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Quando l’efficienza è un boomerang

No, non voglio dire che l’efficienza della PA si rivolti contro chi l’ha richiesta a gran voce, questo no, ma diciamo che gli torna in mano, appunto come un boomerang e lo inchioda alle sue responsabilità, guardandolo negli occhi e interrogandolo sulla serietà delle sue intenzioni. Mi spiego meglio: una certa parte della politica, degli addetti ai lavori e dell’opinione pubblica ha urlato a gran voce per chiamare l’efficienza dell’amministrazione, ma forse nella speranza che non sarebbe mai arrivata. Quando qualcosa si muove eccoli a protestare e a scuotere la testa con Talleyrand, mormorando: “Surtout pas trop de zèle”! Prendo spunto da tre storielle: la Finanza a Cortina, i processi a Milano, i certificati a Roma.

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La PA di Patroni Griffi: ecco i programmi del governo per l’amministrazione pubblica

Forse sfuggita ai più perché tenuta in periodo “natalizio”, l’audizione del Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione in Parlamento è ricca di spunti interessanti e presenta, in forma chiara e immediatamente operabile, quel che il Governo e il Ministro si apprestano a fare nel campo dell’amministrazione pubblica. Ho letto con attenzione queste dense dieci pagine e ve ne ripropongo una sintesi ragionata, partendo da una frase che ne dà in qualche modo la chiave interpretativa. Dopo aver ricordato quanto accaduto nella PA in questi ultimi anni il Ministro Patroni Griffi dice “… sono convinto che la politica pubblica nell’Amministrazione debba cogliere il senso di questo percorso e muoversi in una linea di continuità”.  Vuol dire che per fortuna ci sarà risparmiata un’ennesima riforma del secolo, ma anche che gli sforzi sino ad ora fatti non andranno al macero anche se, come vedremo, i programmi sono ambiziosi e prevedono qualche significativa discontinuità.
Vado ad illustrarvi il documento per rapidi punti:

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La semplificazione semplificata

Nel fare i nostri migliori auguri a Filippo Patroni Griffi, nuovo Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione, non possiamo che guardare con grande soddisfazione sia alla scelta di confermare un Ministro per questo importante compito e di scegliere per esso una personalità di ben nota capacità ed esperienza, sia all’unificazione delle competenze per la semplificazione amministrativa e per la semplificazione legislativa, prima in capo a due Ministri diversi (Brunetta la prima e Calderoli la seconda nel IV Governo Berlusconi).

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Dieci proposte per innovare la pubblica amministrazione (in modo rapido e fattibile)

Nell’attuale tempesta cerchiamo di non perdere né la calma né la rotta, ma anche di essere sufficientemente realisti da porci obiettivi raggiungibili in breve tempo e con le risorse che abbiamo, altrimenti non sono obiettivi, ma sogni.  Un aiuto a questo esercizio ce lo dà il contributo in dieci punti di Mauro Bonaretti che vi propongo come editoriale, a cui segue una mia breve postfazione. Questo ideale programma si pone nella linea della concretezza dell’innovazione che il contest “La tua idea per una PA migliore” ha inaugurato con le sue 185 idee, per la maggior parte concrete e “cantierabili” già pervenute.

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Trasparenza nella Pa: La sfida dell'integrità - on line gli atti

Pubblichiamo in anteprima gli atti del convegno "Trasparenza nella Pa: La sfida dell'integrità" che si è svolto oggi giovedì 12 maggio alle ore 10 a FORUM PA 2011.  

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Il filo rosso dell'innovazione nella riforma: a che punto siamo?

Stefano Sepe prova a rispondere alle domande da cui ha preso le mosse il convegno. Prima di tutto, la riforma Brunetta è collegabile al ciclo dei precedenti tentativi di riforma? Negli intenti certamente sì. Secondo Sepe, infatti, la continuità delle proposte di riforma che si sono succedute negli anni è evidente negli intenti complessivi, altra cosa invece sono gli strumenti e le modalità. La seconda domanda è: c’è un sentire comune sulla possibilità di cambiare l’amministrazione e sul fatto che le leggi possano fare traino per questo cambiamento? Oggi non più.

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Per un effettivo esercizio dei diritti di comunicazione digitale

 L’articolo n.3 del Codice dell’Amministrazione Digitale stabilisce che i cittadini hanno diritto ad utilizzare la tecnologia per tutti i rapporti con la Pubblica Amministrazione. Questo diritto non è effettivamente esercitato né garantito a livello collettivo, mentre da qui bisogna partire per costruire una PA più efficace ed efficiente. Anche da parte dei cittadini – sottolinea Gerittsen – dovrebbe esserci una spinta maggiore per far valere questo loro diritto. 

Il coraggio di andare oltre la virtualizzazione

 Per un incremento reale di produttività della PA, Iantorno indica come necessario uno switch al Cloud, che non risolve tutte le problematiche, ma offre soluzioni di risparmio e di efficienza mai avute prima a disposizione. Il Cloud permette una gestione completamente diversa dei data center, consente di fare pulizia delle interfacce applicative e di gestire senza costi esorbitanti i processi di comunicazione unificata. Il tutto si può fare segmentando i processi e operando via via sulle singole parti. 

Le priorità per uno sviluppo organico della PA digitale

 Pileri riconosce come la connettività e la banda larga – ora che in Italia si è arrivati ad una copertura del 93% - non rappresentino più i problemi principali in agenda. Esistono invece a suo avviso tre priorità infrastrutturali da affrontare, che necessitano per la loro attuazione di una profonda svolta culturale: lo sviluppo esteso della comunicazione digitale sia all’interno delle PPAA che verso i cittadini e le imprese, la condivisione dei dati e lo sviluppo dell’interoperabilità, la virtualizzazione dei server e lo sviluppo del Cloud.

Green Computing e tecnologie Cloud per migliorare l’efficienza e ridurre i costi della PA

Maggiori investimenti nella tecnologia della PPAA portano incrementi nella semplificazione dei processi e maggiore flessibilità nella gestione delle dinamiche organizzative. Investire in IC significa riduzione della burocrazia e un passo in avanti per la competitività del Sistema Paese. In Italia ci sono circa mille CED, che costano circa 450 milioni di euro; l’unico modo per migliorare – secondo Fujitsu - è procedere ad una sempre più estesa virtualizzazione sia dei sistemi centrali che dei sistemi periferici