Cerca: Riforma PA, Efficienza, valutazione della dirigenza

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Una dirigenza a rischio?

La prima impressione che ho avuto leggendo sia l’art. 9 del disegno di legge “Madia” che riforma la dirigenza, sia le reazioni dei dirigenti, è stata che è necessaria una robusta iniezione di fiducia. Il disegno di legge delega fa intravedere infatti in filigrana una scarsa fiducia della politica verso l’amministrazione, come se fosse composta tutta da conservatori, frenatori e burocrati; specularmente la reazione dei dirigenti alla riforma è improntata in generale ad una scarsissima fiducia nella politica, come se fosse fatta tutta di pirati che vogliono imporre solo yes man, veline o portaborse.  Ma la fiducia è necessaria per assumersi rischi e un dirigente che non rischia nulla non merita né di fare il dirigente né di guadagnare otto/dieci volte più di un suo dipendente. Ripartiamo quindi da qui: dal ripristinare le condizioni della fiducia, cominciando per prima cosa a guardare con onestà gli errori fatti, e non sono pochi.

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Poca meritocrazia, stipendi non adeguati ma forte senso di appartenenza: le valutazioni dei dipendenti della PA

L’ANAC – Autorità nazionale AntiCorruzione e per la valutazione e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche pubblica il rapporto sui risultati delle indagini, effettuate dagli Enti nel periodo 2013/2014, sul livello di benessere organizzativo, il grado di condivisione del sistema di valutazione e della percezione del proprio superiore da parte dei dipendenti della pubblica amministrazione. Un documento che dà conto, a sette mesi dall’avvio della procedura web di rilevazione, della situazione e rileva un diffuso interesse tra le amministrazioni per tali indagini, ma anche un disagio da parte dei dipendenti se si parla di equità della retribuzione, crescita professionale e meritocrazia.

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L’evoluzione del ruolo dirigenziale pubblico negli enti locali: modelli di sviluppo

Un mercato della dirigenza pubblica è quello che Michele Bertola individua come una delle direzioni del cambiamento della nostra PA. Nel contributo che ci perviene e che volentieri pubblichiamo,  Bertola propone ampi elenchi certificati o accreditati da cui i responsabili degli enti possano attingere sia per la scelta del nominativo da indicare, sia per confrontare il tipo di profilo da individuare. Cambia la PA e deve cambiare la figura del Dirigente: da specialista a professionista polivalente in grado di dirigere diverse strutture.

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Riforma PA. La dirigenza pubblica accetti la sfida

La Riforma della pubblica amministrazione ha trovato posto nell'agenda di ogni Governo. Purtroppo i risultati sono stati, nell’insieme, di molto inferiori alle attese e alle esigenze del paese. Questo perché ogni riforma non può prescidere dalla volontà dei funzionari di mettersi in gioco, di scommettere su un’amministrazione che guardi alla qualità dei servizi, avendo in mente le esigenze della collettività. Ne è convinto il Prof. Stefano Sepe che, nel contributo che di seguito pubblichiamo, scrive:"Non servono dirigenti e funzionari (soltanto) bravi, ma persone disposte a mettere in discussione le modalità tradizionali dell’azione pubblica".

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Incarichi fiduciari nella PA: sì o no?

Nella foga televisiva di una puntata di Ballarò, Matteo Renzi la settimana scorsa ha coraggiosamente affermato, nella forma tranchant che gli è propria, di immaginare nella Pubblica Amministrazione che tutti gli incarichi dirigenziali di vertice siano a termine e soggetti ad una valutazione di risultato. Immediata è stata la risposta delle associazioni di dirigenti che hanno ricordato al sindaco di Firenze la caratteristica costituzionale di imparzialità della PA e, rinvenendo nelle sue parole un evidente rischio di una PA ancella della politica, hanno rivendicato una volta di più la separazione della politica dall’amministrazione. È interessante che queste critiche siano arrivate più forti dalle associazioni dei dirigenti “più giovani”.

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Dirigenti preparati, ma a cosa e come?

La nostra iniziativa “La tua idea per una PA migliore”, con cui vi abbiamo chiesto un contributo per delineare l’amministrazione che vogliamo, sta andando a gonfie vele. Già sono 126 le idee originali pervenute. Se andate poi a guardare la nuvola dei tag che esplicitano gli argomenti più trattati nelle idee e nei commenti due sono le parole chiave: efficienza e formazione. Ed è un’iniziativa di formazione un po’ particolare, dedicata all’alta dirigenza della PA centrale e locale, l’argomento di questo intervento.

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Movimentitaly. Accesso, professionalità e valutazione: i tre nodi della dirigenza pubblica

L’accesso alle posizioni di vertice nella PA, lo sviluppo delle professionalità e delle competenze, la valutazione dei profili e delle performance sono i temi al centro del progetto “Movimentitaly”, sviluppato da ANDIGEL e Fondazione Alma Mater dell’Università di Bologna, di cui si parlerà il 10 maggio a FORUM PA 2011.

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Autonomia del dirigente: valutazione, misurazione, miglioramento

L'opinione Renzo Caramaschi, direttore generale del Comune di Bolzano, sul difficile mestiere di prendere le decisioni in un contesto come quello italiano in cui le norme e le direttive si sovrappongono e spesso contraddicono. L'occasione è stata l'Executive Conference sulla PA, organizzata da FORUM PA con il contributo di SAP Italia.

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Chi valuta chi

Una buona metà dei commenti (numerosi e di questo vi ringrazio) che arrivano sul nostro sito riguardano, in un modo o nell’altro, l’incapacità delle amministrazioni di valutare il merito di dipendenti e dirigenti e, conseguentemente, di premiare o sanzionare secondo una oggettiva valutazione dei risultati.

Da pochi giorni sul nostro sito SaperiPA sono disponibili tutte le relazioni del FORUM PA 2008 e, quindi, anche quelle relative al pubblico impiego e alla sua valutazione (Ichino, Brunetta, Naddeo, Valotti, Lucibello, Barrera, Vaciago, Gentile, Tarelli, ecc.) e ne siamo orgogliosi, anche perché il tema è di grande attualità e proprio ora in Senato si sta discutendo di chi e come dovrebbe valutare i lavoratori del pubblico impiego.

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La valutazione di risultato dei dirigenti nella Provincia di Parma: un modello concreto, misurabile, trasparente come leva per stimolare la progettualità e l’innovazione

L’Amministrazione Provinciale di Parma ha adottato un metodo di valutazione dei risultati volto a stimolare la capacità progettuale e di innovazione dei dirigenti. Partendo dalla programmazione strategica espressa dalla Giunta e dal Direttore Generale, vengono individuati degli obiettivi generali e, quindi, dei progetti attuativi (due per ciascuno dei 21 dirigenti), che vengono candidati dai dirigenti per la propria retribuzione di risultato. Leggi tutto