l’elaborazione di metodologie e strumenti tecnologico-organizzativi che riguardano: la Pianificazione strategica, l’Ottimizzazione dei Servizi e il Governo del Territorio.

Il ruolo della dirigenza pubblica tra nuove esigenze e limiti normativi

Accreditare e sviluppare le professionalità per avere una dirigenza pubblica all’altezza del compito richiesto è un’impostazione corretta, ma per rendere davvero più efficace il rapporto tra cittadini e PA bisogna tenere conto di alcuni aspetti centrali: lo sviluppo della flessibilità tra comparti e della mobilità tra enti e la necessità di investire in tecnologie in grado di aumentare l’efficienza della PA. Questa la posizione di Graziano Delrio, il quale sottolinea come la discussione sulla PA debba rientrare sempre all’interno di una discussione più ampia sullo sviluppo del Paese.

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Selezione della classe dirigente: una questione da sempre irrisolta

Nel nostro Paese il problema della professionalità e della selezione della classe dirigente non è stato mai affrontato, è un aspetto che è stato sempre rimandato fin dalla nascita dello Stato repubblicano e sul quale mancano sia una riflessione approfondita che regole precise.

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Il Comune di Verona e a gestione del ciclo della performance: i punti di forza

"Il Comune di Verona  - spiega Marco Crescimbeni -  arriva agli adempimenti in materia di gestione del ciclo della performance da una tradizione di gestione amministrativa abbastanza segmentata". Nel suo intervento ripercorre le tappe della riprogettazione dei processi nel Comune veneto, mettendo l’accento sull’attuazione delle indicazioni che riguardano premialità e fasce di merito e concludendo con una considerazione sugli elementi ritenuti fondamentali per una efficace gestione del ciclo della performance: buon livello di informatizzazione e forte spinta politica.

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I rapporti tra AIR nazionale e AIR comunitaria

Francesco Sarpi illustra le relazioni tra l’Analisi d’Impatto della Regolamentazione italiana e quella comunitaria per indicare procedure virtuose atte a un rafforzamento del ruolo dell’Italia attraverso l’AIR in fase ascendente. Il suo intervento approfondisce il funzionamento del sistema di AIR della Commissione Europea, evidenzia la necessità di migliorare il rapporto di questa con l’AIR italiana e individua alcune specifiche del ruolo del governo nazionale e di quelli regionali in questi processi. Il tutto confrontando i due sistemi con quello dell’UK e di altri Stati membri. 

Interazione professionale e competenze multidisciplinari per una better regulation

 L’intervento della Prof.ssa Calvosa si concentra sulle nuove competenze necessarie all’interno della Pubblica Amministrazione per passare da una cultura del controllo a una cultura dei risultati, solo all’interno di quest’ultima si può infatti sviluppare un’azione di migliorazione della regolamentazione.

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AIR, semplificazione e oneri della regolazione

 Martelli sottolinea come quello dell’analisi d’impatto della regolamentazione sia un fondamentale momento di accountability. Tutti, quando legiferano, fanno l’AIR – dice Martelli – il problema è che spesso il processo non è trasparente. Quindi in primis trasparenza e poi analisi costi/benefici, riduzione degli obblighi informativi inutili, coinvolgimento degli end users nel processo decisionale e momenti di apertura dell’azione amministrativa per raccogliere sempre maggiori indicatori utili alla valutazione.