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Il filo rosso dell'innovazione nella riforma: a che punto siamo?

Stefano Sepe prova a rispondere alle domande da cui ha preso le mosse il convegno. Prima di tutto, la riforma Brunetta è collegabile al ciclo dei precedenti tentativi di riforma? Negli intenti certamente sì. Secondo Sepe, infatti, la continuità delle proposte di riforma che si sono succedute negli anni è evidente negli intenti complessivi, altra cosa invece sono gli strumenti e le modalità. La seconda domanda è: c’è un sentire comune sulla possibilità di cambiare l’amministrazione e sul fatto che le leggi possano fare traino per questo cambiamento? Oggi non più.

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Pungoli per la PA in cammino

 

Wired Italia ha creduto fortemente nella scommessa dell’iniziativa “La PA in cammino”.

Riccardo Luna modera l’incontro di conclusione dell’iniziativa ponendo ai diversi interlocutori domande tese a sviluppare un discorso comune sull’innovazione pubblica.

Per un effettivo esercizio dei diritti di comunicazione digitale

 L’articolo n.3 del Codice dell’Amministrazione Digitale stabilisce che i cittadini hanno diritto ad utilizzare la tecnologia per tutti i rapporti con la Pubblica Amministrazione. Questo diritto non è effettivamente esercitato né garantito a livello collettivo, mentre da qui bisogna partire per costruire una PA più efficace ed efficiente. Anche da parte dei cittadini – sottolinea Gerittsen – dovrebbe esserci una spinta maggiore per far valere questo loro diritto. 

Il coraggio di andare oltre la virtualizzazione

 Per un incremento reale di produttività della PA, Iantorno indica come necessario uno switch al Cloud, che non risolve tutte le problematiche, ma offre soluzioni di risparmio e di efficienza mai avute prima a disposizione. Il Cloud permette una gestione completamente diversa dei data center, consente di fare pulizia delle interfacce applicative e di gestire senza costi esorbitanti i processi di comunicazione unificata. Il tutto si può fare segmentando i processi e operando via via sulle singole parti. 

Le priorità per uno sviluppo organico della PA digitale

 Pileri riconosce come la connettività e la banda larga – ora che in Italia si è arrivati ad una copertura del 93% - non rappresentino più i problemi principali in agenda. Esistono invece a suo avviso tre priorità infrastrutturali da affrontare, che necessitano per la loro attuazione di una profonda svolta culturale: lo sviluppo esteso della comunicazione digitale sia all’interno delle PPAA che verso i cittadini e le imprese, la condivisione dei dati e lo sviluppo dell’interoperabilità, la virtualizzazione dei server e lo sviluppo del Cloud.

Green Computing e tecnologie Cloud per migliorare l’efficienza e ridurre i costi della PA

Maggiori investimenti nella tecnologia della PPAA portano incrementi nella semplificazione dei processi e maggiore flessibilità nella gestione delle dinamiche organizzative. Investire in IC significa riduzione della burocrazia e un passo in avanti per la competitività del Sistema Paese. In Italia ci sono circa mille CED, che costano circa 450 milioni di euro; l’unico modo per migliorare – secondo Fujitsu - è procedere ad una sempre più estesa virtualizzazione sia dei sistemi centrali che dei sistemi periferici    

La necessità di fare rete nei processi amministrativi

 

Secondo Onofrio Pecorella quello che manca alla Pubblica Amministrazione italiana è la capacità di coordinamento nell’offerta di servizi al cittadino. I cittadini – continua – devono poter interagire con la PA attraverso un unico punto di accesso, possibilmente con un suo corrispettivo on line. Solo in questo modo la PA potrà coordinare i propri interventi e rispondere alle richieste in maniera efficace e veloce. 

L'esperienza di "PA in cammino": fare rete per accellerare l'innovazione

 

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"Digitalizzazione e PA. Il punto di vista dei cittadini": risultati dell'indagine nazionale condotta in esclusiva da Lorien Consulting

 

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I rapporti tra AIR nazionale e AIR comunitaria

Francesco Sarpi illustra le relazioni tra l’Analisi d’Impatto della Regolamentazione italiana e quella comunitaria per indicare procedure virtuose atte a un rafforzamento del ruolo dell’Italia attraverso l’AIR in fase ascendente. Il suo intervento approfondisce il funzionamento del sistema di AIR della Commissione Europea, evidenzia la necessità di migliorare il rapporto di questa con l’AIR italiana e individua alcune specifiche del ruolo del governo nazionale e di quelli regionali in questi processi. Il tutto confrontando i due sistemi con quello dell’UK e di altri Stati membri.