Cerca: Riforma PA, progettazione partecipata

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Tolomeo, Copernico e la PA "passo dopo passo"

Nei primi giorni di agosto, all’inizio delle ferie estive e quasi in contemporanea, è avvenuta la conversione definitiva in legge (con alcune modifiche non banali) del “decreto Madia”, il 90/2014 dal titolo “Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari”, ed è stato incardinato al Senato il Disegno di Legge delega “Riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche” indicato come A.S. (vuol dire Atto Senato) n.1577. Di entrambi i provvedimenti ci siamo già occupati, ma ora è forse il momento di guardarli nel loro insieme, anche alla luce dell’importanza che il Presidente Renzi ha attribuito a questa riforma nell’ambito del recentissimo programma “passo dopo passo: mille giorni per cambiare l’Italia”.

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Rigenerazione urbana - un percorso partecipato

Cluadio Gnessi presenta CantiereImpero, un progetto del Comitato di Quartiere Tor Pignattara di Roma. Il Comitato di ha elaborato un modello di percorso partecipato per la rigenerazione urbana indipendentemente dalla proprietà del bene oggetto di progettazione. La proposta prevede un approccio che fonde la progettazione partecipata classica con le pratiche di democrazia diretta e approda alla creazione di un contratto di rete fra i protagonisti dell’azione.

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Disegnare le politiche pubbliche con la città come bene comune

Cio che appare stridente è la distanza tra ciò che è guidato dall'amministrazione e ciò che è guidato dalle comunità: i cittadini prendono parte alla governance, ma non hanno fiducia nel governo.Anche grazie alla rivoluzione ITC, i movimenti cooperativi hanno nuove forme: dal campo sanitario alla gestione dei disastri naturali, molti servizi sono garantiti grazie soprattutto all'attivismo di migliaia di cittadini con progetti collaborativi dalle forme inaspettate. 

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A che serve la PA? La Riforma non basta, vogliamo la vera rivoluzione*

Dalla rilettura dei 44 punti della riforma Renzi/Madia cresce la sensazione che manchi qualcosa e che le azioni proposte potrebbero non essere sufficienti. La PA che ne uscirebbe, infatti, è una PA rinnovata ma anche incredibilmente uguale a se stessa, soggetto diverso e lontano dalle dinamiche sociali e culturali in atto in questo paese. La riforma elude una domanda: la PA che abbiamo è quella che ci serve?

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Verranno presentate a Bologna le nuove regole per un'amministrazione condivisa

Sarà presentato il 22 febbraio nel corso dell’incontro “Regole nuove in comune, per un’amministrazione condivisa”, che si tiene a Bologna presso l’Auditorium Enzo Biagi, il regolamento nato dal progetto Le città come beni comuni, che ha inteso fare dell'amministrazione condivisa il tratto distintivo del Comune di Bologna, mostrando con i fatti che l'alleanza tra cittadini e istituzioni è non solo auspicabile, ma anche possibile.

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Regione Toscana: il Dibattito Pubblico è d'obbligo

La Toscana dà l’esempio e rinnova la sua (già attenta) legislazione in materia di partecipazione pubblica alle politiche locali. Con una nuova legge introduce delle importanti novità, a cominciare dal titolo “Dibattito Pubblico regionale e promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche locali e regionali”, fino a quella che si spera possa dare il buon esempio: l’obbligatorietà. Da oggi infatti gli Enti locali sono tenuti ad attivare il confronto con i cittadini.

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Verso Jesolo 2020. Dall’ascolto alla responsabilità condivisa

Da poco più di un anno la città veneta, con i suoi circa 25.000 abitanti, è impegnata in un esercizio strategico di immaginazione. Jesolo 2020 infatti è il progetto che intende arrivare alla definizione di un Piano di Assetto del Territorio (PAT) partecipato, cioè disegnato a partire dalle visioni, dalle esigenze e dalle priorità dei suoi cittadini, singoli e associati. A guidare il processo l’Ufficio Pianificazione del Comune in tandem con l’Ufficio Comunicazione. Concentrandoci sulla fase dell’ascolto, abbiamo chiesto a Barbara Tonetto, responsabile dell’Ufficio Comunicazione di ragionare con noi su cosa significhi “ascoltare” per una pubblica amministrazione. “Io credo – sostiene - che l’evoluzione naturale dell’ascolto sia la partecipazione e che questa evoluzione porti ad una nuova definizione dei ruoli". Al centro c’è il concetto di responsabilità.

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