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La Commissione costruisce la mappa europea dell'eInclusion: inserisci la tua organizzazione!

La Commissione Europea vuole capire meglio quale è il ruolo dei soggetti di intermediazione nei processi di e-inclusion, all'interno dell'Unione Europea. Per questo e per creare strumenti che sappiano ben riportare il contributo di questi soggetti agli obiettivi di e-inclusion nell’agenda europea sta portando avanti il progetto MIREIA (Measuring the Impact of eInclusion Intermediary Actors) a cui sono invitate a partecipare tutte le organizzazioni impegnate nel promuovere l'inclusione digitale e sociale. Come? Inserendo la propria organizzazione nella Mappa europea dell’eInclusion.

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Dalla UE una strategia comune per il cloud

La nuova strategia della Commissione europea che si propone di “sfruttare al meglio il potenziale della nuvola informatica in Europa” prevede iniziative intese a realizzare entro il 2020 un guadagno netto pari a 2,5 milioni di nuovi posti di lavoro in Europa e un aumento annuo del PIL dell’UE corrispondente a 160 miliardi di euro (circa l’1%).

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Al via i premi europei eInclusion 2012

Anche quest’anno il Commissario europeo per l’Agenda Digitale,  Neelie Kroes,  ha indetto la gara per i migliori esempi di eInclusion, dedicati agli individui e alle piccole organizzazioni  e a quelle di grandi dimensioni  che contribuiscono alla alfabetizzazione e professionalizzazione digitale e all’eliminazione del digital divide. I premi si distinguono in ”I’m part of It” (ne faccio parte, ho ricevuto vantaggi dalla inclusione digitale ) e”Be part of It” (per i campioni, cioè coloro che con i loro progetti hanno fornito un evidente contribuito alla eInclusion).

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Dal diritto all'oblio al diritto alla portabilità, la riforma europea della protezione dati

La Commissione europea ha proposto oggi una riforma globale della normativa UE del 1995 in materia di protezione dei dati nell’intento di rafforzare i diritti della privacy on line e stimolare l’economia digitale europea.

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e-Gov europeo in tempo di crisi. La montagna partorirà un topolino (high-tech)?

Passata un po’ in sordina, la sesta Conferenza Ministeriale dell'UE sull'eGovernment si è tenuta lo scorso mese a Poznan, Polonia. I temi in agenda erano tanti e tutti caldi, dall’open data ai servizi transfrontalieri, in un contesto comunitario in cui l’e-gov sembra non dover avere più frontiere. Cosa è emerso? Un primo dato è che non è emersa una Dichiarazione Ministeriale. Perché? Di questo e di altro ci parla Gianluca Misuraca, che è stato in quei giorni a Poznan e che segue da molto vicino le vicende dell’e-gov europeo, lavorando in qualità di Esperto Scientifico del JRC – IPTS della Commissione Europea. Pubblichiamo con piacere I suoi “Spunti di riflessione a seguito della Conferenza Ministeriale dell'UE sull'eGovernment”.

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La tela di Penelope dell’Italia digitale

Nonostante tutto  e nonostante la lettura mattutina dei titoli dei giornali, voglio essere ottimista e quindi, prima di commentare il fatto che nella famosa lettera programma del Governo all’Ue “per lo sviluppo e la crescita” non sia mai nominata la rete, mai nominato Internet, mai accennato all’economia digitale che pure impatta per il 5% del PIL nei Paesi sviluppati e più smart e solo il 2% in Italia; prima di andare a vedere se le indiscrezioni di questa mattina su un ennesimo stanziamento (gli altri sono stati tutti disattesi) sulla banda larga sarà reale o solo annunciato, prima di ogni delusione voglio raccontarvi tre fatti positivi, anzi tre e mezzo.

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Dalla bancarotta alla rivoluzione digitale. Islanda, per esempio

Ultimamente l’Islanda ha fatto parlare di sé. Dalla nazionalizzazione delle banche, alle porte sbattute in faccia al FMI, alla prima Costituzione riscritta via Internet, la reazione alla crisi, agguerrita, intransigente e soprattutto “attiva” dei suoi cittadini (spesso confinati dall’immaginario collettivo in un paradiso lontano di luoghi impronunciabili) sta facendo, a suo modo, scuola. Tutto questo avrà qualcosa a che fare con lo European e-Democracy Awards 2011 appena vinto dall’islandese Fondazione Citizens? C’e chi giura di si.

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Legge incontra codice. Un hackathon al Parlamento europeo

A Bruxelles tira aria di nuovo mondo. L’8 e il 9 novembre le porte del Parlamento europeo si spalancano agli sviluppatori di tutta Europa al grido di hackathon, o meglio EUhackahton. Il tema, neanche a dirlo, è la trasparenza e l’accesso a internet, il main sponsor Google. E, mentre oltreoceano gli analisti di TechPresident danno con soddisfazione segnalazione dell’evento, a queste latitudini la domanda è lecita: “cosa è un hackathon?”.

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Opendata.eu si avvicina. Pubblicato il bando di gara per la sua realizzazione

All’indomani del rilascio del Piano di azione europeo per l'eGovernment 2011 – 2015  quello sui dati pubblici (PSI) era stato indicato tra i capitoli più innovativi da analisti e attivisti della rete. Tra le azioni previste, l’apertura di un portale europeo Open data che permettesse l’acquisizione e il riuso dei dati “in possesso” della Commissione. Ci siamo? Quasi. Ieri è stato pubblicato il Call for tenders per la realizzazione (e non solo) del portale europeo degli Open data. E se riuscissimo a superare l’antesignano data.gov?

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Digital Agenda Assembly: una visione d’insieme (ovvero che è successo a Bruxelles il 16 -17 giugno)

 Si è tenuta a Bruxelles, il 16 -17 giugno, la prima Assemblea dell'agenda Digitale Europea. 1600 partecipanti provenienti da tutti i paesi Europei hanno discusso i temi chiave della politica digitale europea in 25 workshop paralleli. Si trattava di un primo esperimento ed il risultato e' indubbiamente positivo. Grande partecipazione ed energia traspariva nei workshop e su twitter, con più di 9000 tweets, ed è stato riconosciuto anche dagli articoli online. E' significativo il grande interesse suscitato da una conferenza di natura prettamente politica: siamo abituati a vedere migliaia di persone solo quando si tratta di eventi legati a finanziamenti europei, come il settimo programma quadro. Ma l'Europa esiste non solo per distribuire fondi, come ha dimostrato l'Assemblea.

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