Cerca: Riforma PA, Efficienza, Atti FORUM PA 2008

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La formazione moderna di dirigenti pubblici capaci

Partendo dalla convinta affermazione che qualità e produttività del capitale umano siano centrali per migliorare il funzionamento della Pubblica Amministrazione Valeria Termini illustra i due indirizzi su cui si è concentrata l’azione della Scuola nel 2007: introduzione di trasparenza e mercato nelle procedure e inserimento nel network internazionale per garantire l’eccellenza della formazione.

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Percorsi virtuosi di accesso alla dirigenza pubblica

Dopo aver aspramente criticato i fenomeni distorti di attuazione dell’art.19 comma 6 Gianfranco D’Alessio riaffronta la questione dell’eliminazione del ruolo unico della dirigenza e ribadisce che l’art.97 deve valere sempre di più per riqualificare le modalità di accesso ed i percorsi interni alle carriere amministrative. D’Alessio affronta poi la questione del precariato e dopo aver valutato positivamente l’esperienza del corso/concorso della SSPA conclude il suo intervento esprimendosi a favore del reclutamento in forma unitaria.

La portata innovativa dei corsi/concorso della SSPA

Stefano Sepe conduce un bilancio di quel tentativo di innovazione che sono stati i corsi/concorso sottolineando come essi siano stati un elemento dirompente come pochi altri nella storia amministrativa italiana. Essi hanno contribuito notevolmente ad abbassare l’età media della dirigenza di seconda fascia, hanno permesso un ingresso non dal basso e hanno valorizzato la carriera amministrativa.

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Reclutamento e formazione della classe dirigente

In merito al reclutamento attraverso la scuola superiore della PA, si analizzano due punti di vista: quello delle amministrazioni, dove prevale una sensazione positiva da parte dei direttori generali del personale, e l’opposto punto di vista degli allievi. Il secondo nodo è la distribuzione del personale in livelli di responsabilità, e il conseguente blocco della mobilità interna all’amministrazione e tra amministrazioni.

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La PA vista da chi la dirige

Nel nostro Paese esiste un problema, molto sentito, di selezione della classe dirigente. Sia nello spoil system che nel reclutamento esterno a contratto, si è assistito a situazioni di non-buona amministrazione. Dai risultati del rapporto annuale di Promo PA sembra che nella dirigenza pubblica ci sia una sorta di maggioranza silenziosa che ha dei valori che non riesce ad esprimere: quali sono le ragioni? C’è una carenza di capacità della struttura tecnica del Paese, della burocrazia, di imporsi di fronte alla politica.

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Le direttive annuali dei Ministri come strumento di programmazione strategica

Il relatore, dopo aver illustrato il fondamento teorico e normativo della “pianificazione” strategica, vocabolo utilizzato da un recente regolamento (decreto del Presidente della repubblica n.

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Percorsi di attuazione della rivoluzione meritocratica e di quella digitale

Perché se le Pubbliche Amministrazioni italiane contengono straordinarie risorse di competenze e di dedizione la qualità media dei servizi e delle prestazioni è scarsa? Franco Bassanini sostiene che la questione vada affrontata applicando due rivoluzioni: quella digitale e quella meritocratica.

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Quanto incide la PA nella vita quotidiana: un fattore da non dimenticare!

Partendo dal proprio percorso personale e dal raffronto tra esperienze diverse, in campo privato e in campo pubblico, Eliana De Martiis evidenzia caratteristiche e criticità della PA italiana, portando per conoscenza diretta l’esempio della Regione Lombardia. Privato e pubblico sono due mondi lontani per molti aspetti: nella PA manca l’Organizzazione con la O maiuscola che c’è nelle realtà private e spesso, in effetti, accadono cose davvero difficili da immaginare per chi non si trova all’interno di questo sistema.

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Agenzia delle entrate: un sistema di rilevazione dell'efficacia

Rispetto ai tanti aspetti importanti legati alla gestione della formazione, come si colloca oggi l’Agenzia delle Entrate? Un punto cruciale sul quale si lavora da tempo, è la formazione, più legata alle progressioni che all’investimento per le persone e per l’organizzazione, tant’è che nei piani formativi, si distingue la formazione performativa da quella certificativa.

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Il ruolo delle scuole di formazione pubblica in termini di sviluppo manageriale

La voce critica dell’Asfor sottolinea gli aspetti caratterizzanti delle scuole di formazione, cercando di rilevare quanto facciano in termini di sviluppo manageriale nella PA. Tra gli aspetti negativi, l’irrisolta questione della riorganizzazione, prevista dalla finanziaria 2007, che ha determinato uno stato di incertezza anche all’interno di tutto il sistema delle scuole di formazione pubblica.

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