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Mobilità e telelavoro: due strumenti chiave per la gestione del personale dell’Agenzia del Territorio

Giovanni Imbucci sottolinea come la mobilità nella pubblica amministrazione segua le leggi di gravità e cioè si realizza in flussi di risorse umane che si spostano da nord a sud. L’Agenzia del Territorio ha messo in campo strategie di telelavoro per evitare la mobilità fisica di 1.300 unità di personale. Sono stati dati incentivi economici per favorire la mobilità verso due nuove sedi ma le tassazioni applicate hanno ridotto sensibilmente il margine di guadagno atteso.Leggi tutto

Il sindacato è favorevole al telelavoro e alla mobilità a patto che questa sia necessaria e ben gestita

Giorgio Grasso sostiene che il telelavoro è da favorire laddove non compromette la qualità del servizio erogato. Inoltre servono pubbliche amministrazioni che siano attente ai bisogni del territorio e dei cittadini. Bisogna operare una differenza tra costo e investimento. Il primo è una mera spesa, il secondo è un impiego di denaro per raggiungere dei risultati che devono essere fissati e misurabili. Grasso sostiene che bisogna capire in quali termini si parla di mobilità. Il sindacato non è contrario alla mobilità a patto che sia necessaria e gestita.Leggi tutto

Il telelavoro e la mobilità: due strumenti per rilanciare l’efficienza e l’efficacia della pubblica amministrazione

Eugenio Gallozzi sostiene che la pubblica amministrazione non è un’azienda per cui tutte le logiche valide nell’amministrazione di un’azienda privata non sono le stesse per il pubblico settore. Uno dei problemi maggiori in tema di mobilità è la transizione tra comparti, la mobilità tra livelli simili non è di semplice attuazione. Non bisogna confondere il telelavoro, che è un’organizzazione delle attività, con la mobilità che comporta uno spostamento fisico del personale.Leggi tutto