Cerca: PA digitale, Governance

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Intervento di Attilio Romita a FORUM PA 2014

Intervento di Agostina Betta a FORUM PA 2014

Intervento di Sonia Montegiove a FORUM PA 2014

Intervento di Federico Del Freo a FORUM PA 2014

Per una amministrazione nativa digitale: come fare...a fare presto

Anche per la costruzione della “PA tutta-digitale”, tanto evocata quanto sinora inutilmente attesa, la necessità di fare presto non può mettere in secondo piano l’obbligo a fare bene. In questo illuminante articolo, pubblicato nella rassegna ASTRID, Giulio De Petra per "far presto e bene" rivolta il tavolo e propone un nuovo paradigma: provare a costruire una PA "nativa digitale" senza limitarci ad informatizzare l’esistente, neanche quando questo ci sembra immutabile legge di natura. Ce la possiamo fare? No se ci limitiamo a velocizzare gli adempimenti, a digitalizzare gli stessi fascicoli, a continuare ad affastellare norme; sì se usiamo un pensiero divergente, se usiamo meno diligenza e più immaginazione, se diamo spazio ai giovani di mente, ma anche ai giovani d’età, perché spesso, anche se non sempre, le due cose coincidono. Mi piacerebbe che su questa suggestione si aprisse non un dibattito, ma un gruppo di pensiero,  perché se l’immaginazione è spesso individuale, far sì che questa porti frutti qui e ora è sempre un lavoro collettivo.

Carlo Mochi Sismondi

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Bari Smart

Nome applicazione - Bari Smart

Amministrazione proponente - Comune di Bari

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La partecipazione, nella democrazia rappresentativa, rimane un dilemma irrisolto

Il tema della partecipazione pone un importante dilemma quando si parla di democrazia rappresentativa. Le iniziative più inclusive, infatti, sono quelle che si collocano fuori dal sistema politico tradizionale, nel quale, invece, i partecipanti non rispecchiano le caratteristiche socio-demografiche della popolazione. I cittadini più privilegiati sono più rappresentati nel sistema politico, mentre le iniziative non tradizionali vedono una forte partecipazione più allargata. Pubblichiamo un articolo di Tiago Peixoto in cui un confronto tra la presenza dei cittadini alle elezioni politiche newyorkesi del 2009 e al Bilancio Partecipativo (sempre di New York) del 2012, induce a riflettere sul valore e sul peso della partecipazione.

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Non avete mai sentito parlare del settore "Civic-Tech"? Male, è il futuro del government pubblico!

Cosa succede se tecnologia e vita civica si intersecano? Un settore chiamato “civic-tech” prende vita. Si tratta di aziende for-profit e non-profit, imprenditori singoli e progetti comunitari che utilizzano la tecnologia per migliorare la vita civica. Se finora non conoscevamo l’ ampiezza e la potenzialità del settore, ora, Knight Foundation, una fondazione americana che supporta progetti di innovazione, ha condotto un’analisi che ci racconta che il settore è in crescita e che ci spiega quali sono le aree di questo settore in cui conviene investire.

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The Engaging City: quando un like non è partecipare

In Italia meno di un Ente Locale su quattro ha un profilo su Facebook (lo scrivevamo qualche giorno fa), ma non è solo questione di numeri. Che senso ha stare su una piattaforma social per una PA? Si può davvero credere che basti un click per attivare comunicazione, consultazione e collaborazione: le “C” della partecipazione civica o, dovremmo dire, dell’engagement? Le leve che fanno muovere la partecipazione pubblica sono più complesse. Proviamo a definire cosa questo significhi.

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UniUd

Nome applicazione - UniUd

Amministrazione proponente - Università degli Studi di Udine

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