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Formare un dipendente pubblico responsabile: merito, qualità, competenze e innovazione

La SSPA ha superato un difficile momento puntando sulla trasparenza e l’internazionalizzazione. La sua Direttrice in occasione della presentazione dell’11° Rapporto sulla Formazione nella PA analizza lo stato dell’arte della formazione in Italia e sottolinea tre direzioni principali sulle quali lavorare: innovazione nelle modalità formative, rilevazione del fabbisogno di formazione e valutazione dei percorsi intrapresi.

Progettare e implementare un sistema di valutazione fortemente integrato con una gestione per obiettivi: l'esperienza della Provincia di Belluno

Il risultato e la performance di un'organizzazione dipendono in maniera decisiva dal livello di prestazione delle persone che in essa lavorano. Molteplici possono essere le possibili cause di un soddisfacente o insoddisfacente livello di prestazione del personale. Ad esempio il personale può essere competente ed avere una motivazione adeguata, ma non avere le risorse necessarie (tempo, mezzi, strumenti, denaro). Oppure: il personale è competente ed ha risorse adeguate, ma non è sufficientemente motivato. O ancora, il personale è motivato, ha le risorse, ma non le competenze.Leggi tutto

Il Comitato Pari Opportunità come leva di cambiamento

L'esperienza e l'attiva presenza del Comitato Pari Opportunità nel Ministero di appartenenza ha costituito una grossa leva di cambiamento nella struttura organizzativa dando luogo a significative innovazioni sul piano della gestione del personale e delle politiche di valorizzazione delle competenze esistenti.Leggi tutto

Merito e responsabilità per una PA che funzioni.

Il Presidente Piccola Industria di Confindustria, Giuseppe Morandini, sottolinea come la burocrazia sia il primo costo chel'impresa, soprattutto quella di piccole dimensioni, deve sostenere. La Pubblica Amministrazione per poter finalmente cambiare si deve considerare la più grande azienda italiana, il suo primo problema è infatti quello di non avere un mercato con il quale confrontarsi. Due le cose da fare: fissare criteri oggettivi di merito e responsabilizzare i dirigenti.

Valutazione interna e valutazione civica al servizio dell’efficienza e dell’efficacia della P.A.

Pietro Ichino sottolinea come la situazione politica e l’evoluzione culturale siano giunte oggi ad un punto di svolta sulla questione della valutazione della dirigenza. Il Professore propone a questa materia un’applicazione del paradigma exit/ voice di Albert Hirschman giungendo ad affermare che la valutazione deve essere frutto di una dialettica tra valutatore interno e valutazione civica. Per aiutare questo processo Ichino propone un’Authority centrale snella e a costo zero che garantisca l’attivazione e l’indipendenza dei nuclei di valutazione.

Gli strumenti necessari per la dirigenza pubblica

Stancanelli sottolinea l’esigenza di una valutazione dei servizi pubblici secondo principi di mercato sulla qualità e sulla quantità dei prodotti. Affronta poi la necessità di una reale applicazione del principio di sussidiarietà orizzontale e delinea la delicata posizione del dirigente pubblico stretto tra la pressione del sindacato e quella del potere politico. Attraverso strumenti quali la contrattazione integrativa e la possibilità di acquisire le necessarie professionalità il dirigente deve essere messo nelle condizioni di riacquisire autonomia, autorevolezza e leadership.

Selezione e aspettative diffuse nella stabilizzazione del precariato pubblico

Silvana Riccio dirige la struttura che si è occupata di andare a vedere come le famose norme sulla stabilizzazione dei precari sono state applicate. La sua prima considerazione è che si tratta di norme contraddittorie anche nell’interpretazione e quindi passibili di “fantasiosa” applicazione. Con il suo intervento la Riccio vuole sottolineare che il centro del processo di stabilizzazione va cercato nelle procedure di selezione utilizzate e non nelle aspettative generate.

Stabilizzazione del precariato e contrattazione integrativa. La visione del contesto attuale.

Giuseppe Lucibello sostiene che la stagione dei Memorandum è stata molto insoddisfacente e che negli ultimi dieci anni concretamente sulla valutazione non si è fatto assolutamente nulla. Ora si deve operare una seria ed articolata due diligence da mettere a disposizione del nuovo Governo, si deve fare uno sforzo titanico di ricostruzione del quadro delle esigenze delle Amministrazioni per poi discutere il piano di stabilizzazione dei precari e bisogna reimpostare la contrattazione integrativa per scongiurare l’elargizione a pioggia degli incentivi.

I cardini dei processi di valutazione e l’esperienza dell’ISTAT

Dopo un’introduzione sul complesso contesto in cui si inserisce la valutazione nella Pubblica Amministrazione il Presidente Biggeri articola l’esposizione dei tre cardini intorno ai quali essa deve ruotare: la pianificazione strategica, la diversificazione degli interventi e la trasparenza seguita come corollario dalla retroazione. Prima di esporre la sua personale esperienza nell’introdurre meccanismi valutativi nell’ISTAT Biggeri sottolinea come il vero problema politico sia quello di legare ai risultati della valutazione le scelte sulla ripartizione dei fondi.

L'innovazione e una migliore organizzazione per una Pubblica Amministrazione moderna, efficace ed efficiente

Secondo Marco Bonamico i dati contenuti nella Ricerca Giannini dimostrano una Pubblica Amministrazione in forte fermento grazie anche all’intervento del Dipartimento della Funzione Pubblica come supporto alla crescita dell’attività delle amministrazioni sia locali che centrali. Il Formez ha avuto un ruolo importante soprattutto nell’attività di sostegno delle Regioni del Mezzogiorno.

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