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Trasparenza, partecipazione e collaborazione: la PA si apre al dialogo - terzo meeting europeo dell'Open Government Partnership

Circa 80 rappresentanti di 16 Governi, 5 Organizzazioni internazionali e della società civile a confronto su trasparenza, partecipazione e collaborazione tra amministrazioni e società civile in una prospettiva europea. Sono questi i temi affrontati nel corso del terzo Meeting Europeo dell’Open Government Partnership (OGP) dedicato a "Trasparenza, partecipazione e collaborazione: la PA si apre al dialogo" che si è svolto lunedì 10 dicembre a Palazzo Vidoni e organizzato dal Dipartimento della Funzione Pubblica.

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#TwitterPA 2012: numeri e tendenze dalle PA che cinguettano

Quante sono e cosa fanno le Pubbliche Amministrazioni italiane su Twitter? Le risposte nel Rapporto #TwitterPA 2012 sull’uso da parte delle pubbliche amministrazioni italiane della piattaforma di microblogging più conosciuta al mondo. Il Rapporto curato e reso disponibile in rete da Giovanni Arata si basa su dati aggiornati all’11 novembre 2012. L’edizione precedente era stata rilasciata un anno fa.

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Chi chiede trasparenza dia il buon esempio: un manifesto per la trasparenza delle ONG

L'open government è un processo che per realizzarsi a pieno deve necessariamente fondarsi su tre protagonisti: l'amministrazione pubblica, le imprese e la società civile. Ciascuno deve fare la propria parte e soprattutto deve dimostrare di saper mettere in atto quello che chiede agli altri. Dall'associazione Stati Generali dell'Innovazione arriva un vero e proprio Manifesto per la trasparenza delle ONG, aperto all'adesione e al contributo, con l'obiettivo di diventare una proposta internazionale al prossimo incontro sull'Open Government Partnership a Roma.

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Gli Open Data, l’Open Government, la spesa pubblica e il Sistema informativo SIOPE

C’è in Italia un Sistema Informativo che “rileva in via telematica gli incassi e i pagamenti effettuati dai tesorieri e dai cassieri delle Amministrazioni pubbliche”. E’ un sistema che nasce dalla collaborazione tra la Ragioneria Generale dello Stato, la Banca d’Italia e l’ISTAT e il suo nome è SIOPE, il Sistema Informativo delle Operazioni degli Enti Pubblici. SIOPE è in sostanza uno strumento che viene utilizzato per monitorare la situazione e l’andamento dei conti pubblici.

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Condivisione, elaborazione, integrazione e analisi dei dati trasformano la città in un ecosistema efficiente

La Smart City si fonda sui principi dell’Open Government: collaborazione, trasparenza, partecipazione. Il ruolo del soggetto pubblico è creare le condizioni perché il sistema si sviluppi, con la partecipazione e interazione continua di tutti i soggetti coinvolti. Si tratta quindi di attivare un processo virtuoso capace, dal punto di vista tecnologico, comunicativo e organizzativo, di individuare le informazioni digitali relative a ciò che avviene nella città integrando le diverse fonti, elaborarle e renderle fruibili nel momento giusto e nel contesto giusto ai soggetti che ne hanno bisogno. Quale il percorso? Il punto di vista Sinergis-Dedagroup ICT Network.

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Riflessioni in ordine sparso: dall’era dell’E-GOV alla stagione delle Smart Cities. Quanti errori riusciremo ad evitare?

Ancora non si conosce il testo definitivo del decreto agenda digitale e chi si occupa di innovazione lo attende con ansia, quasi rappresentasse la bacchetta magica per uscire dallo stallo in cui grava l’innovazione della PA e del Paese. Dalla bozza in circolazione tutti gli appartenenti alla comunità dei cosiddetti innovatori, ciascuno dal proprio punto di vista, si affannano a commentare il testo proponendone la riscrittura in toto o in parte rispetto ai loro desiderata e alla loro specifica visione della realtà. La scena che si presenta ad un osservatore esterno assomiglia molto a quanto accade nel teatro di Pirandello. Parafrasando: ciascuno recita a soggetto.

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Smart cities e divario digitale

Non siamo smart e non ci siamo nemmeno vicini. Basta guardare le classifiche per averne conferma. È intelligente chi ha studiato per tempo, non chi si è mosso perché è la moda del momento. È intelligente una città che investe in capitale sociale ed umano. Dove c'è una gestione oculata ma anche partecipativa delle risorse. Dove l'infrastruttura di comunicazione tradizionale (trasporti) e moderna (ICT) serve ad alimentare lo sviluppo sostenibile e la qualità della vita. I primi due punti li lascio volentieri aperti al dibattito. Vorrei invece parlare del terzo o meglio della sua negazione. 

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Anche il Lazio è Open Data: in arrivo 6 milioni per le pa locali

La Regione Lazio lancia i due bandi rivolti agli enti pubblici e alle pmi locali per lo sviluppo di progetti e servizi a partire dagli “Open Data”, le informazioni e i dati che possono essere riutilizzati, pubblicati e manipolati liberamente da tutti. Stanziati 12 milioni di euro destinati al potenziamento dei servizi Ict nel territorio grazie ai Fondi POR FESR Lazio 2007-2013.

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OpenCoesione: più di 20.000 visitatori nei primi due mesi

Il portale OpenCoesione.gov.it è stato presentato il 7 luglio scorso. A quasi due mesi dal lancio, il Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica fornisce i primi dati sugli accessi al portale.

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Facile la vita in E-stonia!

Reduce da compilazioni di 730 & co, più di qualcuno di efficienza e qualità della vita legate alla “e” dei miracoli non ne vorrà sentire. Da più di un decennio, infatti, piani e promesse di e-gov si rincorrono e scivolano, spesso senza scandalo, attraverso i corridoi sovraffollati degli uffici pubblici. E ora che l’attenzione si sposta su città e intelligenza territoriale c’è il rischio di perdere completamente la visione nazionale dell'e-government italiano. Bene, se anche così fosse a guardare l’Estonia si direbbe che niente è perduto. In piena crisi anni ’90, la piccola Repubblica (ex sovietica) ha elaborato un modello "post-industriale" di e-gov. Così, assicurano a Tallin, è nata l’E-stonia, dove (per dirne una) il 94% dei contribuenti compila la dichiarazione dei redditi on line.

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