Cerca: Riforma PA, pubblico impiego

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Risultati

  • Cod. B.4
  • 13/05/2009
  • 10:00 - 13:00

Una nuova politica per le Pari opportunità e la garanzia dei diritti nel pubblico impiego

(in collaborazione con futuro@lfemminile)
  • Cod. B.10
  • 13/05/2009
  • 15:00 - 18:00

L'etica del lavoro pubblico e il riconoscimento del merito

(in collaborazione con Italiaetica)
  • Cod. B.12
  • 13/05/2009
  • 15:00 - 18:00

La riforma della dirigenza nella legge delega e nei decreti delegati: un momento di confronto aperto

  • Cod. B.14
  • 14/05/2009
  • 10:00 - 13:00

Il nuovo modello contrattuale del pubblico impiego

(in memoria di Ubaldo Poti)

Lessico civile per le amministrazioni pubbliche. Per un patto di dignità tra istituzioni e cittadini.

L’editoriale di oggi riporta anche nel titolo e senza interventi miei, una “nota formale”[1] che il Comune di Reggio Emilia, nella persona del suo Sindaco Graziano Delrio, ha diretto al Presidente dell’Associazione dei Comuni italiani e che mi sembra prezioso per il suo contributo al dibattito su innovazione nella PA, lavoro pubblico, rapporto con i cittadini, lotta ai fannulloni ecc. Insomma su tutti i temi che saranno oggetto dei prossimi decreti delegati che la legge delega di Brunetta (L.15/09) partorirà.

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“web@lfemminile: 24 hours made in women”

Running ahead of oneself

Foto di Dan Foy

Martedì, 31 marzo 2009 seconda edizione – dopo il successo della prima nel 2008 con oltre 20.000 utenti unici collegati nella sola giornata di on air, 105.000 video visti e circa 5000 corsi online - per web@lfemminile, la maratona live di futuro@lfemminile - il progetto di responsabilità sociale di Microsoft Italia realizzato in collaborazione con ACER - per parlare di Pari opportunità attraverso la lente della tecnologia.

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La sfida del merito unisce l’Italia… a parole!

Il vecchio detto che meno una cosa si fa più se ne parla è sempre una chiave interpretativa cinica, ma attuale. E’ quindi con il forte rischio di iscrivermi tra i parolai che torno a parlare di un tema che mi è caro: il riconoscimento del merito nella PA[1]. Lo faccio partendo da tre fatti che sembrano andare tutti nella stessa, giusta, direzione.

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Il “Teorema della parità”: le pari opportunità nella Provincia di Taranto

under waterline

Foto di Marcus Vegas

La discriminazione più diffusa a cui le donne sono sensibili è rappresentata dalla negazione delle pari opportunità di partenza, la mancata occasione di dimostrare il proprio valore, generata in ragione di un pregiudizio. I dati di sintesi affidabili sul “divario di genere” sono pochi e poco aggiornati: per capire dimensione e qualità del fenomeno probabilmente è utile procedere un po' per similitudini e un po' per induzione, a partire dai casi particolari. Perla Suma è Consigliera di Parità della Provincia di Taranto dal 2001 con un passato da sociologa, ispettrice del lavoro e giornalista che le ha consentito di maturare una speciale sensibilità verso i problemi della discriminazione, di ogni tipo, in generale, e di quella di genere in particolare.

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Pari opportunità: posticipare l’età pensionabile aiuta? I risultati del nostro questionario.

Hairy furry windy

Foto di Amelie

Il 13 novembre scorso, la Corte di giustizia europea ha dichiarato, con sentenza, l’inadempienza dello Stato italiano per: “mantenere in vigore una normativa in forza della quale i dipendenti pubblici hanno diritto a percepire la pensione di vecchiaia a età diverse a seconda che siano uomini o donne, venendo meno agli obblighi di cui all’art. 141 CE”. Insomma, siamo stati condannati perché l’anticipazione dell’età pensionabile delle donne determina una discriminazione. 

Sulla scia del dibattito seguito, avevamo proposto ai nostri lettori un questionario: la parità di trattamento economico sancita dalla Corte di Giustizia Europea aiuta davvero la donna a vivere la propria vita lavorativa su un piano di parità rispetto all'uomo? 

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Orgoglio e pregiudizio, in tempo di crisi

Orgoglio è parola grossa e un po’ desueta, applicata alla PA sembra, poi, quasi fuori contesto, figuriamoci in un momento, come quello in cui viviamo, che ci porta allarmi continui e incalzanti di una crisi esogena che meno capiamo, più temiamo.
Brunetta, con un intervento come sempre molto diretto, ha alzato la palla parlando di una certa vergogna dell’impiegato pubblico a confessare il proprio lavoro ai figli, contrapposto all’orgoglio sorridente di un mitico “tornitore della Ferrari”. La metafora era chiara e le polemiche, seppure attese, mi sono sembrate in vero un po’ sforzate. Chiarissimo infatti mi è parso nel suo discorso l’incitamento al necessario “scatto d’orgoglio” che recuperi per il pubblico impiego, in questi momenti bui, il ruolo di fattore critico per uscire dalla crisi. Ma c’è un ma….

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