Cerca: Riforma PA, Governance, Atti FORUM PA 2009, valutazione e misurazione

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Il federalismo fiscale per il rafforzamento del legame tra potere, consenso e responsabilità

Carlo Vizzini sottolinea come l’approvazione della legge sul federalismo fiscale rappresenti una svolta per l’organizzazione della Repubblica. I passi successivi per il raggiungimento di un nuovo e solido assetto istituzionale devono essere - a suo avviso - l’attuazione della riforma Brunetta sulla Pubblica Amministrazione, il varo della Carta delle Autonomie, la trasformazione del Senato in una Camera delle Regioni, la revisione dei regolamenti parlamentari e una nuova riforma tributaria che superi il ruolo della compartecipazione come strumento principale dell’autonomia finanziaria.

La crisi del governo della formazione pubblica: alcune tappe legislative

Anna Armone – UFPPA - indaga l’aspetto prettamente giuridico del “Progetto Competenze”, percorrendo le tappe legislative salienti (dalla direttiva Frattini, al titolo v° della Costituzione; dall’articolo accessorio 165-7bis al decreto legislativo 300) lungo le quali si assiste alla graduale scomparsa della consegna, dagli Enti Locali e dalle Amministrazioni Centrali, dei piani formativi e i relativi piani di investimento.Leggi tutto

La valutazione e il merito nella PA

I sistemi di valutazione nella PA sono ben differenti da quelli adottati nel mondo privato. Purtroppo in Italia non esiste una vera e propria cultura della valutazione ma si avverte la necessità di creare un sistema di misurazione adeguato perché senza valutazione non esiste margine di miglioramento, in particolar modo nella PA, e conseguentemente non vi è qualità.

La discrezionalità nella Riforma della Dirigenza nella legge delega e decreti delegati: uno spazio per una possibile ingerenza politica sull’attività dirigenziale della PA

Alberto Stancanelli, Direttore dell’Ufficio del Capo Dipartimento della Protezione Civile, con un’analisi della legge 15/2009 e in riferimento al successivo decreto delegato approvato in fase preliminare dal Consiglio dei Ministri, individua gli aspetti virtuosi della Riforma ma anche l'incapacità del decreto delegato di fugare l’ingerenza della politica sull’attività dirigenziale della PA, minando così le stesse potenzialità della legge 15/2009 pensato per una PA efficiente ed efficace.