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I rapporti tra AIR nazionale e AIR comunitaria

Francesco Sarpi illustra le relazioni tra l’Analisi d’Impatto della Regolamentazione italiana e quella comunitaria per indicare procedure virtuose atte a un rafforzamento del ruolo dell’Italia attraverso l’AIR in fase ascendente. Il suo intervento approfondisce il funzionamento del sistema di AIR della Commissione Europea, evidenzia la necessità di migliorare il rapporto di questa con l’AIR italiana e individua alcune specifiche del ruolo del governo nazionale e di quelli regionali in questi processi. Il tutto confrontando i due sistemi con quello dell’UK e di altri Stati membri. 

Interazione professionale e competenze multidisciplinari per una better regulation

 L’intervento della Prof.ssa Calvosa si concentra sulle nuove competenze necessarie all’interno della Pubblica Amministrazione per passare da una cultura del controllo a una cultura dei risultati, solo all’interno di quest’ultima si può infatti sviluppare un’azione di migliorazione della regolamentazione.

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Il Primo Rapporto di benchmark sulla better regulation

 Il Prof. Zuliani presenta a nome del Prof. Cenderello – impossibilitato ad essere in sala per motivi di salute – il Rapporto sulla better regulation che analizza l’utilizzo dello strumento dell’AIR nei diversi contesti internazionali e lo raffronta all’uso che ne viene fatto in Italia.

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La better regulation in Italia

 Il Prof. Natalini parte da un’analisi dello stato dell’arte dell’AIR in Italia per arrivare alla conclusione che una migliore regolamentazione innanzitutto provoca un risparmio per le imprese, un maggiore livello di democrazia per i cittadini e un aumento in termini di PIL. L’analisi costi/benefici delle norme dal livello statale si deve estendere alla dimensione europea, regionale, locale e alle Agenzie Indipendenti, processo iniziato già dai primi anni 2000.

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AIR: un tassello del processo di normazione orientato alla qualità

 Il Prof. Zuliani approfondisce il ruolo dell’AIR all’interno del ciclo di vita della regolazione. L’AIR, nelle parole di Zuliani, si profila come uno strumento maggiormente evocativo ed efficace rispetto ad altri lungo l’intero processo: dall’agenda normativa alla progettazione, dalla consultazione all’individuazione delle opzioni, dalla scelta dell’opzione preferita alle fasi di attuazione, monitoraggio e valutazione.

Alla base dell’Analisi d’Impatto della Regolamentazione

 Il Capo Dipartimento Zucchelli presenta i dati relativi all’utilizzo dell’AIR nel biennio 2010-2011 introducendo i principi formali e le caratteristiche tecniche che la conformano. La politica della DAGL è quella di limitare i casi di esenzione e affrontare attraverso proposte di organizzazione interna alle amministrazioni le due maggiori criticità che emergono, ovvero il rapporto di dipendenza della legislazione nazionale rispetto alle direttive europee e l’incombere sulla legislazione di problemi di politica economica esogeni.

Una direttiva per la PA con obiettivi da proiettare nel mondo del privato

Paola Mascaro presenta il punto di vista del mondo privato. Secondo il suo parere il ruolo della Pubblica Amministrazione deve essere più ampio e dovrebbe tendere uno sguardo anche al settore privato. In realtà esistono molte analogie tra pubblico e privato e alcuni punti affrontati dalla Senatrice Magnolfi nel suo intervento trovano largo consenso anche nel settore privato tenendo tuttavia in considerazione gli aspetti specifici dei due settori: valorizzazione delle differenze e innovazione.

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Una migliore organizzazione sociale per garantire i diritti alle donne

Cecilia D’Elia sottolinea che la direttiva per le carriere femminili nella PA può apportare notevoli benefici a tutte le donne e non solo a quelle che lavorano nella Pubblica Amministrazione. Il problema fondamentalmente risiede non tanto nelle leggi, già presenti, quanto piuttosto nell’organizzazione sociale. Il Comune di Roma registra un’alta presenza di donne (62%), soprattutto in alcuni settori, in particolar modo a livelli intermedi ma il numero di presenze femminile scende per le posizioni apicali.

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L'alto valore della direttiva per le donne

Caterina Cittadino sottolinea l’importanza e l’alto valore della direttiva per le carriere femminili nella PA che, non aggiungendo altre norme a quelle già presenti, non fa altro che mettere in evidenza le leggi già vigenti. Ciò che la direttiva tende a fare è educare gli amministratori a rispettare e mettere in pratica le norme. Alcune riflessioni vengono fatte sul tema delle donne, il lavoro pubblico e le riforme dell’impiego con un occhio attento al precariato e al rapporto delle donne con la scienza e le tecnologie.

La presenza femminile nelle amministrazioni pubbliche

Beatrice Magnolfi presenta la Direttiva per le carriere femminili nella PA soffermandosi su alcuni dati che confermano un’alta percentuale (54%) di donne presenti nella Pubblica Amministrazione; tuttavia per ruoli dirigenziali e apicali i numeri sono ancora bassi. Nonostante le donne che lavorano nella PA siano tutelate dal punto di vista normativo, questo non giustifica il basso numero di presenze; purtroppo in molti casi le leggi non vengono rispettate.

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