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Una dirigenza competente per una PA più moderna

Il capitale umano e l’innovazione possono costituire la chiave di volta dell’amministrazione locale, sono i due aspetti che potenzialmente fanno crescere la performance di un Comune. Lo sottolinea Marcello Moro evidenziando come, in questo, un ruolo fondamentale venga svolto dal direttore generale, una figura che invece troppo spesso è stata usata solo per assegnare cariche “di favore”.

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L’importanza della formazione per la dirigenza pubblica

Marco Depolo sottolinea il peso che il capitale umano può avere sulla performance organizzativa e, di conseguenza, l’importanza della formazione anche per quanto riguarda i dirigenti, in particolare l’effetto combinato di buona formazione e buon assessment (per cui il percorso non finisce con un voto, ma con indicazioni di punti di forza e debolezza e con una discussione su quali potrebbero essere i percorsi di miglioramento) per superare qualunque difficoltà.

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Valori, comportamenti, parallelo decreto 150 - 150esimo nazione

De Maria introduce la parte conclusiva del convegno “Movimentitaly: come aprire responsabilmente l'accesso ai vertici della PA” lanciando un tema particolare: un parallelo tra il decreto 150 e il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia. Come si collega questo argomento al progetto Movimentitaly, che si pone l’obiettivo di verificare le professionalità richieste ai dirigenti della PA e quindi contribuire alla scelta di figure davvero adatte a questo ruolo?

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Dirigenza pubblica: come coniugare incarichi fiduciari e garanzia di professionalità

Carlo Mochi Sismondi introduce il convegno presentando premesse e obiettivi del progetto Movimentitaly, promosso da FORUM PA insieme ad Andigel e alla Fondazione Alma Mater dell'Università di Bologna, per trovare una metodologia in grado di risolvere il problema della modalità di accesso alla dirigenza pubblica. La premessa è che, a partire dagli anni Novanta, sostanzialmente con la riforma Bassanini, è stata riconosciuta al vertice politico di una organizzazione la potestà di scegliere con incarico fiduciario la dirigenza.

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Il ruolo della dirigenza pubblica tra nuove esigenze e limiti normativi

Accreditare e sviluppare le professionalità per avere una dirigenza pubblica all’altezza del compito richiesto è un’impostazione corretta, ma per rendere davvero più efficace il rapporto tra cittadini e PA bisogna tenere conto di alcuni aspetti centrali: lo sviluppo della flessibilità tra comparti e della mobilità tra enti e la necessità di investire in tecnologie in grado di aumentare l’efficienza della PA. Questa la posizione di Graziano Delrio, il quale sottolinea come la discussione sulla PA debba rientrare sempre all’interno di una discussione più ampia sullo sviluppo del Paese.

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Valutare e monitorare la professionalità della dirigenza pubblica

Michele Bertola introduce alcuni elementi di riflessione sulla figura del Direttore Generale: la provenienza diversificata (da enti, aziende private, aziende municipalizzate, PA centrale); il fatto che l’esperienza come DG sia spesso solo una tappa di una carriera che contempla varie esperienze; il fatto che vengano richieste competenze molto varie, funzionali alle specifiche esigenze del singolo ente; il fatto che queste competenze non siano definite una volta per tutte, ma mutino nel tempo in relazione ai nuovi bisogni dell’ente.

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The Development and People Management in EU Public Sector (case Portugal) : Education and Training Solutions and Trends

La relazione (in lingua inglese) di Etelberto Costa, dell’Associazione Portoghese dei Gestori e Tecnici delle Risorse Umane, traccia lo scenario e i processi di cambiamento in cui si inserisce l’attività della pubblica amministrazione nei Paesi dell’Unione Europea. In particolare, si fa riferimento ai mutamenti introdotti dalle nuove tecnologie e alle esigenze di formazione e di sviluppo di nuove competenze per i dirigenti pubblici, portando ad esempio l’esperienza del Portogallo.

Formazione, giovani e donne per rinnovare la PA

La relazione si sofferma su alcune proposte del documento AGDP che potrebbero dare il via a un reale processo di cambiamento all’interno della PA, mentre troppo spesso, sottolinea Carlo Poledrini, sono stati fatti più annunci che effettive riforme. I punti in evidenza sono: la promozione della formazione di eccellenza e il “rinnovamento” del personale della PA, favorendo l’accesso alla dirigenza di giovani e donne dotati di preparazione ed elevate capacità, ma troppo spesso non in condizione di dare pienamente il proprio apporto.

Accesso ai vertici della PA: mettersi in gioco, da “Playmakers” a “Movimentitaly”

Sangiorgi presenta i risultati del progetto “Playmakers”, promosso da Andigel e Fondazione Alma Mater  con l’obiettivo di individuare un modello che sia di supporto per la scelta delle figure di vertice negli enti locali, attraverso la definizione delle competenze necessarie e la valutazione dei profili professionali.

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Il progetto “Playmakers”: bilanci e prospettive

Andigel e Fondazione Alma Mater  promuovono da oltre due anni il progetto “Playmakers” con l’obiettivo di elaborare un modello per definire il profilo dei Direttori Generali degli Enti locali e individuare così le caratteristiche che deve avere chi vuole ricoprire questo ruolo. Nel progetto rientrano, quindi, la valutazione dei profili e delle competenze, lo sviluppo delle professionalità e la definizione di interventi formativi.

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