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Parole sue. La fase due illustrata dal Ministro Brunetta in conferenza stampa

Il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, Renato Brunetta, presenta alla stampa il progetto "Non solo fannulloni" che apre la cosiddetta fase due della sua riforma della pubblica amministrazione. 100 progetti di eccellenza portati avanti da uffici e da dipendenti, funzionari e dirigenti pubblici, tutt'altro che fannulloni, pubblicati sul sito del Ministero per innescare un meccanismo al "rialzo" che spinga le eccellenze ad emergere e a farsi conoscere.

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Merito e responsabilità per una PA che funzioni.

Il Presidente Piccola Industria di Confindustria, Giuseppe Morandini, sottolinea come la burocrazia sia il primo costo chel'impresa, soprattutto quella di piccole dimensioni, deve sostenere. La Pubblica Amministrazione per poter finalmente cambiare si deve considerare la più grande azienda italiana, il suo primo problema è infatti quello di non avere un mercato con il quale confrontarsi. Due le cose da fare: fissare criteri oggettivi di merito e responsabilizzare i dirigenti.

Valutazione interna e valutazione civica al servizio dell’efficienza e dell’efficacia della P.A.

Pietro Ichino sottolinea come la situazione politica e l’evoluzione culturale siano giunte oggi ad un punto di svolta sulla questione della valutazione della dirigenza. Il Professore propone a questa materia un’applicazione del paradigma exit/ voice di Albert Hirschman giungendo ad affermare che la valutazione deve essere frutto di una dialettica tra valutatore interno e valutazione civica. Per aiutare questo processo Ichino propone un’Authority centrale snella e a costo zero che garantisca l’attivazione e l’indipendenza dei nuclei di valutazione.

Gli strumenti necessari per la dirigenza pubblica

Stancanelli sottolinea l’esigenza di una valutazione dei servizi pubblici secondo principi di mercato sulla qualità e sulla quantità dei prodotti. Affronta poi la necessità di una reale applicazione del principio di sussidiarietà orizzontale e delinea la delicata posizione del dirigente pubblico stretto tra la pressione del sindacato e quella del potere politico. Attraverso strumenti quali la contrattazione integrativa e la possibilità di acquisire le necessarie professionalità il dirigente deve essere messo nelle condizioni di riacquisire autonomia, autorevolezza e leadership.

Selezione e aspettative diffuse nella stabilizzazione del precariato pubblico

Silvana Riccio dirige la struttura che si è occupata di andare a vedere come le famose norme sulla stabilizzazione dei precari sono state applicate. La sua prima considerazione è che si tratta di norme contraddittorie anche nell’interpretazione e quindi passibili di “fantasiosa” applicazione. Con il suo intervento la Riccio vuole sottolineare che il centro del processo di stabilizzazione va cercato nelle procedure di selezione utilizzate e non nelle aspettative generate.

Stabilizzazione del precariato e contrattazione integrativa. La visione del contesto attuale.

Giuseppe Lucibello sostiene che la stagione dei Memorandum è stata molto insoddisfacente e che negli ultimi dieci anni concretamente sulla valutazione non si è fatto assolutamente nulla. Ora si deve operare una seria ed articolata due diligence da mettere a disposizione del nuovo Governo, si deve fare uno sforzo titanico di ricostruzione del quadro delle esigenze delle Amministrazioni per poi discutere il piano di stabilizzazione dei precari e bisogna reimpostare la contrattazione integrativa per scongiurare l’elargizione a pioggia degli incentivi.

Le prospettive del pubblico impiego

Michele Gentile propone, per i contratti del pubblico impiego, di ripartire dal Memorandum del 2007 perché ancora nulla è stato fatto per attuare quello che lì c’era scritto. Egli ritiene che in tema di precariato nell’Amministrazione Pubblica si siano fatti degli abusi e che la Finanziaria del 2008 a proposito abbia contenuto dei disegni tra di loro contraddittori.Leggi tutto

La valutazione nel settore pubblico nell'ultima tornata contrattuale 2006-2009

Per affrontare l'importante tema di questo Convegno dobbiamo partire da un dato, la firma nel gennaio dello scorso anno di un importantissimo accordo di concertazione, il famoso Memorandum d'intesa su lavoro pubblico e riorganizzazione della Pubblica Amministrazione. Sono passati molti mesi ma le esigenze espresse in quel documento rimangono sempre attuali ed anzi rivendicano una loro urgente e improcrastinabile attuazione.Leggi tutto

Il Memorandum e la necessità di una politica organica per la PA

Per Paolo Pirani il Memorandum va utilizzato in concomitanza di una politica organica per la Pubblica Amministrazione altrimenti rischia di essere un feticcio che ha la scarsa probabilità di essere tradotto in risultati concreti. Il Relatore critica l’idea che di una nuova “co-gestione” con il Sindacato e l’opinione che esista il vincolo del parere delle organizzazioni sindacali nelle nomine dei dirigenti.Leggi tutto

Costo del lavoro pubblico e ruolo dei Sindacati

Gianfranco D’Alessio inizia il suo intervento affrontando le critiche che alcuni commentatori hanno mosso al Memorandum, in relazione a quella che, in alcuni punti, sembra configurarsi come una vera e propria “cogestione” del Sindacato nelle attività di riorganizzazione. Un secondo elemento di riflessione riguarda il costo del lavoro pubblico in Italia che, anche alla luce della Relazione della Corte dei Conti, sembra essere più un problema di qualità che di quantità.Leggi tutto