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La formazione dei dipendenti pubblici tra riforma e manovra: l'esperienza di ANCI

Annalisa D'Amato sottolinea come il taglio delle spese per la formazione dei pubblici dipendenti disposto dal decreto legge n. 78/2010 si sia inserito in un contesto in cui, al contrario, la domanda di formazione è molto forte, soprattutto da parte degli enti locali. Questi da una parte si trovano impossibilitati a un ricambio generazionale del personale, visto il blocco delle assunzioni, dall'altra devono tenersi al passo con continui cambiamenti normativi. Questo quadro richiede una reingegnerizzazione dei processi interni delle amministrazioni locali.

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Quale formazione per la PA riformata: meno risorse e innovazione dei processi e delle strutture

Come si affronta il taglio delle risorse destinate alla formazione nella pubblica amministrazione? Accettando prima di tutto il fatto che è necessario un cambiamento, anche perché i fondi non verranno ripristinati e, quindi, innovando l’organizzazione interna delle strutture che si occupano di formazione. Questa la riflessione di Giovanni Tria che sottolinea come l’innovazione del processo formativo rientri nel quadro più generale della riforma della PA.

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La formazione dei dipendenti pubblici tra riforma e manovra: l'esperienza dell'UPI

Più responsabilità, date le riforme intervenute negli ultimi anni, e meno risorse, visti i tagli che pesano sugli enti locali: questo il quadro che si presenta al sistema delle province, che ogni anno diminuisce la sua spesa di circa un miliardo di euro rispetto ai 15 miliardi del 2007. Gaetano Palombelli, nel riportare questi dati, sottolinea come i tagli non colpiscano solo gli sprechi ma anche i servizi. Per quanto riguarda la formazione, oltre al taglio delle spese disposto all’articolo 6 comma 13 del decreto legge n.

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La formazione dei dipendenti pubblici tra riforma e manovra

Leonello Tronti introduce il convegno su “La formazione dei dipendenti pubblici tra riforma e manovra” lanciando lo spunto centrale di riflessione: la necessità di contemperare due spinte, da una parte la spinta al cambiamento imposta alla riforma, che richiede formazione e sviluppo di nuove competenze, dall’altra la spinta al contenimento dei costi, che si è esercitata in modo drastico con l’articolo 6 comma 13 del d.l. 78/2010 (manovra economica) che ha disposto un taglio del 50% rispetto al 2009 delle spese per la formazione dei dipendenti pubblici.

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La formazione dei dipendenti pubblici tra riforma e manovra: gli effetti sul sistema camerale

Il taglio delle spese per la formazione dei pubblici dipendenti disposto dal decreto legge n. 78/2010 ha portato a ridimensionare le attività dell’Istituto Tagliacarne, che progetta e organizza percorsi formativi per gli enti del Sistema camerale (ma anche per Pubblica Amministrazione ed Enti Locali, imprenditori, manager e neo-laureati). Per quanto riguarda il Sistema camerale il taglio alla formazione si è innestato su una situazione “critica” in quanto caratterizzata da una concomitanza di riforme: la riforma della PA e la riforma del Sistema camerale (Legge 580/93).

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La nuova direttiva sulla formazione dei dipendenti pubblici: l'ho letta e ve la racconto

Il 30 luglio il Ministro Brunetta ha firmato una direttiva (la n. 10) che ha come oggetto la “programmazione della formazione delle amministrazioni pubbliche”. In particolare essa è cogente per le amministrazioni centrali dello Stato, gli enti pubblici non economici nazionali e le autorità indipendenti. Per tutte le altre amministrazioni le sue indicazioni costituiscono “linee guida”. Come tutte le notizie uscite in “zona ferie” anche questo provvedimento rischia di non avere avuto l’attenzione sufficiente. Quindi l’ho ripreso ed esaminato con attenzione. Prima ve lo racconto, poi vi dico la mia con l’obiettivo di alzare la palla per un dibattito su un aspetto chiave e insieme negletto della gestione delle risorse umane nella PA.

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ASFOR e l’offerta formativa presso la PA

A partire dal primo rapporto annuale sulla formazione nella PA redatto da SSPA, ASFOR si è impegnata con dedizione alla formazione presso le pubbliche amministrazioni. Luigi Pieraccioni, Presidente ASFOR, riporta l’esperienza dell’associazione, focalizzando l’attenzione sul processo di modificazione della domanda formativa, concepito non solo in termini quantitativi ma anche qualitativi, e sulla necessità di adattare l’offerta formativa alle nuove esigenze.

Formez: la formazione per una PA più moderna

La relazione inquadra il ruolo del Formez, ormai diventato strumento in house quindi braccio operativo del Dipartimento Funzione pubblica, nel contesto del piano industriale dell’attuale governo. Un ruolo – sottolinea Villani – che risponde all’esigenza di selezionare, creare, produrre, favorire una nuova classe dirigente, una nuova PA, secondo i principi ispiratori fortemente voluti dal ministro Brunetta ed espressi all’interno della legge 15 del 2009. Il Formez, quindi, vuole portare avanti una formazione non sterile, ma finalizzata alle esigenze di una PA moderna e innovativa.Leggi tutto

Ricambio generazionale e problemi di programmazione all’interno degli enti locali

Portando come esempio l’esperienza del Comune di Cagliari, la relazione si sofferma sul problema dell’innalzamento dell’età media dei dipendenti e sul tema del ricambio generazionale come strumento di innovazione all’interno della PA e analizza, in particolare, il problema della programmazione degli enti locali e degli ostacoli che questa incontra. Farris sottolinea come, a fronte di misure di contenimento e razionalizzazione della spesa pubblica sostanziate in un blocco delle assunzioni, non si sia offerto un modello organizzativo agli enti locali.Leggi tutto

Gli ostacoli al rinnovamento nella PA locale e i possibili rimedi

Come è nata l’idea di lanciare un progetto organico per il ricambio generazionale all’interno della PA locale del mezzogiorno, che possa dare il via a una stagione di riforme e innovazione? La riflessione sulla classe dirigente italiana (una delle più vecchie d’Europa, per non parlare poi del confronto con gli Stati Uniti) e sul fatto che in Italia i giovani non sono valorizzati si è accompagnata al bilancio dell’esperienza del Progetto RIPAM e alle istanze di chi ha partecipato a quel percorso formativo.Leggi tutto