Cerca: Riforma PA, autonomia

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E se per caso il Governo durasse?

Se per caso le agitate acque della nostra politica di bottega concedessero comunque a questo Governo un tempo ancora sufficientemente lungo per portare a casa qualche risultato, cosa vorrei che mettesse in cima alle sue priorità per quanto riguarda il government? Difficile gioco della torre perché le cose da fare subito sarebbero tantissime, ma ci provo indicando cinque sfide che hanno anche la pretesa di suggerire al Governo di essere coraggioso e di uscire dalla vaghezza, perché è tempo per una agenda concreta e realistica, che cambi radicalmente le aspettative e dia fiato alla parte migliore della PA. Cinque sfide quindi, che si possono mettere sul tavolo e vincere nel giro dei diciotto mesi che i più ottimisti indicano come tempo massimo di scadenza dell’attuale esecutivo. Eccole...

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Quale dirigenza pubblica locale per accrescere la produttività del sistema paese

Continua la discussione attorno al tema del rapporto tra politica e dirigenza. Dopo l'editoriale di Carlo Mochi Sismondi, e la risposta della settimana scorsa da parte di Mauro Bonaretti, ecco un bell'intervento di Maria Angela Danzì, Segretario Generale del Comune di Novara che si sofferma sul rapporto tra funzioni di controllo del Governo centrale gestione dell'ente locale.

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Politica e dirigenza, lo spoil system selvaggio non è la soluzione

Continua la discussione attorno al tema del rapporto tra politica e dirigenza. Dopo l'editoriale di Carlo Mochi Sismondi, e la risposta della settimana scorsa da parte di Mauro Bonaretti, ecco questa settimana due altri interessanti interventi. Il primo - che leggete in questa pagina per gentile concessione dell'autore - è un editoriale pubblicato da Alberto Stancanelli su Italia Futura. L'altro, di Maria Angela Danzì, lo potete leggere a questo indirizzo. Buona lettura.

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Sulla dirigenza locale: anziché guardare indietro, il coraggio di alzare l’asticella

Il dibattito proposto da Carlo Mochi Sismondi, sulla necessità di superare le attuali modalità di accesso alla dirigenza, ha acceso una discussione vivace alla quale vorrei contribuire, piantando alcuni paletti e punti fermi e lanciando una proposta operativa, che, senza grandi stravolgimenti degli ordinamenti istituzionali, potrebbe contribuire a produrre immediatamente potenti dinamiche di innovazione all’interno delle amministrazioni pubbliche locali.

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Etica (pubblica) per un figlio*

Se il mio figlio piccolo (sedici anni tra pochi giorni) mi desse retta, questa sera, spinto dalle notizie di stampa e dalla visita al sito dei Comuni italiani, gli parlerei di etica pubblica. Comincerei a parlargli delle tasse e gli direi quanto è strano sentire dire oggi, come cosa nuovissima, verità ovvie: ad esempio che chi non paga le tasse deruba il contribuente onesto.  Gli direi anche che se in queste settimane è bastato fare qualche controllo “bandiera”, magari un po’ in forma di spettacolo, nei luoghi dei ricchi per dare a tutto il Paese l’impressione che l’aria che tira è cambiata e non c’è più trippa per i gatti furbi, allora probabilmente abbiamo sprecato tanto tempo e forse potevamo evitare di avere un debito pubblico al 120% del PIL che fa di lui, senza che lo sappia e senza il suo permesso, uno dei cittadini europei più appesantito. Poi commenterei con lui la notizia di oggi: che i sindaci hanno deciso che l’evasione fiscale è una cosa che tocca per prima cosa le autonomie locali e che se la lotta non parte da loro allora è destinata all’insuccesso.

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Le riforme necessarie - Luciano Vandelli

Il nostro paese è "affetto" da un federalismo incompiuto che rallenta l'azione amministrativa e complica ulteriormente il quadro regolamentare. Quali sono le possibili soluzioni e quali le riforme davvero necessarie? Ne parliamo con Luciano Vandelli, professore di diritto amministrativo all'Università di Bologna.

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Carlo Mochi Sismondi - La Pa tradita e abbandonata e l'orgoglio del civil servant

I sistemi di programmazione e controllo nell'ambito della Ricerca Giannini

Fabrizio Pezzani si è occupato dei temi di programmazione e controllo nell’ambito della Ricerca Giannini. In Italia si avverte una inadeguatezza dei sistemi di controllo che dipendono da molteplici fattori, fra i quali il contesto nel quale si sviluppano, il livello di autonomia, le norme o i gradi di articolazione di un sistema. Secondo Pezzani è necessario evidenziare le aree di responsabilità e definire lo scenario nel quale operare.

Classe dirigente vs categorie di dirigenti

Secondo Vincenzo Schioppa l’Italia, dal secondo dopo guerra, non ha voluto creare una vera e propria classe dirigente adeguata capace di incarnare i valori di un Paese. In realtà si è dato vita a delle semplici categorie di dirigenti. È necessario creare un’osmosi tra pubblico e privato affinché ci sia uno scambio maggiore di conoscenze ed esperienze. Una classe dirigente si crea attraverso un percorso condiviso, una scuola dell’alta dirigenza che sia voluta dallo Stato e dal mondo imprenditoriale e che insegni realmente il lavoro.

Il punto di vista della magistratura amministrativa su dirigenza pubblica e privata

Manfredo Atzeni presenta il punto di vista della magistratura amministrativa sulla dirigenza pubblica e privata e sulle loro differenze. Esprime inoltre forti dubbi dello stesso Consiglio di Stato sul processo di riforma del pubblico impiego già dal momento di approvazione del DL n. 29 del 1993. Atzeni pone l’attenzione sull’importanza delle relazioni sindacali, sul Rapporto Giannini, secondo cui ciò che avviene nel settore pubblico è facilmente riproducibile in quello privato, e sulla dirigenza nell’ambito della riforma della Pubblica Amministrazione.