Cerca: Riforma PA, beni comuni

6 risultati

Risultati

Verranno presentate a Bologna le nuove regole per un'amministrazione condivisa

Sarà presentato il 22 febbraio nel corso dell’incontro “Regole nuove in comune, per un’amministrazione condivisa”, che si tiene a Bologna presso l’Auditorium Enzo Biagi, il regolamento nato dal progetto Le città come beni comuni, che ha inteso fare dell'amministrazione condivisa il tratto distintivo del Comune di Bologna, mostrando con i fatti che l'alleanza tra cittadini e istituzioni è non solo auspicabile, ma anche possibile.

Leggi tutto

Innovazione Sociale made in Italy. Un laboratorio per nuove forme di governo

innovazione sociale made in italyCome l’innovazione sociale che emerge nell’Italia dei territori e delle città può collaborare alla trasformazione dei modelli di amministrazione? E ancora: quali sono gli elementi necessari all’innovazione sociale, ovvero cosa crea un humus favorevole all’innovazione sociale italiana? Se lo sono chiesto oltre 60 innovatori sociali italiani a FORUM PA 2012, nella sessione “Innovazione Sociale made in Italy. Lavori in corso”, organizzata in collaborazione con Artea Studio, Aequinet Hub, Fondazione Mondo Digitale, I- SIN - Rete Innovatori Sociali Italiani, Parco Scientifico Università di Roma – Tor Vergata. Qui sono sintetizzate le indicazioni emerse in sette ambiti tematici - Education, Finanza, Governance dei Beni Comuni, Imprenditorialità, Scienza e società, Tecnologia, Welfare - alla ricerca di indicazioni di massima utili per il policy maker (e non solo).

Leggi tutto

La democrazia partecipativa nell'esperienza del Laboratorio Napoli – Costituente per i beni comuni

"L'attuale amministrazione del sindaco de Magistris ha istituito un assessorato con delega specifica per i Beni comuni e la Democrazia partecipativa. Rientra, quindi, nei programmi dell'Amministrazione l'inaugurazione di un nuovo modo condiviso e partecipativo di individuazione ed attuazione delle politiche locali per cui assume particolare rilevanza la costruzione di nuovi metodi di partecipazione democratica, attraverso consultazioni, incontri con le comunità, i comitati civici, la cittadinanza attiva.

Leggi tutto

Etica (pubblica) per un figlio*

Se il mio figlio piccolo (sedici anni tra pochi giorni) mi desse retta, questa sera, spinto dalle notizie di stampa e dalla visita al sito dei Comuni italiani, gli parlerei di etica pubblica. Comincerei a parlargli delle tasse e gli direi quanto è strano sentire dire oggi, come cosa nuovissima, verità ovvie: ad esempio che chi non paga le tasse deruba il contribuente onesto.  Gli direi anche che se in queste settimane è bastato fare qualche controllo “bandiera”, magari un po’ in forma di spettacolo, nei luoghi dei ricchi per dare a tutto il Paese l’impressione che l’aria che tira è cambiata e non c’è più trippa per i gatti furbi, allora probabilmente abbiamo sprecato tanto tempo e forse potevamo evitare di avere un debito pubblico al 120% del PIL che fa di lui, senza che lo sappia e senza il suo permesso, uno dei cittadini europei più appesantito. Poi commenterei con lui la notizia di oggi: che i sindaci hanno deciso che l’evasione fiscale è una cosa che tocca per prima cosa le autonomie locali e che se la lotta non parte da loro allora è destinata all’insuccesso.

Leggi tutto

Innovare l’innovazione: la lezione dei referendum

La parola innovazione solo sul nostro sito ricorre più o meno in tremila documenti, non parliamo neanche del numero delle occorrenze se la ricercate su Google. Mi pare utile quindi una riflessione per provare a precisarne meglio alcuni aspetti alla luce dei risultati dei referendum. Io credo sia nella nuova attenzione a quella che in un articolo di qualche tempo fa ho chiamato “innovazione empatica”. Stiamo parlando di cose come la capacità di fare rete, la consistenza e la qualità dei beni relazionali del Paese, la coesione sociale e con essa la capacità delle comunità di reagire alla crisi in forme non competitive, ma collaborative e solidaristiche.

Leggi tutto

300.000 impiegati pubblici in meno: troppi o troppo pochi? È questione di "bene comune".

Stiamo ovviamente parlando dei trecentomila dipendenti in meno (-8,4%) che lavoreranno nelle amministrazioni pubbliche nel 2013, secondo le dichiarazioni fatte da Brunetta qualche giorno fa. Si tratta, come subito precisato, non di licenziamenti, ma di blocco del turnover, di regolamentazione dei contratti atipici, di pensionamenti: ma comunque è una bella cifra seppure frutto di cinque anni di provvedimenti. È troppo grande o troppo piccola questa riduzione? Gli statali sono troppi o troppo pochi?

Leggi tutto