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Che se ne fa Google dei dati di un Comune?

"Scusi, ma Google che se ne fa dei dati di un Comune"? Alla domanda di un ipotetico funzionario pubblico alle prese con l’open data, risponde Laura Bononcini, con uno dei motti alla base del successo del business di Google:  put the user first. In altri termini, spiega “facciamo dei dati quello che l’utente vuole che ne facciamo. Rispondiamo al bisogno dell’utente di accedere ai dati della pubblica amministrazione, aiutando d’altro canto l’amministrazione a rendere i dati fruibili”.

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L’open data, dalle parole ai fatti: un funzionario pubblico in cerca di risposte

Claudio Forghieri apre e modera il convegno che  - sotto l’innovativa formula del talk show e con il contributo di professionalità e voci diverse  – intende rispondere alla domanda di base “Cosa sono gli open data?” per poi passare alla questione operativa “ Come una pubblica amministrazione può iniziare a fare open data?”.

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APPSFORITALY, il commitment di Consorzio Top IX

Lorenzo Benussi  spiega il commitment del Consorzio Top IX nell’iniziativa APPSFORITALY, il contest lanciato nel corso del convegno per lo sviluppo di applicazioni a partire dai set di dati liberati dalle pubbliche amministrazioni italiane. “A partire dagli esperimenti già fatti su Torino – spiega – siamo convinti che da questo contest verranno idee, applicazioni e nuove partnership interessantissime”. E apre l’invito per amministrazioni, aziende e singoli sviluppatori a partecipare.

APPSFORITALY, il contest sui dati liberati dalle amministrazioni italiane

L’Associazione Italiana per l’Open Government, dalla sua nascita, si è impegnata principalmente nell’”apostolato” dal basso dell’open data pubblico, in mancanza di una strategia nazionale.  Ernesto Belisario lancia ora la prossima iniziativa: un vero e proprio contest, un APPSFORITALY per vedere, seguendo la linea adottata dal sindaco di Toronto “cosa succede se metti i dati on line”. Per fare questo, però, spiega è necessario dare un tempo alle amministrazioni per mettere on line i dati, perché in Italia sono ancora pochi.

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