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Le tecnologie informatiche applicate ai problemi di mobilità

Francesco Grillo racconta come l’obiettivo del convegno su Congestion charge e tecnologie ICT sia quello di dimostrare, che le nuove tecnologie possono diventare centrali nella gestione della mobilità e nella riduzione del traffico. Il Relatore presenta i risultati di una ricerca condotta da Vision Value Management Consultants, che analizza i costi derivanti dalla congestione del sistema trasporto e dimostra come la mobilità sia un importante fattore di competitività ed attrattività di un territorio.Leggi tutto

Le difficoltà nell’attuazione dell’istituto della mobilità rendono necessaria una sua revisione

Giuseppe Fragomeni porta la testimonianza della Regione Calabria che in un anno ha attuato un processo di mobilità forzosa, trasferendo 1300 dipendenti dall’amministrazione regionale alle cinque province. Ancorché previsto da una norma regionale attuata con due anni di ritardo, il procedimento ha incontrato notevoli resistenze da parte del personale, Fragomeni ritiene perciò necessaria una revisione dell’istituto della mobilità.Leggi tutto

Dare un contenuto concreto alle enunciazioni di principio contenute nel memorandum per non sprecare un’opportunità

Riccardo Sisti sostiene che dal punto di vista legislativo si sta posticipando la definizione degli aspetti metodologici e applicativi che dovranno rendere attuabile l’istituto della mobilità. Egli sostiene ci sia una sorta di schizofrenia tra le varie norme e le leggi finanziarie sul tema. La mobilità volontaria può generare dei problemi nella pubblica amministrazione che si priva di risorse che non è in grado di integrare perché non può assumere nuovo personale. La mobilità forzosa, laddove non è inquadrata in certe forme di incentivazione, è sempre stata molto osteggiata.Leggi tutto

La mobilità tra ambiguità legislative e disomogeneità fra normativa statale e assetti regionali

Gianfranco D’Alessio, coordinatore scientifico della ricerca “Sostegno e coordinamento ai processi di mobilità nelle PA del Mezzogiorno”, evidenzia come il memorandum d’intesa sul lavoro pubblico sottolinei la sensibilità dei soggetti istituzionali sul tema ma non chiarisce alcuni aspetti che restano ambigui. Dai risultati della ricerca emerge come la mobilità tocchi in minima parte i livelli dirigenziali e la mobilità volontaria rimane quella statisticamente più rilevante, ridotto è il fenomeno della mobilità territoriale dal nord al sud del paese.Leggi tutto

Mobilità e telelavoro: due strumenti chiave per la gestione del personale dell’Agenzia del Territorio

Giovanni Imbucci sottolinea come la mobilità nella pubblica amministrazione segua le leggi di gravità e cioè si realizza in flussi di risorse umane che si spostano da nord a sud. L’Agenzia del Territorio ha messo in campo strategie di telelavoro per evitare la mobilità fisica di 1.300 unità di personale. Sono stati dati incentivi economici per favorire la mobilità verso due nuove sedi ma le tassazioni applicate hanno ridotto sensibilmente il margine di guadagno atteso.Leggi tutto

Il sindacato è favorevole al telelavoro e alla mobilità a patto che questa sia necessaria e ben gestita

Giorgio Grasso sostiene che il telelavoro è da favorire laddove non compromette la qualità del servizio erogato. Inoltre servono pubbliche amministrazioni che siano attente ai bisogni del territorio e dei cittadini. Bisogna operare una differenza tra costo e investimento. Il primo è una mera spesa, il secondo è un impiego di denaro per raggiungere dei risultati che devono essere fissati e misurabili. Grasso sostiene che bisogna capire in quali termini si parla di mobilità. Il sindacato non è contrario alla mobilità a patto che sia necessaria e gestita.Leggi tutto

Le linee guida della ricerca “Sostegno e coordinamento ai processi di mobilità nelle PA del Mezzogiorno”

Maria Rosa Casuale illustra le linee guida e le figure di coordinamento del progetto “Sostegno e coordinamento ai processi di mobilità nelle PA del Mezzogiorno” promosso dal dipartimento della Funzione Pubblica e realizzato dal Formez. Leggi tutto

Il telelavoro e la mobilità: due strumenti per rilanciare l’efficienza e l’efficacia della pubblica amministrazione

Eugenio Gallozzi sostiene che la pubblica amministrazione non è un’azienda per cui tutte le logiche valide nell’amministrazione di un’azienda privata non sono le stesse per il pubblico settore. Uno dei problemi maggiori in tema di mobilità è la transizione tra comparti, la mobilità tra livelli simili non è di semplice attuazione. Non bisogna confondere il telelavoro, che è un’organizzazione delle attività, con la mobilità che comporta uno spostamento fisico del personale.Leggi tutto

Le dinamiche socio-antropologiche e le diverse valenze attribuite al concetto di mobilità

Maria Minicuci presenta l’aspetto antropologico della ricerca “Sostegno e coordinamento ai processi di mobilità nelle PA del Mezzogiorno”. L’indagine sul campo ha interessato l’ufficio provinciale dell’Agenzia del territorio di Palermo e il Comune di Napoli. Dagli studi emerge che la parola mobilità non ha valenze univoche: spesso ha connotazioni negative. Le diverse modalità del reclutamento del personale possono innestare dinamiche di conflitto.Leggi tutto

La mobilità può essere uno strumento di accelerazione della necessaria trasformazione della pubblica amministrazione?

Giancarlo Del Bufalo propone due esperienze di mobilità realizzate nella piena soddisfazione dei dipendenti. Nel primo caso si trattava del trasferimento dal Ministero dell’Economia all’Inpdap, il secondo riguardava le competenze in materia di invalidità civile dal Ministero all’Inps. Il passaggio in entrambi i casi è avvenuto senza spostamenti territoriali e verso amministrazioni che presentavano condizioni economiche migliori del Ministero dell’Economia e Finanze. Chiaramente, aggiunge Del Bufalo, queste sono situazioni che non costituiscono la norma.Leggi tutto